Nuova giurisprudenza: se durante l’esecuzione del contratto si verificano modifiche ai servizi o aumenti di quantità e le parti contraenti hanno stipulato un contratto VOB, in precedenza si applicava il seguente principio: „Il buon prezzo rimane un buon prezzo, il cattivo prezzo rimane un cattivo prezzo“. In parole povere: anche per una modifica del contratto ordinata o per gli aumenti di quantità di singoli articoli, il calcolo del prezzo per questi servizi deve basarsi sui principi di prezzo dell’offerta principale. Se questi sono buoni, anche il prezzo supplementare rimane buono. Se i prezzi iniziali sono scadenti, l’appaltatore può dover pagare un extra. Questo principio è stato ora „ribaltato“ dalla giurisprudenza.
L’avvocato Dr. Olaf Hofmann, docente in pensione di diritto edilizio a Monaco di Baviera. Foto: privato
In un contratto a prezzo unitario VOB per la costruzione di opere di facciata, erano previste quantità aggiuntive di gran lunga superiori al dieci per cento per la voce „isolamento della facciata“. Nella sua fattura finale, l’appaltatore ha addebitato il prezzo unitario concordato per contratto anche per le quantità aggiuntive, il che è stato „molto buono“ per lui, e nel farlo ha fatto riferimento alla Sezione 2 (3) n. 2 VOB/B, secondo cui il prezzo unitario contrattuale è determinante anche per la quantità aggiuntiva. Solo se è possibile individuare un risparmio o se l’appaltatore può dimostrare l’esistenza di costi aggiuntivi (ad esempio, prezzi di acquisto più elevati per il materiale, costi di manodopera più elevati), il prezzo iniziale contrattuale cambia. Poiché non si sono verificati né risparmi né costi aggiuntivi, si applica il prezzo contrattuale.
L’appaltatore ha ragione?
La decisione Nella sentenza del 21 novembre 2019, Baurechts- Report 2020, pagina 1, il BGH ha stabilito quanto segue:
1. la richiesta di formazione di un nuovo prezzo richiede solo che la quantità eseguita superi di oltre il 10% la quantità stimata nel contratto e che una parte richieda l’accordo su un nuovo prezzo.
2. se le parti contraenti non riescono ad accordarsi sul nuovo prezzo, il nuovo prezzo per la quantità eccedente sarà calcolato „in base ai costi effettivi sostenuti più un ragionevole sovrapprezzo“.
Note per la pratica
1) Il principio VOB „il buon prezzo rimane un buon prezzo, il cattivo prezzo rimane un cattivo prezzo“ non è più valido.
2) Naturalmente, questo principio non si applica solo se l’appaltatore ha un „buon“ prezzo unitario, ma ha calcolato male il prezzo del contratto a suo svantaggio, ad esempio. Egli può ora richiedere un prezzo adeguato per la quantità aggiuntiva, ossia calcolarlo in base ai „costi effettivamente necessari“.
3 Nel frattempo, vi sono altre sentenze secondo le quali le basi di calcolo del prezzo del contratto precedente non sono più decisive per il calcolo del prezzo dei servizi aggiuntivi e delle modifiche contrattuali. Piuttosto, il nuovo prezzo si basa anche sui „costi effettivamente necessari“ (cfr. OLG Brandenburg del 22 aprile 2020, Baurechts-Report 2020, pagina 22).
Il BGH ha dovuto decidere il seguente caso:
Nuova giurisprudenza: se durante l’esecuzione del contratto vengono apportate modifiche ai servizi o aumenti di quantità e le parti contraenti hanno stipulato un contratto VOB, in precedenza si applicava il seguente principio: „Un buon prezzo rimane un buon prezzo, un cattivo prezzo rimane un cattivo prezzo“. In parole povere: anche per una modifica del contratto ordinata o per aumenti di quantità di singoli articoli, il calcolo del prezzo per queste prestazioni […]



















