L’analisi climatica come base per la pianificazione urbana – come la modellazione diventa uno strumento di progettazione

Casa-mia
vista aerea di una città attraverso la quale scorre un'influenza-P2d8SKdbjEE
Vista aerea di un paesaggio urbano e sostenibile in Svizzera, fotografato da Carrie Borden.

Chi progetta le città di oggi dovrebbe conoscere il clima di domani, non come una sensazione istintiva, ma come una simulazione precisa. L’analisi climatica non è più un lusso accademico, ma il cuore strategico dello sviluppo urbano moderno. Ma come può una sobria modellazione diventare un potente strumento di progettazione che rivoluziona in egual misura il design, la governance e la qualità della vita? Benvenuti nell’era in cui i dati climatici dettano il futuro delle città.

  • Introduzione completa all’analisi climatica come chiave per una progettazione urbana sostenibile.
  • Spiegazione di come i moderni metodi di modellazione rendano visibili e pianificabili i microclimi urbani.
  • Approfondimento dell’interazione tra analisi climatica, processi di progettazione e design urbano sostenibile.
  • Uno sguardo critico all’integrazione delle simulazioni climatiche nelle procedure di pianificazione e approvazione.
  • Esempi pratici da Germania, Austria e Svizzera: dove l’analisi climatica è già uno strumento di progettazione.
  • Discussione delle opportunità, degli ostacoli e delle implicazioni etiche della pianificazione urbana basata sui dati.
  • Valutazione di come l’analisi climatica contribuisca ad aumentare la resilienza e la qualità della vita.
  • Classificazione del ruolo dei gemelli digitali urbani nel contesto della modellazione urbana legata al clima.

L’analisi climatica – da questione secondaria a fondamento dello sviluppo urbano moderno

Chiunque cammini per le nostre città oggi con gli occhi aperti può sentirlo con i propri occhi: le estati sono sempre più calde, le piogge abbondanti più frequenti, il vento a volte soffia troppo poco, a volte troppo forte. Quella che per gli escursionisti è solo una leggera brezza, per i pianificatori è un compito estremamente complesso: comprendere, controllare e modellare il clima urbano. L’analisi climatica, ovvero l’indagine sistematica delle condizioni e dei processi climatici nelle aree urbane, è passata da tempo da argomento marginale a fondamento dello sviluppo urbano sostenibile. Essa costituisce la base oggettiva per decisioni che durano decenni e determinano il benessere di milioni di persone.

Tradizionalmente, l’analisi del clima era spesso appannaggio della meteorologia o era vista come un’aggiunta piacevole per la conservazione della natura. Tuttavia, sulla scia della crisi climatica e dell’urbanizzazione, è chiaro che una pianificazione urbana responsabile non è più possibile senza una conoscenza precisa delle condizioni climatiche locali. Non si tratta solo di pochi gradi Celsius o della direzione del vento, ma della registrazione a maglia fine delle curve di temperatura, del ricambio d’aria, della formazione di aria fredda, della distribuzione del particolato e della dinamica dell’umidità – in tempo reale e a livello di quartiere.

Vale la pena fare un passo indietro e chiarire i termini. L’analisi climatica è più di una semplice osservazione meteorologica. Comprende la raccolta, la valutazione e l’interpretazione di tutti i parametri rilevanti per il clima, dalle temperature al suolo e l’umidità relativa ai bilanci di radiazione e alle correnti d’aria nelle strade. Tutti questi fattori influenzano se un quartiere diventa un’isola di calore, quanto l’aria fresca raggiunge i quartieri densamente popolati o quanto è alto il rischio di inondazioni locali. Chiunque ignori questi dati pianifica senza tenere conto delle esigenze reali e rischia di far crollare l’architettura e le infrastrutture in condizioni estreme.

In Germania, Austria e Svizzera si è quindi verificato un cambiamento di paradigma. Città come Friburgo, Vienna e Zurigo stanno investendo massicciamente nella valutazione climatica dei loro quartieri. Si affidano a una nuova generazione di strumenti di analisi che combinano misurazioni tradizionali e modelli digitali. Il risultato sono mappe climatiche ad alta risoluzione che non solo visualizzano lo status quo, ma anche scenari per diverse varianti edilizie, concetti di ecologia o strategie di mobilità. L’analisi climatica diventa così uno strumento di progettazione strategica e la base per la resilienza e la qualità della vita.

Per capire come i sobri dati climatici possano essere trasformati in un motore produttivo per la progettazione urbana è necessario dare un’occhiata alla cassetta degli attrezzi dei moderni pianificatori. Perché solo chi sa mappare con precisione i microclimi è in grado di progettare città veramente adatte al futuro. I tempi in cui erano sufficienti alcuni „spazi verdi come corridoi di aria fresca“ sono definitivamente finiti. Oggi, la qualità dell’analisi climatica determina se i nuovi quartieri diventeranno modelli di vetrina o aree problematiche per la prossima ondata di calore.

Modellazione climatica: come i dati diventano uno strumento di progettazione

Il vero salto di qualità per la pianificazione urbana è che le analisi climatiche non si basano più solo su dati storici e misurazioni selettive. Grazie ai moderni metodi di modellazione, il clima della città viene digitalizzato, simulato e quindi reso sperimentabile. Il cuore di questo approccio è costituito da modelli numerici di clima urbano basati su complesse equazioni fisiche, geodati, parametri strutturali urbani e dati in tempo reale. Ciò che sembra macchinoso è in realtà un vero e proprio strumento di potere: Con l’aiuto di software come ENVI-met, PALM o modelli CFD, è possibile prevedere con precisione gli effetti microclimatici di edifici, piazze, vegetazione e superfici idriche.

Questi modelli funzionano come un sistema meteorologico urbano su richiesta. Prendono in input dati topografici, materiali di superficie, tipi di vegetazione e densità degli edifici e calcolano come calore, vento, umidità e qualità dell’aria sono distribuiti in ogni angolo della città. Il risultato sono mappe climatiche digitali che possono essere aggiornate in tempo reale e che mostrano, con la semplice pressione di un tasto, in che modo un nuovo sviluppo o una piantagione di alberi prevista influiranno sul microclima. Il modello diventa così uno strumento di progettazione che confronta le opzioni di sviluppo urbano e visualizza la soluzione più sensibile al clima.

Questi strumenti sono particolarmente importanti quando si progettano nuovi quartieri, si ridensificano quartieri esistenti o si ridisegnano le aree di traffico. Invece di affidarsi a valori empirici o a regole empiriche approssimative, i progettisti possono ora analizzare scenari precisi: Come influirà un grattacielo sul comfort del vento dei vicini? Quali sono i tetti più adatti a ospitare il verde per tamponare il calore? Dove si creano corridoi di aria fredda o calore intrappolato? Le risposte non sono più fornite dal solo istinto, ma da una simulazione basata sui dati che analizza l’interazione di ogni variabile.

Tuttavia, integrare la modellazione climatica nella pianificazione non è una questione banale. Richiede una collaborazione interdisciplinare, competenze tecniche e un esame critico della validità dei modelli. Anche il miglior sistema di simulazione è valido solo quanto i suoi dati di input. Reti di misurazione, immagini satellitari, scansioni LiDAR e sensori IoT forniscono i dati grezzi che la modellazione traduce in previsioni. Migliore è la qualità dei dati e la loro parametrizzazione, più preciso sarà il risultato e maggiore il valore aggiunto per la progettazione.

Un aspetto spesso sottovalutato è la visualizzazione dei risultati della simulazione. Non è sufficiente che solo gli esperti capiscano le mappe. La modellazione climatica dispiega il suo potenziale solo quando viene tradotta in grafici comprensibili, modelli interattivi e strumenti di partecipazione. In questo modo, il futuro modellato diventa un dibattito sulla progettazione, l’uso e le priorità – e l’analisi climatica diventa uno strumento di progettazione vincolante nel senso di una città sostenibile.

L’analisi climatica nel processo di progettazione: dalla simulazione alla pratica di pianificazione

La domanda chiave per i pianificatori e le amministrazioni è: come può l’analisi climatica diventare un elemento formativo nel processo di progettazione? La risposta inizia con l’integrazione dell’analisi nelle prime fasi di pianificazione. Le simulazioni climatiche dovrebbero diventare obbligatorie, e non facoltative, quando si sviluppano concetti per nuovi quartieri o si ridisegnano aree esistenti. Questo è l’unico modo per evitare errori che possono essere corretti solo in un secondo momento, con grandi spese o addirittura senza alcun risultato.

In pratica, ciò significa che i pianificatori collaborano con gli esperti del clima per sviluppare scenari che descrivono un’ampia varietà di usi, densità, materiali e strategie di rinverdimento. I risultati di queste simulazioni non vengono semplicemente archiviati come appendici nel processo di approvazione, ma vengono integrati attivamente nelle decisioni progettuali. La progettazione diventa un processo iterativo: ogni variante viene testata per i suoi effetti microclimatici, ottimizzata e adattata se necessario. In questo modo non solo si creano quartieri più solidi, ma anche forme di partecipazione più convincenti, perché gli effetti delle decisioni progettuali diventano comprensibili per tutti i soggetti coinvolti.

La combinazione di analisi climatica e gemelli digitali urbani è un campo particolarmente stimolante. I gemelli digitali degli spazi urbani fungono da piattaforme dinamiche su cui le simulazioni climatiche vengono eseguite in tempo reale e possono essere immediatamente applicate alle varianti di pianificazione. A Vienna, ad esempio, il gemello digitale viene utilizzato per visualizzare immediatamente gli effetti microclimatici dei nuovi progetti edilizi. Ad Amburgo e Zurigo sono in corso progetti pilota in cui le correnti di aria fredda, lo stress termico e l’inquinamento da polveri sottili non solo vengono calcolati, ma anche visualizzati direttamente nel modello digitale della città. Ciò consente una flessibilità e una precisione senza precedenti nella pianificazione e apre le porte al controllo in tempo reale dei processi di sviluppo urbano.

Tuttavia, l’integrazione nella pianificazione quotidiana solleva anche delle questioni: Chi è responsabile dell’interpretazione dei modelli? Come vengono comunicate le incertezze e le limitazioni? E come si possono armonizzare le raccomandazioni basate sui dati con gli obiettivi politici, sociali o economici? Ciò dimostra che l’analisi e la modellazione climatica non devono funzionare come una scatola nera tecnocratica. Trasparenza, partecipazione e una cultura dell’errore aperta sono essenziali per creare fiducia nei nuovi strumenti e garantirne l’accettazione.

In Germania, Austria e Svizzera è evidente che i comuni che integrano coerentemente l’analisi climatica nel processo di progettazione creano quartieri più resilienti, vivibili ed economicamente sostenibili. Il tempo delle dichiarazioni a parole è finito: Chi progetta ancora oggi senza modellizzazione climatica rischia di essere superato dalla realtà e di essere colto alla sprovvista dalle conseguenze della prossima ondata di calore, dell’alluvione o dell’inquinamento atmosferico.

Opportunità, sfide e implicazioni etiche della modellazione urbana orientata al clima

L’analisi climatica guidata dai dati apre opportunità inimmaginabili per la pianificazione e la società. Promette uno sviluppo più obiettivo, più rapido e più flessibile degli spazi urbani, un maggiore coinvolgimento dei cittadini e una trasparenza senza precedenti nella gestione dei rischi. Tuttavia, come ogni rivoluzione tecnologica, questo sviluppo porta con sé anche nuove sfide e questioni etiche. La più importante: di chi sono gli interessi riflessi nei modelli e chi controlla l’autorità di interpretare i dati?

Un problema centrale è il rischio di distorsione algoritmica. Se i modelli si basano su dati incompleti o distorti, possono fornire raccomandazioni errate, ad esempio perché la tecnologia dei sensori nei quartieri svantaggiati è poco sviluppata o perché alcuni rischi climatici sono sistematicamente sottostimati. In questo caso sono necessari chiari standard di qualità, una validazione indipendente e meccanismi di correzione. Altrimenti, c’è il rischio che le analisi climatiche vengano usate impropriamente per legittimare decisioni discutibili.

Anche la commercializzazione dei dati climatici e dei modelli cittadini è un tema caldo. I fornitori di software privati stanno acquisendo sempre più influenza sulla pratica della pianificazione, offrendo sistemi, database e piattaforme di simulazione proprietari. Le autorità locali rischiano di dipendere da singoli fornitori e di perdere il controllo sui propri dati e modelli. La richiesta di standard aperti, dati aperti e sovranità dei dati urbani sta quindi diventando sempre più forte ed è essenziale per il controllo democratico della pianificazione.

Un altro tema è il ruolo della partecipazione dei cittadini. L’analisi e la modellazione climatica offrono l’opportunità di rendere comprensibili interrelazioni complesse e di coinvolgere le persone interessate in una fase iniziale. Tuttavia, ciò può avere successo solo se i risultati vengono comunicati in modo trasparente e accessibile. Altrimenti, la tecnologia rischia di diventare una scatola nera le cui decisioni rimangono opache. I progetti migliori si basano quindi su piattaforme interattive, visualizzazioni comprensibili e formati di discussione aperti, portando così la società urbana al tavolo della pianificazione.

Infine, c’è la questione della responsabilità etica dei pianificatori. L’analisi climatica non è un processo neutrale, ma è sempre carica di significati politici e sociali. Chi decide a quali rischi dare priorità? Chi decide come gestire gli obiettivi contrastanti tra protezione del clima, ridensificazione e giustizia sociale? È necessaria una nuova etica della pianificazione urbana digitale che metta al centro la trasparenza, l’equità e la sostenibilità, e che intenda l’analisi climatica come un processo di apprendimento collettivo e non come un’operazione tecnocratica fine a se stessa.

Conclusione: l’analisi climatica come futuro laboratorio di pianificazione urbana

L’analisi climatica è al centro di un cambiamento radicale nella pianificazione urbana, che si allontana dall’istinto per passare a una pianificazione basata sui dati e orientata al futuro. I moderni metodi di modellazione rendono i microclimi urbani visibili, calcolabili e progettabili. Trasformano le città in laboratori dinamici in cui ogni decisione progettuale può essere testata e ottimizzata per i suoi effetti climatici. Non si tratta di una tecnica fine a se stessa, ma del prerequisito per la resilienza, la qualità della vita e lo sviluppo sostenibile in tempi di cambiamento climatico.

Tuttavia, il percorso verso una città orientata al clima non è un successo sicuro. Richiede nuove competenze, strutture di dati aperte, processi partecipativi e un chiaro orientamento etico. L’analisi climatica diventerà uno strumento di progettazione produttivo solo se sarà ampiamente accettata, compresa e analizzata criticamente. I migliori esempi dei Paesi di lingua tedesca dimostrano che questo è possibile – quando si uniscono coraggio, competenza e trasparenza.

Le città che oggi si affidano coerentemente alla modellazione climatica saranno più resilienti, più attraenti e più giuste domani. Dimostrano che l’analisi climatica è molto più di un compito obbligatorio: è il futuro laboratorio dello sviluppo urbano e la chiave per una città che non solo vuole essere costruita, ma anche vissuta. Chi perde questa opportunità rimane nel passato. Chi la coglie darà forma al domani. Questo è esattamente ciò che rappresenta la nuova generazione di progettazione urbana: basata sui dati, audace e visionaria. E forse anche un po‘ meglio di tutto ciò che abbiamo visto prima.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

“Zoom su van Eyck” a Berlino

Casa-mia
Facing Van Eyck. The Miracle of Detail, Centro delle Belle Arti Bozar di Bruxelles, 2020, foto: Philippe De Gobert
Facing Van Eyck. The Miracle of Detail, Centro delle Belle Arti Bozar di Bruxelles, 2020, foto: Philippe De Gobert

Da vicino: a Berlino è stata inaugurata la mostra “Zoom su van Eyck”. La mostra speciale della Gemäldegalerie – Musei Statali di Berlino permette di immergersi nei minimi dettagli dei capolavori di Jan van Eyck (fino al 3 marzo 2024). Inoltre, la mostra presenta opere originali di van Eyck provenienti dalle collezioni del museo e mette in luce le analisi tecniche e il restauro di dipinti selezionati

Non è esagerato definire la mostra «Zoom su van Eyck» un evento davvero speciale. E ciò non dipende da una sola delle sue tre sezioni, ma da tutte e tre. La prima raccoglie i nove dipinti berlinesi di Jan van Eyck (1399-1441): tre di sua mano e sei provenienti dalla sua bottega o dai suoi diretti successori. La seconda sezione è dedicata al restauro di due dipinti di Jan van Eyck provenienti dalla Gemäldegalerie di Berlino: il «Ritratto di Baudouin de Lannoy» e il «Ritratto degli Arnolfini». La terza sezione, infine, avvicina i visitatori ai dipinti a tal punto da consentire loro di vedere ogni singolo capello e ogni piega dipinta, ogni cicatrice e ogni perla, ingranditi molte volte.

Per l’installazione su Zoom sono stati fotografati tutti i 20 dipinti autografi di Jan van Eyck e 13 opere del suo entourage diretto

Per questa installazione Zoom sono stati fotografati tutti i 20 dipinti autografi dell’artista olandese e 13 opere del suo entourage diretto. Le immagini sono state realizzate tra il 2014 e il 2020 nel corso di un viaggio intorno al mondo lungo 25.000 chilometri intrapreso da scienziati e fotografi del Royal Institute for Cultural Heritage (KIK-IRPA) di Bruxelles, che hanno sempre lavorato con la stessa attrezzatura, illuminazione e tecnica di ripresa davanti ai dipinti. Questo approccio standardizzato è stato originariamente sviluppato dall’Istituto Reale per documentare il restauro dell’Altare di Gand.

I dettagli dei dipinti di van Eyck sono ora visibili su tele di quattro metri a Berlino

Ne è valsa la pena: ammirare i dettagli dei dipinti di van Eyck su schermi di quattro metri è «puro piacere», come afferma Bart Fransen del Royal Institute di Bruxelles. Ha perfettamente ragione, poiché le proiezioni sono brillanti e lo zoom è un viaggio alla scoperta di dettagli mai visti prima. È solo la seconda volta che il progetto viene presentato. Nel 2020/21 era stato esposto a Bruxelles, ma senza gli originali. Questi ultimi possono essere osservati dai visitatori nella pinacoteca da una distanza leggermente maggiore rispetto a quanto sia normalmente possibile. La restauratrice e co-curatrice Sandra Stelzig ha infatti avuto l’idea di mettere a disposizione dei visitatori delle lenti di ingrandimento con cui poter osservare gli originali.

2020 Urban Design Award: annunciati i vincitori

Casa-mia

Articolo pubblicitario Articolo parallattico

Venerdì scorso si è svolta in diretta streaming la cerimonia di consegna del Premio tedesco di progettazione urbana 2020. Sono stati premiati, tra gli altri, il progetto „Waller Sand“ di A24 Landschaft e il „quartiere urbano Neckarbogen“ di Heilbronn. Il primo premio è andato a Berlino. Potete leggere il progetto qui.

Ogni (due) anni, l’Accademia tedesca per la pianificazione urbana e regionale (DASL) e la Fondazione Wüstenrot assegnano il Premio tedesco di progettazione urbana. I vincitori dei concorsi hanno ricevuto il premio venerdì scorso, 23 aprile 2021, in diretta streaming. Circa 800 spettatori hanno assistito alla trasmissione dall’Akademie der Künste di Berlino.

Nel suo discorso di benvenuto, Anne Katrin Bohle, Segretario di Stato presso il Ministero federale degli Interni, dell’Edilizia e della Comunità, ha sottolineato l’importanza che il vincitore del Premio di progettazione urbana, „cioè un singolo edificio o un insieme di edifici, faccia parte di strategie di sviluppo urbano innovative e integrate, perché la progettazione di alta qualità dell’ambiente costruito è un elemento decisivo per la qualità della vita nelle nostre città e comunità“. Baukultur non è solo sinonimo di risultato, cioè di un edificio esteticamente valido, ma comprende anche l’intero processo complesso, dalla partecipazione e co-determinazione alla pianificazione, alla costruzione, all’utilizzo e alla manutenzione.“

Il quartiere berlinese dell’ex mercato all’ingrosso dei fiori soddisfa questo criterio – e numerosi altri requisiti – in modo eccellente. Il progetto è stato premiato con il German Urban Design Award 2020 dalla giuria, presieduta dalla prof.ssa Christina Simon-Philipp, che ha spiegato la decisione come segue „Il quartiere dell’ex mercato all’ingrosso dei fiori a Berlino Kreuzberg è esemplare per una riqualificazione urbana co-creativa che si concentra sul vivere e lavorare insieme e persegue strategie di sviluppo sostenibile a lungo termine nel quartiere. Il progetto stabilisce orientamenti e standard per uno sviluppo urbano orientato al sociale e sostenuto da un’ampia gamma di soggetti interessati ed è particolarmente esemplare in termini di Premio tedesco per lo sviluppo urbano“.

Prima della caduta del Muro di Berlino, l’area dell’ex mercato all’ingrosso dei fiori si trovava alla periferia della città ed era considerata un quartiere problematico. Un primo impulso era già stato dato nell’ambito dell’IBA 1987 e nel 2009 l’ufficio di pianificazione berlinese bbzl böhm benfer zahiri landschaften städtebau ha elaborato un concetto di sviluppo urbano per il Museo Ebraico, che voleva espandere la grande area centrale dismessa. Al centro dell’area si trova l’ex mercato all’ingrosso dei fiori, riconvertito in Accademia Ebraica e circondato da piazze pubbliche e spazi verdi. L’obiettivo del progetto era quello di creare un quartiere che portasse un valore aggiunto urbano e sociale a Südliche Friedrichstadt. I proprietari degli edifici sono distribuiti su più soggetti, in gran parte costituiti da gruppi edilizi e caratterizzati da cooperative, aspetti sociali e culturali.

Nel 2012 sono stati assegnati tre grandi lotti edificabili, completati nel 2019. Su questi lotti sono state create architetture forti e individuali che caratterizzano il quartiere, tra cui il nuovo edificio taz, il progetto Frizz 23 e la Metropolenhaus. Le destinazioni d’uso delle architetture spaziano da appartamenti, studi e laboratori, spazi commerciali, spazi di co-working, spazi per eventi, laboratori e sale per seminari a tetti verdi accessibili e ristoranti.

Il quartiere dell’ex mercato all’ingrosso dei fiori si è rivelato un progetto complesso che si è distinto grazie alla sua gestione intelligente e all’impegno dei partecipanti. L’obiettivo di sviluppare la città in modo cooperativo e co-creativo è stato raggiunto dai partecipanti, con un concetto che dà alla zona, a lungo trascurata, lo slancio per una svolta positiva e sociale.

Il verdetto della giuria si conclude con le seguenti parole: „La responsabilità urbana e il rinnovamento urbano si combinano con l’eccellenza: la diversità urbana, la partecipazione della comunità, le aree attive al piano terra e un mix altamente diversificato di sponsor e utenti sono alla base di uno sviluppo del quartiere vivace, orientato al sociale, alla cultura e al non profit. Il progetto stabilisce quindi un orientamento e degli standard per uno sviluppo urbano orientato al sociale e sostenuto da un’ampia gamma di soggetti interessati ed è particolarmente esemplare per quanto riguarda il Premio tedesco per lo sviluppo urbano.“

Ulteriori informazioni sul progetto e sui progettisti e sviluppatori sono disponibili qui.

La giuria, presieduta dalla prof.ssa Christina Simon-Philipp, ha selezionato un vincitore tra 81 progetti presentati, oltre a quattro premi e cinque encomi. Oltre al German Urban Design Award 2020, è stato annunciato anche un premio speciale sul tema „Urban Design Revisited: Prizes – Practice – Perspectives“. Per questa categoria sono pervenute 58 candidature, tra le quali la giuria ha selezionato un vincitore del premio, oltre a due premi e due encomi. La giuria ha notato che tutti i lavori presentati erano caratterizzati da una qualità estremamente elevata.

L’obiettivo del German Urban Design Award è quello di promuovere una cultura della pianificazione e della progettazione urbana orientata al futuro. Come ha sottolineato la Presidente del DASL, Prof. Dr. Elisabeth Merk, nel suo discorso alla cerimonia di premiazione, il Premio per lo Sviluppo Urbano ha lo scopo di „sostenere lo sviluppo urbano sostenibile e incoraggiare così gli altri a difendere la qualità“. Il Premio per lo sviluppo urbano premia i progetti che apportano contributi sostenibili e innovativi alla cultura dello sviluppo urbano e allo sviluppo territoriale in contesti sia urbani che rurali. Tra le altre cose, questi progetti devono essere caratterizzati dall’adattamento agli stili di vita contemporanei, dall’approccio alle sfide della progettazione degli spazi pubblici e dall’uso attento delle risorse.

Il Premio tedesco per lo sviluppo urbano è dotato di un totale di 25.000 euro. I 25.000 euro di premio sono suddivisi tra i vari premi e riconoscimenti. Il premio per lo sviluppo urbano è dotato di 15.000 euro, il premio speciale di 5.000 euro. I premi ricevono ciascuno 1.000 euro. Gli encomi non ricevono alcuna onorificenza in denaro.

Premio per lo sviluppo urbano 2020: tutti i premi

Premio tedesco di progettazione urbana 2020

Vincitori del premio

Premi ed encomi

Encomi

Premio speciale 2020 „Sviluppo urbano rivisitato: premi – pratica – prospettive“

Vincitori del premio

Premi e riconoscimenti

Encomi

A proposito di città: scoprite la nostra serie in tre parti „Cities for Tomorrow 2021„.

Gelato a Madrid: Brando di Solar e Marta Jarabo

Casa-mia
Con "Brando", Büro Solar ha creato una gelateria riconoscibile a Madrid. Foto © Miguel de Guzmán e Rocío Romero

Con "Brando", Büro Solar ha creato una gelateria riconoscibile a Madrid. Foto: Miguel de Guzmán, Rocío Romero

Al „Brando“ di Madrid si può gustare il gelato in un’atmosfera riconoscibile. La gelateria, progettata da Büro Solar in collaborazione con Marta Jarabo, attira l’attenzione con il suo elettrizzante colore blu. Tuttavia, il fulcro del negozio brilla di un altro colore.

Gelateria di Madrid in blu elettrizzante

Se si cammina per le strade del centro storico di Madrid, si trova un eccentrico tocco di colore tra le vecchie case con pietra naturale e toni naturali smorzati. Il blu elettrizzante della vetrina e del telaio della porta attira l’attenzione. All’interno si trova la gelateria Brando, il cui blu vibrante e totalizzante la rende ideale per le foto.

L’intero spazio di Brando è diviso da tre soli elementi orizzontali, tutti paralleli tra loro: il piano di lavoro, il bancone e la zona di seduta. Il bancone è rivestito di schiuma plastica grigia. Questo non solo riflette le grandi pietre grigie delle pareti dell’edificio, ma dà anche consistenza all’ambiente. Il bancone, il bar e il piano di lavoro trovano posto qui grazie all’uso flessibile dello spazio. Allo stesso tempo, i colori vivaci del gelato sono messi in risalto dal grigio sobrio. Di fronte al bancone si trovano i posti a sedere per i clienti. I posti a sedere per i clienti si trovano di fronte al bancone e sono incastonati nelle nicchie della finestra. Qui il gelato può essere gustato in tutta tranquillità, naturalmente su tavoli di colore blu.

Brando: una gelateria a Madrid con valore di riconoscimento

Grazie alla creatività e a un concetto di colore audace, sono stati soddisfatti tutti e tre i requisiti. Grazie all’assenza di grandi lavori di demolizione, la realizzazione è stata completata in tempi rapidi e con un risparmio di risorse. Soprattutto, però, il colore blu elettrizzante di Brando ha un valore di riconoscimento che genera attenzione.

Il nome della gelateria è scritto in bianco sulla facciata, sopra ogni finestra e sopra la porta, sulla cornice blu: Brando. Le finestre incorniciano anche la vista sul particolare interno con il grande sole giallo, riconoscibile da lontano. Soprattutto in tempi di app per la condivisione di foto e di social media, un concetto creativo con un’espressione estetica può contribuire a creare un’immagine riconoscibile.

Interessante anche: una speciale capanna in legno nella Val Trebbia invita a ritirarsi nella campagna italiana. Per saperne di più su „L’Eremo“.

Il blu come elemento unificante

Pareti, pavimenti e soffitti sono tutti dipinti nella stessa tonalità di blu. Anche una colonna in filigrana risplende di blu e si fonde con l’immagine complessiva. Invece di frammentare la stanza, Büro Solar, in collaborazione con Marta Jarabo, ha creato il contrario. Tutto sembra essere stato colato da un unico stampo.

Il concetto si basa su tre requisiti: primo, un budget limitato. In secondo luogo, un’immagine con valore di riconoscimento. Infine, la rapidità di realizzazione.

Parametri come questi rappresentano una sfida. Ma Solar e Marta Jarbabo li hanno presi come punto di partenza e hanno progettato un paesaggio artificiale sui quasi 100 metri quadrati di negozio di Brando. Nel farlo, sfruttano le proprietà dei colori e usano il blu per sfumare la percezione delle dimensioni.

In questo progetto, necessità economiche e obiettivi ecologici si fondono. Nei locali commerciali si sono evitate le demolizioni per organizzare lo spazio. In questo modo è stato possibile ridurre gli sprechi attraverso la rimodellazione. Di conseguenza, le trame e i diversi strati dell’edificio rimangono visibili. La vernice blu li collega e li unifica. Ciò consente all’occhio di percepire lo spazio come un tutt’uno, permettendo allo sguardo di spaziare sulle varie superfici, dai mattoni alle colonne metalliche delicatamente decorate.

La lampada circolare porta il sole spagnolo all’interno

Nonostante il colore blu, il pezzo forte della gelateria Brando è la lampada circolare giallo sole che adorna la parete dietro il bancone. È realizzata in tessuto teso e attira l’attenzione anche dall’esterno. Naturalmente, è anche un eccellente motivo fotografico. L’interazione tra colore e percezione spaziale raggiunge qui il suo apice. L’aspetto del consumo si combina con un’esperienza atmosferica in questo elemento. Secondo Brando, l’obiettivo dichiarato era quello di indagare il rapporto tra la percezione visiva e la fenomenologia del colore per aggiungere una nuova dimensione all’esperienza dello shopping.

La lampada solare cambia colore nel corso della giornata, creando percezioni sensoriali sempre nuove e diverse. A ben guardare, infatti, la stanza blu non è solo blu: il colore passa dall’azzurro chiaro al blu più scuro a seconda dell’incidenza di luci e ombre. La luce gialla della lampada solare gioca anche con i diversi materiali delle superfici blu. Ad esempio, la colonna di metallo si illumina di un colore rosso sera quando è illuminata dalla lampada circolare.

„È importante trovare l’equilibrio tra sfida, incoraggiamento e apprezzamento“.

Casa-mia
Sylke Lambert è un maestro della scultura in pietra

Sylke Lambert è un maestro della scultura in pietra

Sylke Lambert, maestro scalpellino e scultore della pietra, economista aziendale HwO e capo della corporazione degli scalpellini di Ulm, parla di leadership apprezzativa in un’intervista a STEIN.

STEIN: Come viene praticato il tema della riconoscenza nella sua azienda, con i dipendenti, i clienti e i fornitori?

Sylke Lambert: Per me l’apprezzamento è una pietra miliare della convivenza. Dovrebbe essere indipendente da istruzione, status, posizione sociale o posizione in azienda. Apprezzamento significa interazione reciproca e rispettosa all’altezza degli occhi. Richiede un pensiero e un comportamento empatici. Esprimere lodi e/o ringraziamenti è in realtà una piccola cosa che di solito ha un grande impatto (positivo)! Per promuovere un’interazione rispettosa tra i dipendenti, è necessario esemplificare questo comportamento. Dovete far capire che non dovete necessariamente apprezzare qualcuno per trattarlo con apprezzamento e rispetto.

STEIN: Come gestisce i suoi dipendenti?

Sylke Lambert: È importante trovare l’equilibrio tra sfida, incoraggiamento e apprezzamento. Questo equilibrio è la vera arte, perché ogni dipendente ha bisogno di un mix diverso. La soglia tra l’incoraggiamento e le richieste eccessive dovute a false pressioni è diversa per tutti. L’apprezzamento può anche aumentare l’ambizione o la diligenza di una persona. Tuttavia, ci sono anche dipendenti che fraintendono l’apprezzamento e interpretano male gli elogi, credendo di avere più libertà o vantaggi degli altri.

STEIN: Come pratica l’apprezzamento nella sua funzione di imprenditore?

Sylke Lambert: Cercando di essere empatica e attenta e mettendomi nei panni della persona con cui ho a che fare. Questo a volte è faticoso e le „donne“ devono stare attente a non dimenticare se stesse in questo processo. L’apprezzamento richiede uno sforzo particolare nei conflitti, soprattutto quando ci si sente attaccati e non si riceve l’apprezzamento che ci si aspettava dalla situazione. Questo richiede autodisciplina.

Leggi l’intervista completa su STEIN 2/2021.

Ce ne sono molti in questo momento: siti di caserme dismesse, aree ferroviarie in disuso e strutture portuali – a volte aree enormi che aspettano di liberarsi del loro precedente ruolo urbano per passare a uno nuovo. Molte città associano il cambio di funzione di queste aree, spesso centrali, e la loro riconversione con la speranza di nuovi quartieri vivaci che facciano meglio dei complessi residenziali che vengono costruiti dal suolo nelle metropoli in rapida crescita. La riconversione è il tema centrale del nuovo Garten + Landschaft.

La città di conversione è una città del futuro
Sono ovunque, sono alla moda e offrono la possibilità di qualcosa di straordinario: i siti di riconversione. Gli ex siti militari e industriali, gli aeroporti o i porti sono spesso situati in zone centrali della città, sono ben sviluppati, verdi e con edifici storici. Tuttavia, sono contaminati e quindi rappresentano una sfida per ogni progettista. Soprattutto se l’intero quartiere deve beneficiare del loro sviluppo. Non tutte le città sono all’altezza di questo compito.


Basta lasciare che si riempia

Berlino e i suoi aeroporti: un argomento notoriamente difficile. Tegel è attualmente al centro della discussione: con l’apertura del BER, si renderà disponibile un’enorme area di conversione sul vecchio sito del TXL. Ci sono già dei progetti per l’utilizzo del sito. Ma cosa possiamo aspettarci da essi? Una discussione critica.


Ripulito dalla polvere

Basilea è rinomata a livello internazionale per la sua scena artistica e culturale. Tuttavia, questa non si svolge solo al Vitra Design Museum, alla Fondation Beyerle o ad ART Basel, ma anche per strada. Lo sviluppo urbano locale sta attualmente mostrando come gli eventi temporanei stiano creando un nuovo centro culturale sul sito di riconversione del porto di Basilea.


Giocare con il tempo

La riconversione è il grande tema di Mannheim: cinque milioni di metri quadrati di ex terreni militari statunitensi vengono trasformati in aree urbane civili in cui si mescolano abitazioni, cultura e commercio. Yalla Yalla! – Studio for Change dimostra che il cambiamento può anche avere un aspetto diverso, più spontaneo, informale e innovativo che in molti altri luoghi. Il giovane studio di progettazione di Mannheim utilizza architetture temporanee, usi provvisori e interventi urbani per visualizzare le opportunità di cambiamento su piccola scala e fornire impulsi e opzioni per gli spazi pubblici.


Molte novità a ovest

Augsburg ha corso un rischio con la riconversione delle ex caserme nella parte occidentale della città e ha guadagnato molto: un parco di circa 60 ettari, che ora apre a tutti i cittadini le aree militari a lungo inaccessibili.


Berlino pensa al futuro

I cambiamenti sociali stanno creando la necessità di nuovi spazi abitativi, ma allo stesso tempo c’è anche un potenziale per la conversione delle aree interne della città. A Berlino, un piano di sviluppo cimiteriale sta mostrando come i cimiteri non più necessari possano essere utilizzati in modo diverso.

Domanda: Che cos’è una buona formazione continua?

Pratica: Gioco incluso

Riferimento: Isole verdi nel cemento

Soluzioni: Rinverdimento degli spazi pubblici, vivai, tetti verdi, protezione degli alberi, irrigazione

Asse visivo: Chi merita il Premio Pritzker?

Ecco il nuovo Garten + Landschaft!

Conferenza Urban Tech Forward 2022

Casa-mia
Urban Tech Forward 2022 Copyright: Futurae Media

Urban Tech Forward 2022, foto: Futurae Media

Abbiamo bisogno di città migliori – Urban Tech Forward è un evento ibrido che discute di soluzioni tecniche per la sostenibilità urbana. Scoprite qui tutto quello che c’è da sapere sulla fiera.

La conferenza Urban Tech

Dal 27 al 28 settembre 2022 si è svolta a Varsavia la conferenza Urban Tech Forward. Organizzata da Futurae Media, questa conferenza ibrida ha ruotato intorno al tema „Ripensare le città“. Aziende di tutto il mondo erano presenti alla fiera per presentare le loro idee per uno sviluppo urbano più efficiente, sicuro e sostenibile.

Entro il 2050, due persone su tre vivranno in città. Secondo gli organizzatori, è quindi importante presentare le innovazioni del settore e consentire una trasformazione tecnologica urbana. La conferenza si è concentrata su efficienza, resilienza e tecnologia e ha riunito innovatori, investitori, promotori immobiliari, politici e imprenditori.

Questi i temi principali, ognuno dei quali ha avuto un proprio palco:

  • Tecnologia delle costruzioni
  • Tecnologie per il settore immobiliare e la proprietà
  • Edifici intelligenti e IoT
  • Infrastrutture e IoT industriale
  • Rifiuti e acqua
  • Efficienza energetica
  • Mobilità urbana

Relatori come Virginijus Sinkevicius della Commissione Europea, Laura Fox di Citi Bike e Stonly Blue di Third Sphere hanno condiviso la loro visione ed esperienza con oltre 1.000 partecipanti. La fiera si è svolta presso il Centro Praga Koneser di Varsavia. I partecipanti locali hanno avuto l’opportunità di visitare l’esposizione di start-up e aziende e di partecipare a tour della città.

Le città dopo la pandemia

Uno degli eventi più seguiti della Smart City Conference è stata la presentazione „Definire le città dopo la pandemia. In che modo il COVID-19 cambia il modo di fare pianificazione e sviluppo urbano?“. Esperti dell’Università di Stanford, di Culture Cascade Today e di Spatial Experience hanno discusso di come la pandemia abbia cambiato le nostre città.

I relatori hanno concordato sul fatto che la società si è spostata all’esterno con la pandemia. Poiché il tasso di trasmissione del virus è significativamente più basso all’aria aperta, questa è stata la logica conseguenza per molte persone. Di conseguenza, gli spazi pubblici e i parchi hanno ricevuto una maggiore attenzione.

Dal punto di vista delle start-up e delle aziende che offrono servizi urbani, il quartiere è diventato molto più importante. Per quanto riguarda la città dei 15 minuti, la pandemia ha portato a una comprensione molto più chiara di quanto siano eterogenei e diversificati i quartieri delle città. Questo vale sia per la pianificazione dei trasporti che per le applicazioni che combattono l’isolamento sociale.

„Cerchiamo di reingegnerizzare e ristabilire i processi e di abbracciare il benessere. Ora non guardiamo solo ai quartieri, ma anche al livello individuale e a ciò che accade all’interno di ogni edificio“, ha spiegato Bart Sasim, fondatore e direttore di Spatial Experience. „Dopo la pandemia, ci stiamo riscoprendo tutti cittadini di una città“, ha aggiunto.

Concorso Urban Tech Challengers

Una parte importante della conferenza Urban Tech Forward è stata la cerimonia di premiazione nell’ambito del concorso Urban Tech Challengers. Questo premio premia la start-up più innovativa che sta aprendo la strada alle città del futuro. Si tratta di soluzioni dirompenti che migliorano la vita nelle città. Al concorso hanno partecipato oltre 400 start-up diverse. La condizione era che fossero attive in una delle aree tematiche della conferenza.

Alla conferenza erano presenti 70 finalisti. Tra queste, la giuria ha selezionato una finalista per ogni area tematica. Alla fine, il premio è stato assegnato alla start-up tedesca Blickfeld di Monaco. Blickfeld sviluppa la tecnologia LiDAR per veicoli autonomi e applicazioni IoT. LiDAR si riferisce a una forma di scansione laser tridimensionale. Al posto delle onde radio, come nel caso dei radar, vengono utilizzati i raggi laser.

La start-up è attiva a Monaco dal 2017. Offre sia hardware che software. Si tratta di sensori compatti che registrano punti di dati che vengono poi elaborati in nuvole di punti 3D tramite il software. Questo produce risultati orientati all’azione che possono essere utilizzati, tra l’altro, per le tecnologie delle smart city.

Informazioni su Futurae Media

Futurae Media è un’organizzazione con sede nel Regno Unito che mira a trovare soluzioni sostenibili alle grandi sfide del nostro tempo. Oltre alla conferenza Urban Tech Forward, l’azienda organizza molti altri eventi correlati. Le fiere sono sempre all’insegna dell’innovazione e dell’inclusione. L’azienda mira inoltre a riunire le principali parti interessate e ad avviare un dialogo nuovo e orientato all’azione.

Temi come l’energia, la mobilità, l’alimentazione e l’agricoltura, la sanità digitale, i trasporti e la logistica, nonché la tecnologia urbana e le città intelligenti sono in prima linea. Tutte le fiere di Futurae Media invitano il settore privato a collaborare con start-up, organizzazioni non governative e politici. Per l’azienda è particolarmente importante trovare finanziamenti privati per idee innovative e leader di pensiero. L’Hybrid Food Tech Congress dell’azienda si terrà alla fine di ottobre 2022. Varsavia sarà ancora una volta la città ospitante.

A proposito: per saperne di più su Smart City e trasporto urbano, cliccate qui.

Cucina rustica da hacienda nello Yucatán

Casa-mia

Una cucina rustica e pittoresca è stata progettata da Muñoz Arquitectos in una hacienda ristrutturata nello Yucatán, in Messico, e colpisce per il suo fascino unico. La cucina affascina per l’uso di materiali naturali come il legno e la pietra, che si armonizzano perfettamente con le calde tonalità della terra dell’ambiente circostante. Il legno robusto della porta, degli armadi e degli scaffali e gli elementi in pietra delle pareti conferiscono all’ambiente un’autentica atmosfera rurale.

Date un’occhiata a questo post su Instagram

Un post condiviso da @soft_servings

Traco fornisce la dolomite di Limes per Petersberg a Erfurt

Casa-mia

La Buga si rinnova: i sentieri della cittadella sono pavimentati con pietra calcarea proveniente dalla Baviera. Traco sta trasformando circa 1000 metri cubi di blocchi grezzi in lastre per pavimenti e pavimentazioni.

Traco trasforma circa 1000 metri cubi di blocchi grezzi di dolomite di Limes in lastre per pavimenti e pavimentazioni. Foto: Comune di Erfurt

Il Petersberg sarà riqualificato e completamente ristrutturato nell’ambito del Buga „per diventare la corona della città“. Foto: Pixabay/C00

Il Petersberg di Erfurt verrà completamente ridisegnato per Buga 2021. Secondo il consiglio comunale, pur essendo uno dei luoghi più visitati, è „suscettibile di sviluppo“ come destinazione turistica e luogo di svago per i residenti. La città vuole quindi utilizzare i finanziamenti per Buga 2021 per riqualificare il sito, rendendolo la „corona della città“, privo di barriere e diversificato. Traco Natursteinwerke si è aggiudicata il contratto per la pavimentazione di questo progetto.

Fornirà: dolomite di Limes grigio-beige come lastre per pavimenti e pavimentazioni, di spessore compreso tra 20 e 25 centimetri, irruvidite sul lato inferiore. L’azienda ha ripreso a estrarre la pietra naturale dal 2015, nella valle Anlautertal nel distretto di Eichstätt in Baviera. La dolomia di Limes deve il suo nome al muro di fortificazione romano che corre proprio dietro la cava. Questa roccia carbonatica si è formata 140 milioni di anni fa e, secondo Traco, è il calcare più robusto che si possa trovare in Germania. L’elevato contenuto di magnesio e calcio la rende resistente al sale antigelo e agli agenti atmosferici. La sua struttura è leggermente porosa e quindi antiscivolo, il che la rende ideale per l’uso esterno.

Abbinare la sostanza storica

Il processo di estrazione è piuttosto complesso a causa della sua elevata resistenza. Cinque dipendenti estraggono la dolomia di Limes utilizzando macchinari pesanti: tagliano interi blocchi dal massiccio calcareo con seghe diagonali. Sascha Döll, responsabile del dipartimento di giardinaggio di Erfurt, afferma che la pietra calcarea è „elegante da vedere e si adatta perfettamente agli edifici storici del Petersberg“. In passato, infatti, la pietra calcarea è stata posata intorno alla chiesa di San Pietro: la città si è assicurata le relative pietre per la pavimentazione all’inizio dei lavori di ingegneria civile. Sono state riutilizzate, ma non sono sufficienti per tutti i sentieri.

Pietre di pavimentazione piccole per i sentieri, grandi per le piazze

Le aree dell’altopiano saranno pavimentate a partire dalla primavera. Aree campione con diverse legature e larghezze dei giunti servono da guida per i progettisti e i posatori. „Utilizzeremo le pietre più grandi per le piazze davanti alla chiesa e alla vetreria. Quelle più piccole sono destinate ai sentieri. In questo modo, lo spazio disponibile si riflette nella pavimentazione“, spiega Döll. In un video di tre minuti, la città di Erfurt offre una panoramica della produzione di Traco.

Pulizia della facciata della chiesa di San Pietro

Anche la chiesa di San Pietro è in fase di restauro per Buga. La Fondazione Palazzi e Giardini della Turingia mette a disposizione cinque milioni di euro. La chiesa ha una storia travagliata: nel 1813, durante le guerre di liberazione, fu prima incendiata e poi trasformata in un deposito di rifornimenti dalle truppe prussiane. I militari demolirono i resti delle torri della chiesa e aggiunsero all’edificio tre piani di stoccaggio. Il restauro si concentra soprattutto sulla facciata. Questa è già stata pulita e conservata. L’obiettivo del lavoro di conservazione era „un trattamento conservativo dell’edificio esistente“. All’interno, il pavimento del magazzino prussiano in legno sarà parzialmente aperto e i rivestimenti saranno rinnovati.

Dolomite di Limes: resistente al sale antighiaccio e agli agenti atmosferici, antiscivolo, a pori aperti

La Buga si rinnova: i sentieri della cittadella sono pavimentati con pietra calcarea proveniente dalla Baviera. Traco sta trasformando circa 1000 metri cubi di blocchi grezzi in lastre per pavimenti e pavimentazioni. Il Petersberg di Erfurt sarà completamente ridisegnato per Buga 2021. Secondo il consiglio comunale, pur essendo uno dei luoghi più visitati, è „suscettibile di sviluppo“ come destinazione turistica e luogo di svago per i residenti. […]

Bad Gastein: il ritorno della grandezza

Casa-mia

Con progetti visionari come il Grand Hotel Straubinger e l'Hotel Badeschloss, l'antico splendore della città termale di Bad Gastein si sta riaccendendo. BWM Designer & Architetti, Arne Nagel - AMOA

L’antico splendore della sofisticata città termale di Bad Gastein sta tornando. Dopo decenni di decadenza, la località sta vivendo un’impressionante rinascita grazie a progetti alberghieri visionari come il Grand Hotel Straubinger e l’Hotel Badeschloss. Gli edifici storici e il nuovo design nello stile caratteristico di BWM Designers & Architects stanno dando nuovo impulso alla città termale, attirando turisti e creativi. I prossimi anni decideranno se Bad Gastein potrà tornare o meno ai tempi della Belle Epoque.

Bad Gastein, un tempo conosciuta come la „Manhattan delle Alpi“, sta attualmente vivendo una rinascita che sta facendo rivivere l’antico splendore della sofisticata città termale. Al centro di questo sviluppo c’è l’ambizioso progetto del complesso alberghiero di Straubingerplatz, composto dal Grand Hotel Straubinger, dal Badeschloss e dall’Alte Post. BWM Designers & Architects ha lavorato a stretto contatto con le autorità locali preposte alla conservazione per ristrutturare con cura i due hotel, il Grand Hotel Straubinger (che aprirà il 30 settembre 23) e l’Hotel Badeschloss (che aprirà il dicembre 2023), e ampliarli con una torre alberghiera alta 35 metri. Il progetto è stato commissionato dalla società Hirmer Immobilien di Monaco. La società ha investito 100 milioni di euro nel progetto di ristrutturazione di Straubinger Platz.

L‘hotel Badeschloss Bad Gastein, la parte moderna dell’insieme rivitalizzato in Straubingerplatz che comprende un nuovo edificio alto 35 metri, combina il patrimonio storico con il lusso moderno. Gli architetti di BWM hanno prestato particolare attenzione alla ristrutturazione di questo edificio classificato per preservarne gli elementi caratteristici, integrando al contempo i servizi contemporanei. Hanno restaurato con cura la facciata, preservando l’eleganza originale dell’edificio. All’interno del Badeschloss, la simbiosi tra dettagli storici e design moderno è riuscita. Le camere e le suite sono caratterizzate da un design individuale, che dà ai residenti la sensazione di risiedere sott’acqua. Nell’area benessere sul tetto del nuovo edificio, gli architetti hanno creato una vista spettacolare sul paesaggio montano circostante.

Mentre Bad Gastein è stata caratterizzata da una stagnazione strutturale per molti decenni, sono stati l’arte e gli interventi artistici a tenere a galla la città. Nel corso di varie gallerie pop-up, studi e mostre temporanee, numerosi artisti e creativi hanno scoperto la città. La fiera d’arte „Rauschen & Lauschen“ si è affermata come evento annuale di spicco e oggi attira appassionati d’arte da tutta Europa. Allo stesso tempo, progetti innovativi di ristorazione e boutique hanno rivitalizzato le strade di Bad Gastein. Giovani imprenditori, spesso provenienti da centri urbani come Berlino o Vienna, continuano a portare idee fresche e un tocco cosmopolita alla città. Questo mix di tradizione e modernità, idillio alpino e creatività urbana conferisce a Bad Gastein un’atmosfera che ricorda la Berlino degli anni Novanta. La popolazione locale e il Comune sostengono attivamente questo sviluppo, dando vita a una proficua simbiosi tra abitanti e nuovi arrivati. Ora i prossimi anni e le prossime stagioni mostreranno se questo mix di architettura, arte e salute riporterà Bad Gastein al suo antico splendore, che, nonostante un intenso periodo di siccità, può continuare i tempi glamour del passato.

Per saperne di più: L’Opera e il Balletto norvegese di Oslo, progettato dal rinomato studio di architettura Snøhetta, è molto più di un semplice edificio: è un simbolo vivente di cultura, architettura e urbanità.

Il risultato è un concetto alberghiero sofisticato che va ben oltre la semplice ristrutturazione dell’edificio e dà alla località una spinta necessaria. Allo stesso tempo, The Cōmodo, un altro hotel di lusso, ha aperto le sue porte nel gennaio 2023. Questi sviluppi segnano un punto di svolta per Bad Gastein, che negli ultimi decenni ha lottato contro le sfide economiche e turistiche e, naturalmente, contro le conseguenze della pandemia di coronavirus. Il massiccio calo del turismo dalla metà degli anni Ottanta aveva portato a numerosi edifici alberghieri sfitti che stavano cadendo sempre più in rovina. Gli investimenti e le ristrutturazioni in corso mirano a ristabilire Bad Gastein come destinazione di prima classe e a rivitalizzare il centro cittadino.

Il significato storico di Bad Gastein risale a molto tempo fa ed è strettamente legato a visitatori di alto livello. La città termale ha acquisito fama internazionale grazie alle sue sorgenti termali curative e all’imponente paesaggio alpino. Un evento particolarmente significativo nella storia della città fu la firma della Convenzione di Gastein il 14 agosto 1865, con la quale la Prussia e l’Austria, negoziata all’Hotel Straubinger, regolamentarono il loro dominio congiunto sui cosiddetti „ducati dell’Elba“ di Schleswig, Holstein e Lauenburg. Il primo ministro Otto von Bismarck, che agì come negoziatore prussiano, fu uno degli ospiti più importanti di Bad Gastein. La convenzione ebbe effetti di vasta portata sulla politica europea e contribuì all’inasprimento delle tensioni tra le due potenze, che alla fine sfociarono nella Guerra di Germania del 1866. Questi eventi storici sottolineano l’antica importanza di Bad Gastein come luogo di incontro per l’élite europea e come sede di importanti decisioni politiche.

Bisogna spiegare Bad Gastein come luogo, dice Markus Kaplan in un’intervista a BAUMEISTER. „Ci sono persone che vengono a Bad Gastein, che capiscono subito il luogo e se ne innamorano allo stesso tempo. E poi ci sono gli altri: le persone che arrivano qui e pensano: „Che cos’è tutto questo?““, continua Markus Kaplan , socio BWM. Come luogo, Bad Gastein divide le opinioni. Alcuni si innamorano immediatamente, altri vedono il vuoto intorno alla centrale Haus Austria e al centro congressi tristemente modernizzato e cercano invano aree commerciali che possano ricordare il sofisticato passato. Questo è sempre stato un gioco di equilibri a Bad Gastein, ma il punto di svolta è stato raggiunto, dice Markus Kaplan. La sola nuova presenza del Grand Hotel Straubinger ha avuto un impatto completamente diverso sulla città. Tuttavia, il fatto che l’ex resort di lusso si sia trovato in questa situazione e sia caduto sempre più in rovina è dovuto in particolare alle difficoltà di comunicazione con una sola persona, l’investitore Philippe Duval, che ha ostacolato lo sviluppo del resort per decenni.

Il ruolo di Philippe Duval nella rivitalizzazione di Bad Gastein è estremamente controverso e ha influenzato in modo significativo lo sviluppo della città nel corso degli anni. Nel 1999, suo padre Franz Duval acquistò per circa cinque milioni di euro cinque edifici centrali di Bad Gastein, tra cui il Grandhotel Straubinger, il Badeschloss e l’Alte Post. Contrariamente alle aspettative iniziali, tuttavia, la famiglia Duval lasciò questi edifici storici vuoti e abbandonati per anni, il che portò a un intenso deterioramento del paesaggio urbano e dell’attrattiva turistica. Dopo la morte di Franz Duval, il figlio Philippe ha rilevato le proprietà. Nonostante i ripetuti annunci, non sono state realizzate misure concrete di ristrutturazione. Questa situazione portò a un crescente risentimento da parte della popolazione e delle autorità locali. Solo quando lo Stato di Salisburgo è intervenuto nel 2017 e ha riacquistato tre degli edifici centrali per sei milioni di euro su iniziativa del governatore di Salisburgo Dr. Wilfried Haslauer, le cose hanno iniziato a muoversi. Tuttavia, Philippe Duval ha mantenuto la proprietà di due importanti immobili nel centro della città: Haus Austria e la Kongresshaus degli anni Settanta. Tuttavia, secondo il Vienna STANDARD, non c’è stata alcuna comunicazione con il comune riguardo ai suoi progetti per questi edifici, tra cui una funivia dalla Kongresshaus alla stazione intermedia della funivia dello Stubnerkogel.

Nonostante le sfide comunicative con Philippe Duval, l’attuale approccio alla rivitalizzazione di Bad Gastein si concentra sullo sviluppo di nuovi progetti alberghieri di alta classe, destinati a far rivivere l’antico fascino della città termale. Il fulcro di questi sforzi è l’Hotel Ensemble in Straubingerplatz, un progetto per il quale BWM Designers & Architects ha agito come progettista generale. L’ambizioso progetto comprende non solo la ristrutturazione e l’interior design degli edifici storici esistenti, ma anche un nuovo edificio che completa l’insieme. Con una superficie totale di circa 18.000 metri quadrati, il progetto mira a creare alberghi a quattro stelle superior e cinque stelle. Particolarmente degno di nota è l’approccio olistico del concetto, che va oltre i semplici edifici e ridefinisce l’intera Straubingerplatz come un vivace centro cittadino. L’obiettivo era quello di creare uno spazio attraente sia per i visitatori che per la popolazione locale, rivitalizzando il dinamismo sociale ed economico della città. L’aspetto negativo: mentre il Grand Hotel Straubinger e l’Hotel Badeschloss sono stati completamente rinnovati come previsto, l’edificio dell’Alte Post è ancora in attesa di ristrutturazione. A causa di problemi finanziari, Hirmer Immobilien non è più riuscita a trasformare l’edificio in un centro congressi come previsto. Nel frattempo, la società Hirmer Hospitality, con sede a Monaco, ha venduto il marchio Travel Charme, responsabile della gestione dell’hotel, a DSR Hotel Holding. Tuttavia, secondo una dichiarazione rilasciata da Travel Charme e BWM Designers & Architects a BAUMEISTER, i progetti di ristrutturazione del nucleo dell’Alte Post sono ancora in corso.

Il Grand Hotel Straubinger Bad Gastein, un gioiello della Belle Époque, risplende di nuovo splendore dopo un’ampia ristrutturazione. BWM Designers & Architects ha prestato particolare attenzione a preservare la sostanza storica, integrando al contempo elementi moderni. La posizione esposta, direttamente accanto alla cascata e a Straubingerplatz, conferisce all’hotel un’atmosfera unica. All’interno è stato creato un tocco artistico, con camere e suite progettate individualmente che combinano la grandezza dei tempi passati con il comfort contemporaneo. Tra i punti di forza dell’hotel figurano la spaziosa sala da pranzo, nello spirito della Belle Époque, e la Straubing Spa con piscina a sfioro e area sauna, che trasporta gli ospiti nel XVIII secolo sotto ombrelloni bianchi a forma di campana. La cucina di prima classe, caratterizzata da piatti classici francesi e alpini, sottolinea l’ambizione dell’hotel di costruire sulla base della sua grande tradizione. L’obiettivo è addirittura quello di formare qui i prossimi chef stellati.

Colore basalto

Con „Forever“ di Agrob Buchtal, il nome dice tutto: un design senza tempo, colori tenui e proprietà sostenibili caratterizzano la nuova collezione. Un’ampia gamma di colori e formati consente possibilità individuali e, grazie alle classificazioni antiscivolo R 10 e B, numerose possibilità di applicazione in aree private e pubbliche.

La serie di ceramiche „Forever“ è adatta anche al design sofisticato del bagno: A pavimento 60×60 cm e mosaico 5×5 cm (doccia), colore basalto, a parete 40×120 cm, colore bianco, divisorio e pavimento nella zona della vasca da bagno decoro „Pablo“, 30×60 cm, colore basalto. Foto: Agrob Buchtal

Senza tempo e durevole: ecco un esempio della collezione „Forever“ per un soggiorno o un foyer. Grazie alle classi di resistenza allo scivolamento R 10 e B, i materiali della serie possono essere utilizzati in aree pubbliche e private. Foto: Agrob Buchtal

La collezione „Forever“ conferisce alle cucine un design semplice ma emozionante. Qui vari formati rettangolari nel colore Pearl, sulla parete il decoro Pina, colore Greige. Foto: Agrob Buchtal

A terra, ritmo discreto con vari formati rettangolari nel colore Pearl. Foto: Agrob Buchtal

Ambiente elegante con il formato 60×60 cm, colore grigio. Foto: Agrob Buchtal

Piccolo sforzo, grande effetto: il decoro tagliato „Pina“ realizza il classico motivo a spina di pesce, attualmente di nuovo di moda. Viene fornito in fogli di 30×30 cm. Qui il colore: Grigio. Foto: Agrob Buchtal

Un bellissimo sfondo per gli specchi: il decoro tagliato „Pina“, colore basalto. Foto: Agrob Buchtal

Le piastrelle sono disponibili in sei colori tenui, pensati per creare un’atmosfera accogliente. Il formato può essere utilizzato per enfatizzare o ravvivare un effetto calmo ed elegante, a seconda dei gusti personali. Le dimensioni XXL 120x 20 e 60×120 cm (spessore: 6 mm, tutti gli altri formati: 10,5 mm) creano un’impressione generosa. Se non lo volete così grande, ma ugualmente rappresentativo, optate per il formato 60×60 cm. Gli altri formati 30×60, 15×60 e 10×60 cm sono adatti per i raggruppamenti e consentono di disporre ritmicamente aree parziali o totali, creando un aspetto complessivo armonioso se rifinito nello stesso colore. I formati in colori diversi sono adatti per enfatizzare gli assi visivi e i contrasti. Grazie alle piastrelle per scale in 30×60 cm, i concetti possono essere portati avanti anche su più livelli e piani e rifiniti con un battiscopa di 7×60 cm. Tutte le piastrelle per pavimenti, compreso il decoro per pavimenti „Pablo“, hanno proprietà antiscivolo secondo le classificazioni R 10 e B e possono quindi essere utilizzate in aree private e pubbliche, sia in zone calpestabili con scarpe (gruppo R 10) che a piedi nudi (gruppo B, pavimenti bagnati).

Le piastrelle da parete coordinate cromaticamente sono una parte essenziale del concetto generale, disponibili volutamente solo nel colore bianco e nei due formati contemporanei 40×120 cm (spessore 6 mm) e 30×60 cm (spessore 9 mm).

Elementi decorativi e finitura Hytect

Gli elementi decorativi della nuova collezione conferiscono un tocco speciale all’intero ambiente, anche in spazi relativamente piccoli: il decoro a taglio „Pina“ riprende il tema attuale della spina di pesce in forma ceramica, conferendo agli ambienti un tocco grafico e geometrico. Il decoro per pavimenti „Pablo“, con il suo design traforato, interpreta l’estetica delle pietre da pavimentazione. Può essere utilizzato per strutturare e suddividere le aree in modo leggero e rilassato. Lo stesso vale per il mosaico 5x5cm: fornito in fogli 30x30cm per una facile posa, conferisce alle superfici (parziali) un aspetto filigranato e apre un dialogo emozionante in combinazione con i formati più grandi.

La maggior parte della serie „Forever“ è dotata della finitura Hytect, che ne facilita la pulizia. Hytect – la piastrella igienica – ha anche un effetto antibatterico senza sostanze chimiche e migliora in modo sostenibile la qualità dell’aria interna riducendo gli odori e gli inquinanti atmosferici – una benedizione non solo per chi soffre di allergie.

Forever“ è commercializzato dal gruppo specializzato IGA e da Agrob Buchtal.

Piastrelle per pavimenti e rivestimenti

Con „Forever“ di Agrob Buchtal, il nome dice tutto: un design senza tempo, colori tenui e proprietà sostenibili caratterizzano la nuova collezione. L’ampia gamma di colori e formati consente possibilità individuali e, grazie alle classificazioni di resistenza allo scivolamento R 10 e B, numerose possibilità di applicazione in aree private e pubbliche. Piastrelle per pavimenti e rivestimenti Le piastrelle per pavimenti sono disponibili in sei colori […]