Chi incarica uno studio di progettazione di fornire prestazioni che vanno oltre il programma standard si trova ben presto ad affrontare un ambito che, nella pratica, è fonte di incertezza: le “prestazioni speciali” previste dall’HOAI. Non si tratta di un’appendice al regolamento, bensì di uno strumento autonomo che offre sia ai progettisti che ai committenti il margine di manovra necessario per definire con precisione contrattuale le esigenze specifiche di un progetto. Chi comprende come sono definite le prestazioni speciali, quando sono dovute e come vengono remunerate, è in grado di redigere correttamente i contratti di progettazione ed evitare fin dall’inizio controversie relative all’entità delle prestazioni e al compenso.
- Cosa sono le prestazioni speciali dell’HOAI e in che modo si differenziano dalle prestazioni di base
- Qual è la posizione giuridica delle prestazioni speciali nell’HOAI e cosa comporta ciò per il contratto
- Come vengono remunerate le prestazioni speciali e quali accordi sono necessari
- Quali sono gli esempi tipici rilevanti nell’ambito dell’architettura del paesaggio e della progettazione degli spazi aperti
- Quando le prestazioni speciali possono diventare parte integrante delle prestazioni di base e viceversa
- Quali sono gli errori più frequenti che si verificano in fase di incarico e di fatturazione
- Come concordare le prestazioni speciali nei contratti di progettazione in modo giuridicamente sicuro
- Quale ruolo rivestono le prestazioni speciali nel contesto di progetti complessi di pianificazione degli spazi aperti e di appalti pubblici
Cosa sono le prestazioni speciali secondo l’HOAI: definizione e delimitazione
Il regolamento sugli onorari per architetti e ingegneri (HOAI) suddivide le prestazioni di progettazione in due categorie fondamentali: prestazioni di base e prestazioni speciali. Le prestazioni di base sono quelle attività che di norma sono necessarie per la corretta esecuzione di un incarico e il cui onorario è regolato in modo vincolante dalle tariffe minime dell’HOAI. Le prestazioni speciali HOAI, invece, sono prestazioni che vanno oltre tale ambito standard, ma che possono risultare necessarie o opportune per determinati progetti. Esse sono elencate separatamente nelle descrizioni delle prestazioni dell’HOAI, ma non sono definite in modo esaustivo: gli elenchi hanno carattere esemplificativo, ovvero anche le prestazioni che non vi sono espressamente menzionate possono essere concordate come prestazioni speciali, purché non rientrino già nel contenuto delle prestazioni di base.
Nella pratica, la distinzione tra prestazioni di base e prestazioni speciali non è sempre netta. Le prestazioni di base descrivono il tipico processo di progettazione per un progetto medio del rispettivo settore specialistico. Non appena un progetto presenta requisiti particolari che superano tale livello medio, si crea spazio per le prestazioni speciali. A tal proposito è fondamentale che l’onere aggiuntivo sia effettivamente specifico del progetto e non sia già compensato dalla fascia onoraria o dal valore dei costi imputabili. Un errore comune consiste nel dichiarare automaticamente ogni ora di lavoro aggiuntiva come prestazione speciale. Ciò che conta non è solo l’onere di tempo aggiuntivo, ma la differenza qualitativa della prestazione rispetto al quadro delle prestazioni di base.
Dal punto di vista strutturale, le prestazioni speciali sono assegnate alle singole fasi di prestazione negli allegati all’HOAI. Per la progettazione degli spazi aperti ai sensi dell’allegato 11 dell’HOAI 2021, le prestazioni speciali si trovano, ad esempio, nella fase di prestazione 1 (determinazione delle basi) in occasione del rilevamento delle condizioni ecologiche, nella fase di prestazione 3 (progettazione preliminare) nell’elaborazione di progetti di piantumazione con specifici obiettivi ecologici o nella fase di prestazione 8 (supervisione dell’opera) nel monitoraggio dei lavori di piantumazione con requisiti particolari relativi allo sviluppo della vegetazione e all’accompagnamento della crescita. Tale attribuzione alle fasi di prestazione riveste una notevole importanza pratica ai fini dell’accordo contrattuale e della successiva fatturazione.
Posizione giuridica e remunerazione: cosa deve disciplinare il contratto
A seguito della sentenza della Corte di giustizia europea del 2019 e della successiva modifica, l’HOAI non costituisce più un regolamento tariffario vincolante nel senso originario del termine. Sebbene le tariffe minime per le prestazioni di base siano ancora sancite dal diritto tedesco, la loro applicabilità rispetto al diritto dell’Unione Europea è limitata, il che ha portato a un mutamento del panorama contrattuale. Per le prestazioni speciali HOAI, tuttavia, si applica da sempre un principio diverso: il loro onorario era ed è liberamente negoziabile. L’HOAI non prescrive tariffe minime o massime per le prestazioni speciali. Ciò significa che i progettisti e i committenti possono, in linea di principio, negoziare liberamente l’onorario per le prestazioni speciali, sia che si tratti di un onorario a tempo, di un onorario forfettario o di un supplemento percentuale sull’onorario di base.
È fondamentale che le prestazioni speciali siano concordate per iscritto per poter far valere il diritto al compenso. Chi eroga prestazioni speciali senza che queste siano state preventivamente concordate contrattualmente rischia che il committente neghi il compenso. La giurisprudenza è chiara al riguardo: in assenza di un accordo preventivo, non sussiste in linea di principio alcun diritto a un compenso aggiuntivo per prestazioni speciali, anche se il committente era a conoscenza della prestazione e l’ha tacitamente accettata. Possono sussistere eccezioni derivanti dal diritto generale dei contratti d’opera, ad esempio qualora il committente abbia espressamente richiesto la prestazione, ma tali eccezioni sono limitate e, nella pratica, oggetto di controversia.
L’accordo dovrebbe descrivere con precisione quale prestazione viene fornita, a quale fase di prestazione essa sia da attribuire, come venga calcolato l’onorario e quando sia dovuto il compenso. Formulazioni vaghe come «prestazioni di progettazione aggiuntive secondo necessità» non sono sufficienti. Soprattutto nei contratti di progettazione relativi a complesse pianificazioni di spazi aperti, elaborazioni successive a concorsi o progetti con ampie procedure di partecipazione dei cittadini, sorgono regolarmente prestazioni speciali che, in assenza di una chiara base contrattuale, portano a controversie sugli onorari. Un contratto redatto con cura, che includa le prestazioni speciali in una sezione a sé stante con la descrizione delle prestazioni e il tariffario, rappresenta la misura preventiva più efficace.
Onorario a tempo come forma di remunerazione più comune
Nella pratica, per le prestazioni speciali viene concordato più spesso l’onorario a ore, poiché l’entità di molte di esse non è ancora stimabile con precisione al momento dell’assegnazione dell’incarico. In questo caso vengono stabilite tariffe orarie per diverse categorie di collaboratori, dal livello dirigenziale fino al disegno tecnico. Tali tariffe orarie dovrebbero essere calcolate in modo da coprire i costi e riflettere le spese effettive dello studio, maggiorate di un adeguato margine di profitto. Gli onorari forfettari offrono sicurezza di pianificazione per entrambe le parti, ma presuppongono una valutazione realistica dell’entità della prestazione. Sono possibili maggiorazioni percentuali sull’onorario di base, ma sono meno trasparenti e possono portare a incentivi distorti.
Servizi speciali tipici nell’architettura del paesaggio e nella progettazione degli spazi aperti
Il quadro delle prestazioni della progettazione degli spazi aperti secondo l’HOAI prevede una serie di prestazioni speciali che ricorrono regolarmente nella pratica quotidiana della progettazione. Tra le più frequenti vi è l’elaborazione di piani di manutenzione e sviluppo per le aree vegetate, che vanno oltre la progettazione delle piantumazioni inclusa nel quadro delle prestazioni di base. Se un progetto di spazi aperti comprende non solo la piantumazione iniziale, ma anche un modello di sviluppo a lungo termine per strutture arboree, piantagioni di arbusti o prati seminaturali, si tratta di una prestazione speciale. Lo stesso vale per l’elaborazione di piani di piantumazione finalizzati a specifici obiettivi ecologici, ad esempio per misure di compensazione e sostituzione nell’ambito della normativa sugli interventi, qualora queste vadano oltre l’ambito standard.
La partecipazione alla valutazione di impatto ambientale, la redazione di relazioni ambientali nell’ambito della pianificazione urbanistica o l’elaborazione di piani di accompagnamento per la tutela del paesaggio sono ulteriori prestazioni speciali classiche che ricorrono frequentemente nella progettazione degli spazi aperti e nell’architettura del paesaggio. Tali servizi richiedono competenze specialistiche specifiche che vanno oltre la semplice tecnica di progettazione e richiedono un notevole dispendio di tempo. Rientrano in questa categoria anche la conduzione o l’accompagnamento di procedure di partecipazione, workshop con i residenti o gruppi di utenti, nonché l’elaborazione di materiali di comunicazione per i processi di progettazione, a meno che non siano già parte integrante dell’ambito di prestazione di base concordato.
Nel campo della supervisione dei lavori, ovvero nella fase di prestazione 8, si rendono necessarie prestazioni speciali soprattutto quando la direzione dei lavori pone requisiti tecnici particolari. L’accompagnamento della crescita e la cura dello sviluppo delle piantumazioni oltre diversi periodi vegetativi, la supervisione di misure di rinaturalizzazione con controlli ecologici dei risultati o la documentazione dell’evoluzione della vegetazione ai fini delle certificazioni previste dalla normativa sulla tutela della natura sono attività che non sono completamente coperte dal quadro dei servizi di base. Soprattutto nei progetti con vincoli di tutela ambientale, misure di compensazione o vincoli relativi ai finanziamenti, tali prestazioni speciali non sono una rarità, ma la norma.
Anche l’elaborazione di studi comparativi sulle varianti va oltre il pacchetto di prestazioni di base, qualora si debba elaborare un numero di varianti superiore a quello previsto nel pacchetto stesso. Lo stesso vale per la definizione di programmi spaziali, la collaborazione nella scelta del terreno o l’elaborazione di studi di fattibilità nelle prime fasi del progetto. Tali prestazioni si collocano tipicamente nella fase 1 o nella fase preliminare alla progettazione vera e propria e sono spesso date per scontate dai committenti, senza che il loro compenso sia esplicitamente regolamentato.
Quando le prestazioni speciali diventano prestazioni di base e viceversa
Un aspetto importante, spesso sottovalutato nella pratica, è la possibilità di rendere le prestazioni speciali parte integrante delle prestazioni di base tramite accordo contrattuale. L’HOAI consente espressamente che le prestazioni di base possano essere sostituite o integrate da prestazioni speciali, qualora ciò corrisponda alle esigenze del progetto. Ciò significa che ciò che in un progetto costituisce una prestazione speciale può, in un altro progetto, diventare parte integrante delle prestazioni di base tramite un accordo corrispondente, con le relative conseguenze per la determinazione dell’onorario. Se, ad esempio, un committente prevede fin dall’inizio un ampio coinvolgimento dei cittadini come parte integrante del processo di progettazione, tale prestazione non dovrebbe essere fatturata successivamente come prestazione speciale, ma dovrebbe essere inclusa fin dall’inizio nella struttura degli onorari.
Viceversa, può capitare che prestazioni elencate nel quadro delle prestazioni come prestazioni di base non siano necessarie per un progetto concreto. In tal caso, esse possono essere escluse di comune accordo dall’ambito delle prestazioni, il che comporta una corrispondente riduzione dell’onorario. Questa flessibilità è un vantaggio del sistema HOAI, ma presuppone che entrambe le parti contraenti conoscano il quadro delle prestazioni e ne facciano uso in modo consapevole. Nella pratica si riscontra che, proprio negli studi di progettazione di piccole e medie dimensioni, la conoscenza del quadro delle prestazioni e dei relativi margini di manovra è spesso insufficiente, il che porta a subappalti, prestazioni aggiuntive non retribuite e, in ultima analisi, a un danno economico.
La questione è particolarmente rilevante negli appalti pubblici, dove la normativa sugli appalti e l’HOAI interagiscono. Le amministrazioni aggiudicatrici sono tenute a descrivere con precisione l’ambito delle prestazioni nella procedura di appalto. Se le prestazioni speciali non sono elencate nel capitolato d’appalto, dopo la stipula del contratto è difficile commissionarle a posteriori senza che sorgano questioni relative al diritto degli appalti pubblici. I progettisti che partecipano a gare d’appalto pubbliche dovrebbero quindi esaminare attentamente il capitolato d’appalto alla ricerca di prestazioni speciali nascoste e tenerne conto di conseguenza nell’offerta.
Errori e malintesi frequenti nella pratica
L’errore più comune relativo alle prestazioni particolari previste dall’HOAI consiste nel fornirle senza un previo accordo scritto. I progettisti che, nell’attività quotidiana del progetto, rispondono alle richieste del committente e forniscono prestazioni aggiuntive senza adeguare il contratto, perdono il diritto al compenso. Questo problema deriva spesso da un malinteso sulla natura del rapporto di progettazione: molti progettisti si considerano fornitori di servizi che rispondono in modo flessibile alle richieste, senza considerare che ogni prestazione al di fuori dell’ambito concordato richiede un incarico separato. La soluzione non sta nella burocrazia, ma in una comunicazione chiara: non appena un committente richiede una prestazione che va palesemente oltre l’ambito delle prestazioni di base, il progettista dovrebbe segnalarlo, presentare una proposta di onorario e mettere per iscritto l’accordo, anche tramite e-mail.
Un altro malinteso riguarda la distinzione tra prestazioni speciali e semplice lavoro aggiuntivo nell’ambito delle prestazioni di base. Se un progetto risulta più complesso del previsto perché il committente presenta numerose richieste di modifica, ciò non implica automaticamente che si tratti di prestazioni speciali. Le modifiche che rientrano nell’ambito dell’obiettivo di progettazione concordato sono, in linea di principio, coperte dall’onorario di base, a meno che non comportino una modifica sostanziale delle basi di progettazione o dell’ambito dei servizi. Il confine è fluido e, in caso di controversia, spetta ai tribunali valutarlo in base alle circostanze del singolo caso. Definizioni chiare del progetto e un verbale di progettazione ben redatto aiutano a rendere comprensibile a posteriori tale confine.
Infine, viene sottovalutata l’importanza dell’attribuzione alle fasi di prestazione. Le prestazioni speciali non sono arbitrarie, ma sono attribuite alle singole fasi di prestazione. Una prestazione speciale concordata nella fase di prestazione 3 non può essere trasferita senza ulteriori indugi alla fase di prestazione 5. Tale attribuzione ha conseguenze sulla data di scadenza dell’onorario, sulla fatturazione in caso di risoluzione anticipata del contratto e sulla questione se una prestazione sia stata effettivamente fornita. I progettisti dovrebbero quindi prestare attenzione, nella stesura del contratto, a collocare correttamente le prestazioni speciali non solo dal punto di vista del contenuto, ma anche in relazione alle fasi.
HOAI: prestazioni speciali nel contesto di progetti complessi di spazi aperti
Le progettazioni complesse di spazi aperti, come ad esempio i progetti di sviluppo urbano su larga scala, le aree di riconversione, le misure di adattamento climatico o i progetti di rinaturalizzazione particolarmente impegnativi dal punto di vista della normativa sulla tutela della natura, sono praticamente predestinate a presentare un’elevata percentuale di prestazioni speciali. In questi casi si incontrano requisiti interdisciplinari, orizzonti di pianificazione a lungo termine, procedure di partecipazione articolate e obiettivi ecologici complessi, che non possono essere coperti dalla sola descrizione delle prestazioni di base. Chi pianifica tali progetti senza identificare sistematicamente fin dall’inizio le prestazioni speciali e senza sancirle contrattualmente, rischia notevoli perdite economiche.
Proprio nel settore delle infrastrutture blu-verdi, ovvero la combinazione di ritenzione idrica, infiltrazione, rinverdimento e adattamento climatico, sorgono regolarmente prestazioni speciali: l’elaborazione di bilanci idrici, il coordinamento con le autorità competenti in materia idrica, la definizione di piani di monitoraggio per le aree di ritenzione o l’assistenza nelle procedure di autorizzazione ai sensi della normativa sulle acque. Questi servizi sono tecnicamente impegnativi, richiedono molto tempo e non sono inclusi nel quadro dei servizi di base della progettazione degli spazi aperti. La loro identificazione e definizione tempestiva non è solo una necessità economica per lo studio di progettazione, ma anche una misura di garanzia della qualità per il progetto: chi non commissiona esplicitamente questi servizi, di norma non li riceve con il livello di approfondimento necessario.
Anche la collaborazione con altri progettisti specializzati, ad esempio con progettisti dei trasporti, ingegneri strutturali, periti ambientali o periti del suolo, comporta un onere di coordinamento che può andare oltre il quadro delle prestazioni di base. L’HOAI prevede prestazioni di base per il coordinamento dei progettisti specializzati in determinati ambiti di prestazione, ma in caso di progetti particolarmente complessi con numerose interfacce anche questo onere di coordinamento può diventare una prestazione speciale. È fondamentale che tale onere venga valutato in modo realistico in anticipo e riportato nel contratto.
Intendere le prestazioni speciali come strumento di progettazione
Le prestazioni speciali previste dall’HOAI non sono un fenomeno burocratico marginale, bensì uno strumento strutturalmente importante che garantisce la flessibilità del regolamento sugli onorari di fronte alla varietà dei compiti di progettazione reali. Il quadro delle prestazioni di base descrive il caso normale; le prestazioni speciali descrivono l’eccezione, che nella pratica dei progetti complessi diventa spesso la regola. Chi conosce il quadro delle prestazioni dell’HOAI e comprende le prestazioni speciali come categoria autonoma con regole proprie, è in grado di redigere correttamente i contratti di progettazione, negoziare onorari equi e comunicare in modo trasparente l’entità delle prestazioni.
Per gli architetti paesaggisti e i progettisti di spazi aperti questa conoscenza è particolarmente rilevante, poiché il loro ambito di prestazioni presenta per sua natura numerosi punti di contatto con l’ecologia, la normativa sulla tutela della natura, la gestione delle risorse idriche e le procedure di partecipazione. Questi punti di contatto generano regolarmente prestazioni speciali che, in assenza di un accordo specifico, non vengono remunerate. La stabilità economica di uno studio di progettazione dipende non da ultimo dal fatto che tali prestazioni vengano identificate, comunicate e garantite contrattualmente in modo coerente.
Ai committenti, sia pubblici che privati, la comprensione delle prestazioni speciali aiuta a definire budget realistici e a commissionare i servizi di progettazione nella loro interezza. Chi prevede nel budget solo l’onorario per le prestazioni di base, ma affida un progetto con un’elevata percentuale di prestazioni particolari, si troverà a dover far fronte, nel corso del progetto, a richieste di pagamenti aggiuntivi che avrebbero potuto essere evitate. La trasparenza sull’entità delle prestazioni fin dall’inizio è quindi non solo nell’interesse dei progettisti, ma anche nell’interesse di una corretta realizzazione del progetto.