Design biofilico: natura e architettura in armonia

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Una stanza grande, ad alta frequenza, con molte piante e una cascata che cade da un soffitto di vetro.

L'integrazione di elementi naturali crea un'atmosfera piacevole anche nelle aree ad alta frequentazione. Rasmus Gundorff Sæderup | Unsplash

In un mondo sempre più urbanizzato, il concetto di progettazione biofilica sta diventando sempre più importante. Questa innovativa filosofia progettuale cerca di integrare nell’ambiente costruito l’innata connessione delle persone con la natura. Il design biofilico va oltre la mera estetica e mira a creare spazi che promuovano il benessere, riducano lo stress e aumentino la produttività. Incorporando elementi, materiali e modelli naturali nell’architettura, il design biofilico crea una simbiosi armoniosa tra la natura e l’ambiente costruito dall’uomo.

La progettazione biofilica si basa sull’idea che le persone abbiano un legame intrinseco con la natura e si sentano più a loro agio negli ambienti naturali. Questa filosofia può essere suddivisa in tre categorie principali: esperienza diretta della natura, esperienza indiretta della natura ed esperienza dello spazio e del luogo. L’esperienza diretta della natura comprende l’integrazione di piante, acqua e luce naturale negli edifici. Le esperienze indirette della natura sono create attraverso materiali naturali, colori e forme che ricordano la natura. L’esperienza dello spazio e del luogo si riferisce alla progettazione di spazi che trasmettono un senso di sicurezza e di connessione con l’ambiente circostante.

Architetti e designer stanno realizzando la progettazione biofila in diversi modi. Giardini verticali e facciate verdi sono diventati segni distintivi dell’architettura urbana moderna. Questi muri viventi non solo migliorano la qualità dell’aria, ma forniscono anche una tregua visiva nel paesaggio urbano, spesso grigio. Grandi finestre e lucernari massimizzano l’ingresso della luce naturale e creano un collegamento con il mondo esterno. L’uso di materiali naturali come il legno e la pietra negli spazi interni conferisce consistenza e calore all’ambiente e ricorda i paesaggi naturali.

Alcuni studi hanno dimostrato che il design biofilico ha effetti positivi significativi sulla salute e sul benessere delle persone. Negli uffici, può portare a un aumento della produttività fino all’8% e a una riduzione dei sintomi di stress del 15%. Negli ospedali, è stato osservato che i pazienti si riprendono più velocemente e richiedono meno farmaci antidolorifici nelle stanze con vista sulla natura. Le istituzioni scolastiche che integrano elementi di design biofilico riportano un miglioramento dei risultati di apprendimento e un aumento della creatività di alunni e studenti.

Nonostante gli ovvi vantaggi, la realizzazione di una progettazione biofila pone delle sfide ad architetti e progettisti. Una di queste è l’integrazione di elementi naturali in strutture urbane esistenti con spazi limitati. Tuttavia, soluzioni innovative come pareti verdi modulari e sistemi di irrigazione intelligenti consentono di integrare la natura anche in aree densamente edificate. Un’altra sfida è la cura e la manutenzione degli elementi viventi negli edifici. Per ridurre al minimo i requisiti di manutenzione si utilizzano sempre più spesso sistemi automatizzati e specie vegetali a bassa manutenzione.

La tecnologia svolge un ruolo sempre più importante nella realizzazione dei concetti di progettazione biofilica. I sistemi di gestione intelligente degli edifici ottimizzano l’illuminazione e la ventilazione per imitare i ritmi naturali. La realtà virtuale e le proiezioni digitali consentono di simulare ambienti interni naturali laddove la natura reale non è praticabile. I materiali biofilici che imitano i processi naturali, come le superfici autopulenti ispirate alle foglie di loto, dimostrano il potenziale della biomimetica nella progettazione architettonica.

L’applicazione del design biofilico si estende a diversi tipi di edifici e ambienti. Negli edifici per uffici, gli atri con piante rigogliose ed elementi d’acqua diventano luoghi di incontro centrali che offrono relax e ispirazione. Gli ospedali integrano giardini curativi e materiali naturali per creare un’atmosfera rilassante. Le strutture educative utilizzano elementi biofilici per creare ambienti di apprendimento che favoriscono la concentrazione e la creatività. I principi del design biofilico vengono utilizzati anche negli edifici residenziali, dagli ampi balconi con sistemi vegetali integrati agli interni ispirati alla natura.

Il futuro della progettazione biofilica promette un’integrazione ancora più profonda tra natura e tecnologia. I progressi della biotecnologia potrebbero portare a materiali da costruzione viventi che assorbono CO2 e producono ossigeno. Lo sviluppo di facciate adattive che si adattano alle condizioni ambientali come le piante potrebbe rivoluzionare l’efficienza energetica degli edifici. In termini di pianificazione urbana, la progettazione biofilica potrebbe portare a una riprogettazione degli spazi urbani, con corridoi verdi interconnessi ed ecosistemi multifunzionali che svolgono funzioni sia ecologiche che sociali.

La progettazione biofilica rappresenta un cambiamento di paradigma nell’architettura e nella pianificazione urbana. Riconosce che la connessione con la natura non è solo un lusso, ma una necessità per il benessere umano e lo sviluppo sostenibile. Sfumando i confini tra interno ed esterno, tra costruito e cresciuto, il design biofilico crea spazi che non sono solo esteticamente piacevoli, ma contribuiscono attivamente alla salute umana e ambientale. In un mondo sempre più dominato dalla tecnologia e dall’urbanizzazione, il design biofilico offre un ritorno alla natura, non come un passo indietro, ma come una soluzione innovativa alle sfide della vita moderna.

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Un luogo di conforto

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Centro Maggie di Manchester

Una bella prova che l’architettura può aiutare ad alleviare le sofferenze: Nel Regno Unito esiste il Maggie’s Cancer Centres, una struttura per i malati di cancro e le loro famiglie, dove possono trovare aiuto pratico e conforto in colloqui personali in padiglioni separati, lontani dai deprimenti reparti ospedalieri. Cosa lo rende speciale: Si tratta di progetti straordinari realizzati da architetti di fama. Sono finanziati esclusivamente da donazioni e il terreno è fornito dai grandi ospedali di varie città.

Finora sono stati costruiti circa una dozzina di luoghi di incontro di questo tipo (si veda anche Baumeister 3/2012); con la loro atmosfera quasi privata e il loro design accattivante, sono diventati un importante rifugio e rendono più facile affrontare la malattia. L’idea è venuta a Maggie Kenwick Jencks e a suo marito, il teorico dell’architettura americano Charles Jencks, quando la stessa Maggie era malata di cancro e doveva aspettare un tempo estenuante nei desolati corridoi dell’ospedale per parlare con il medico. La donna morì nel 1995 e il primo centro fu aperto a Edimburgo un anno dopo.

L’ultimo centro è stato inaugurato alla fine di aprile dalla sua patrona Camilla, la Duchessa di Cornovaglia. Si trova all’interno del Christie Hospital di Manchester ed è stato progettato da Foster + Partners. Il progetto di un ampio giardino d’inverno sottolinea ancora una volta il concetto: l’architettura è invitante, accogliente e allo stesso tempo insolita. Il giardino è stato progettato da Dan Pearson Studio. Norman Foster è cresciuto a Manchester ed è guarito dal cancro.

Foto: Nigel Young/Foster + Partners

Sham in pietra

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Progettazione computerizzata: il marmo Lasa conferisce una fresca eleganza all’atrio di un grattacielo londinese.

Chi entra nella torre, alta 172 metri, attraverso il vetro riflettente dell’ingresso sud, può chiedersi se si tratti di una cattedrale o di un palazzo moderno. Infatti, l’intero ingresso e l’area degli ascensori sembrano essere stati ricavati da un grande monolite di marmo: La pietra bianca scintillante è attraversata da un’ininterrotta venatura che dà l’impressione che il centro dell’edificio sia costituito da un blocco di pietra massiccia. Solo a un secondo sguardo ci si rende conto che l’intera area d’ingresso è rivestita di lastre di grande formato, fino ai soffitti alti otto metri e al bancone della reception.

È un progetto davvero impressionante, la cui semplicità minimalista dà un’idea della pianificazione meticolosa e dell’esecuzione precisa necessarie per creare questa eleganza pulita. 100 Bishopsgate è stato commissionato come sviluppatore da Brookfield Multiplex, una partnership tra la società immobiliare internazionale Brookfield, con sede a New York, e l’impresa di costruzioni australiana Multiplex, mentre gli architetti Allies e Morrison, con sede a Londra, sono stati responsabili della progettazione del complesso. Brookfield aveva già esperienza con il marmo italiano: Con Euromarble, azienda di Carrara, aveva realizzato diversi progetti in Australia. Euromarble raccomandava ora la pietra bianca scintillante, estratta nella cava altoatesina White Water vicino a Laas in Val Venosta, a circa 20 chilometri a ovest di Merano. Alcune gallerie della cava raggiungono i 100 metri di profondità nella montagna e terminano in sale di dimensioni simili a cattedrali. Kurt Ratschiller, Product Manager di Lasa Marmo, racconta sorridendo come il team di architetti che si è recato qui sia rimasto impressionato da una simile parete di marmo. Vedendo la parete, hanno voluto tagliarla dalla montagna in un unico pezzo e installarla nell’ampio atrio dell’edificio per uffici. È nato così il primo progetto a controllo digitale di Lasa Marmo.

Sebbene non fosse possibile spostare una lastra di pietra con una superficie di otto metri per trenta, l’idea di base rimase e poté essere realizzata in stretta collaborazione con Euromarble. Il punto forte è costituito da due tecniche innovative: Lasa Marmo utilizza uno scanner ad alte prestazioni per scansionare ogni pietra grezza che arriva dalla cava alla fabbrica interna. In questo modo è possibile catalogare le singole colorazioni e venature. Euromarble ha partecipato con la tecnologia „digital dry lay“: con l’aiuto di uno strumento informatico, i progettisti tagliano le scansioni virtualmente in ufficio e compilano così schemi di posa e di taglio corrispondenti per ogni esigenza.

Maggiori informazioni in STEIN 8/2020.