Test del mini proiettore: la proiezione perfetta per architetti e designer

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Una configurazione minimalista del laptop su un tavolo, fotografata da Tran Mau Tri Tam

Mini proiettori: sembra una trovata per l’home cinema. Ma negli studi, negli uffici creativi e nei cantieri, i piccoli proiettori stanno diventando uno strumento indispensabile per architetti e designer. La loro avanzata trionfale non è dovuta solo alle innovazioni tecniche, ma anche a un cambiamento radicale della cultura del lavoro: se oggi si vuole presentare in modo convincente, è necessaria la massima flessibilità, una qualità d’immagine brillante e la connettività digitale, ovunque. Ma i mini proiettori sono davvero lo strumento perfetto per l’arte della proiezione orientata al design? O si tratta solo di un’illusione che fallisce nel difficile ambiente di lavoro quotidiano a causa dell’alimentazione?

  • I mini proiettori hanno cambiato definitivamente la cultura della presentazione nel settore dell’architettura e del design.
  • Le tendenze più importanti: connettività wireless, risoluzione 4K, elevata intensità luminosa e funzionamento intelligente.
  • La digitalizzazione e l’intelligenza artificiale stanno aprendo nuovi formati di presentazione, dalle visualizzazioni in tempo reale alle sovrapposizioni AR.
  • La sostenibilità rimane un’area problematica: il consumo energetico, il mix di materiali e la durata di vita sono ancora irrisolti.
  • Gli utenti professionali hanno bisogno di competenze tecniche per l’installazione, la calibrazione e l’integrazione dei dati.
  • La concorrenza non dorme mai: grandi display, realtà virtuale e pareti interattive sfidano il proiettore.
  • Il mini proiettore è molto più di un semplice gadget: è un catalizzatore di cambiamenti nella professione.
  • Le critiche non mancano: dalla mancanza di profondità di colore ai rischi di protezione dei dati e al greenwashing.
  • Germania, Austria e Svizzera sono mercati innovativi, ma anche qui il pragmatismo regna spesso sovrano.
  • I modelli di riferimento a livello globale sono evidenti: Coloro che ripensano la presentazione si fanno strada ai vertici dell’architettura digitale.

Mini proiettori: piccoli dispositivi, grande impatto – a che punto è oggi il settore

Nei Paesi di lingua tedesca, i mini proiettori si sono lasciati da tempo alle spalle la loro esistenza di nicchia. Quella che era nata come una soluzione di emergenza per i pitch spontanei nella cucina del caffè è oggi parte integrante della cultura del lavoro creativo tra Vienna, Zurigo e Berlino. I dispositivi sono diventati più leggeri, più potenti e più versatili, e per una buona ragione. Chiunque voglia dare vita a idee di design non solo su uno schermo, ma anche in una stanza, ha bisogno di soluzioni di presentazione flessibili che funzionino con la semplice pressione di un pulsante. La classica lavagna bianca ha finalmente fatto il suo tempo. Ma le aspettative sono alte: linee nitide, colori intensi, rapidità di configurazione. In particolare, architetti e designer non hanno pietà quando si tratta di qualità e precisione delle immagini.

La pressione per l’innovazione è enorme. I produttori si superano a vicenda con fattori di forma sempre più piccoli, risoluzioni più elevate e software intelligenti. Negli uffici, nei cantieri e nelle presentazioni delle gare, è chiaro che il mini proiettore è più di un semplice accessorio, è uno strumento e uno status symbol. Chiunque sia coinvolto nel gioco della tecnologia può mettere in scena progetti ovunque e in qualsiasi momento: su una parete di un cantiere, in una riunione con un cliente o persino all’aperto. Ma la realtà è spesso meno affascinante: Adattatori mancanti, condizioni di illuminazione non ottimali e batterie scariche sono spesso causa di frustrazione.

In Germania, Austria e Svizzera, la domanda di mini proiettori è aumentata notevolmente, soprattutto da quando la pandemia ha alimentato modelli di lavoro ibridi. I proiettori mobili stanno diventando il collegamento tra l’ufficio di casa, la sala riunioni e il container del cantiere. Questo è pratico, ma anche impegnativo: i dispositivi devono essere robusti, compatibili e intuitivi. Soprattutto negli studi di architettura e design, dove le presentazioni fanno parte dell’attività quotidiana, la qualità della proiezione spesso determina il successo del progetto. Chi si presenta ancora con diapositive o rendering pixelati ha poche chance contro la concorrenza internazionale.

Ma il settore rimane scettico. Troppi prodotti non mantengono ciò che promettono. L’aspetto di plastica a buon mercato, la scarsa profondità di colore e i rumori della ventola che soffocano ogni conversazione non sono purtroppo rari. Anche la protezione dei dati e la sicurezza informatica diventano un problema non appena i proiettori vengono integrati nella rete aziendale. C’è quindi molto da discutere, eppure non c’è quasi modo di evitare il mini proiettore. Se non si teletrasporta, si rimane invisibili.

La conclusione per la regione DACH: i mini proiettori sono da tempo più di una semplice tendenza. Sono l’espressione di una nuova cultura dell’architettura e del design mobile, in cui la presentazione non è solo un mezzo per raggiungere un fine, ma parte del processo creativo. Chi padroneggia la tecnologia vince. Chi la sottovaluta sarà superato dalla prossima generazione, nel vero senso della parola.

Dal 4K all’AI: innovazioni tecniche e sfide digitali

Lo sviluppo tecnologico dei mini proiettori sta progredendo rapidamente. Quello che solo pochi anni fa veniva ridicolizzato come un giocattolo LED sfocato, oggi proietta immagini 4K nitidissime, con colori ricchi e una luminosità impressionante. La tendenza verso le soluzioni wireless è particolarmente interessante. WLAN, Bluetooth e Miracast mettono fine al fastidioso groviglio di cavi. Gli architetti possono presentare i loro rendering direttamente da un tablet o da uno smartphone, i designer possono appendere le loro moodboard alla parete in pochi secondi. In questo modo si risparmiano tempo, nervi e, soprattutto, molti imbarazzanti contrattempi tecnici.

Un altro punto di forza: l’integrazione dell’intelligenza artificiale e del software intelligente. I moderni mini proiettori riconoscono automaticamente la superficie di proiezione, regolano le dimensioni e la nitidezza dell’immagine e ottimizzano la luminosità e il contrasto in base alle diverse condizioni di illuminazione. Alcuni modelli sono persino dotati di sovrapposizioni AR e annotazioni in tempo reale. Questo apre possibilità completamente nuove per il lavoro di squadra: le revisioni possono essere sovrapposte in diretta e le varianti possono essere confrontate direttamente. I confini tra la presentazione digitale e quella fisica diventano sempre più labili: un salto di qualità per i processi di progettazione collaborativa.

Ma la tecnologia ha un prezzo. Chiunque si occupi di contenuti ad alta risoluzione ha bisogno non solo di un proiettore potente, ma anche di reti stabili, software compatibili e dispositivi finali di ultima generazione. Spesso si tratta di una sfida, soprattutto negli uffici più vecchi o nei cantieri. Ci sono anche problemi di sicurezza: più funzioni ci sono, maggiore è la superficie di attacco per gli hacker. I reparti IT devono ora trattare i mini proiettori come computer a tutti gli effetti, compresi gli aggiornamenti, la crittografia e il controllo degli accessi. Convenienza e rischio crescono insieme.

La digitalizzazione apre anche nuovi formati di presentazione. È possibile proiettare direttamente visualizzazioni in tempo reale, modelli 3D o persino filmati di droni. Questo è un enorme vantaggio per i concorsi e le riunioni con i clienti. Ma: la complessità aumenta. Se non si è in grado di integrare diverse fonti di dati e di reagire spontaneamente ai problemi tecnici, si perde tempo prezioso e spesso anche il pubblico. La competenza tecnica è un must, non un optional.

In definitiva, il mini proiettore è al centro di un ecosistema digitale in costante crescita e cambiamento. Chiunque padroneggi la tecnologia può trasformare qualsiasi stanza in uno studio di presentazione. Se si perde l’occasione, si diventa spettatori del proprio progetto. La sfida consiste nel combinare innovazione e sicurezza, comodità e controllo, allestimento perfetto e tecnologia sostenibile. E questo è tutt’altro che banale.

Sostenibilità: apparenza verde o vero progresso?

Con la crescente popolarità dei mini proiettori, anche la questione della sostenibilità sta diventando centrale. I produttori si superano a vicenda con promesse „verdi“: tecnologia LED, consumo energetico minimo, alloggiamenti riciclabili. Ma quanto c’è di concreto dietro queste promesse? La verità è sconfortante. Sebbene i moderni mini proiettori consumino effettivamente meno energia rispetto ai proiettori di dimensioni reali, le condizioni di produzione, le miscele di materiali e i brevi cicli di vita sollevano seri interrogativi. Gli alloggiamenti in plastica a basso costo e le batterie installate in modo permanente sono tutt’altro che ecologici. Chiunque abbia a cuore la sostenibilità deve guardare più da vicino e porsi alcune domande scomode.

Un altro problema: la riparabilità. Molti mini proiettori sono così compatti che in caso di danni vengono semplicemente smaltiti. Pezzi di ricambio? Non se ne parla. Questo contraddice qualsiasi pretesa di gestione del riciclo e di conservazione delle risorse. Gli architetti e i designer in particolare, che amano fregiarsi di progetti sostenibili, dovrebbero essere coerenti quando si tratta della loro tecnologia. Chi predica ideali verdi ma produce rifiuti elettronici nella vita di tutti i giorni si rende inaffidabile.

Anche il consumo energetico durante il funzionamento merita uno sguardo critico. Certo, un mini proiettore assorbe meno energia di un proiettore a grandezza naturale. Ma: i dispositivi sono spesso in funzione per ore, vengono utilizzati durante le riunioni, nei cantieri e persino durante gli eventi. Nel complesso, il consumo energetico può essere considerevole, soprattutto se non si vuole scendere a compromessi in termini di luminosità e risoluzione. Un vero progresso sarebbe stato fatto se i produttori avessero reso standard le modalità di risparmio energetico, le funzioni di spegnimento intelligente e i componenti durevoli. Tutto ciò è ancora un’eccezione.

L’industria si trova di fronte a un dilemma: da un lato, i mini proiettori sono indispensabili per la trasformazione digitale del settore edile. Accelerano i processi, riducono gli spostamenti e consentono modelli di lavoro flessibili. Dall’altro lato, stanno creando nuovi problemi ambientali che finora non sono stati quasi mai affrontati. Il greenwashing è all’ordine del giorno. Non basta stampare qualche simbolo di riciclaggio sull’imballaggio. Sono necessarie vere innovazioni: costruzione modulare, materiali riutilizzabili, catene di fornitura trasparenti. I produttori o gli utenti che si concentrano su questo aspetto possono assicurarsi un reale vantaggio competitivo.

Il tema della tecnologia e della sostenibilità sta diventando una pietra di paragone per l’intero settore. Se si vuole essere credibili, bisogna stabilire degli standard non solo architettonici, ma anche tecnologici ed ecologici. Questo vale per le nuove costruzioni, per le ristrutturazioni e anche per il Mini Beamer. Il tempo delle scuse è finito.

Competenza e controllo: quello che i professionisti devono sapere sui mini proiettori

Il mini proiettore può essere piccolo, ma le esigenze degli utenti professionali sono tutt’altro. Architetti e designer oggi devono occuparsi di una moltitudine di dettagli tecnici per ottenere il massimo dai loro dispositivi. A partire dalla scelta della giusta risoluzione – il Full HD è il minimo, il 4K il nuovo gold standard – all’intensità luminosa, che deve essere orientata alle reali condizioni di illuminazione della sala di presentazione, fino alla connettività e alla compatibilità software. Se non si sa come calibrare i proiettori, regolare i colori e correggere le distorsioni, si rischia di commettere errori imbarazzanti nel momento cruciale.

L’installazione è spesso più complessa di quanto promettano le brochure pubblicitarie. Ambienti diversi, distanze variabili ed esigenze di presentazione spontanee richiedono flessibilità e abilità tecnica. I professionisti lo sanno: Non esiste una soluzione universale. Ogni progetto, ogni stanza e ogni gruppo target richiede un approccio diverso. A partire dalla scelta dello schermo fino all’integrazione dei sistemi di controllo, soprattutto nel caso di progetti sofisticati con elementi interattivi o visualizzazioni 3D. Se non si è preparati, si perde rapidamente il controllo della propria narrazione.

Un altro problema: la sicurezza dei dati. I proiettori moderni sono spesso collegati alla rete aziendale, accedono a servizi cloud e memorizzano le presentazioni in locale. Questo li rende una potenziale porta d’accesso per i cyberattacchi. I reparti IT devono definire linee guida chiare per la gestione della tecnologia di presentazione, installare aggiornamenti regolari e gestire correttamente i diritti di accesso. Nel peggiore dei casi, una fuga di dati accidentale può mettere a rischio interi progetti. Chi ignora i rischi agisce con negligenza.

Anche l’integrazione nei flussi di lavoro digitali deve essere appresa. Le interfacce con i software BIM, i programmi CAD o gli strumenti di presentazione devono funzionare senza problemi. La capacità di trasferire diversi formati di file in modo rapido e sicuro determina il successo della presentazione. Se si fallisce a metà strada a causa di un software incompatibile o di chiavette USB illeggibili, si perde la fiducia dei clienti e dei propri colleghi. La competenza digitale fa parte da tempo delle mansioni e non è più solo un bel bonus.

In fin dei conti, ci si rende conto che i mini proiettori non sono giocattoli, ma strumenti ad alta tecnologia che richiedono conoscenze e attenzioni specialistiche. Chi si occupa intensamente di tecnologia, sicurezza e drammaturgia della presentazione può mettere in scena i progetti in modo efficace e consolidare la propria posizione di leader dell’innovazione. Chi trascura l’argomento sarà invaso dalla tecnologia e finirà letteralmente al buio.

Dibattiti globali, soluzioni locali: I mini proiettori nel contesto dell’architettura e del design

La discussione sui mini proiettori fa parte da tempo di un più ampio dibattito internazionale sulla cultura della presentazione, sulla digitalizzazione e sulla sostenibilità nel settore delle costruzioni. Mentre le sale di presentazione immersive, le pareti interattive e la realtà aumentata fanno da tempo parte della vita quotidiana negli Stati Uniti e in Asia, in Germania, Austria e Svizzera regna spesso ancora il pragmatismo. C’è grande entusiasmo per l’innovazione, ma rimane lo scetticismo. Troppe esperienze negative, troppi inconvenienti tecnici, troppe domande senza risposta sulla protezione dei dati e sulla sostenibilità.

Allo stesso tempo, è chiaro che chi ripensa la presentazione otterrà un enorme vantaggio competitivo. Gli studi di architettura globali si stanno concentrando su formati di presentazione ibridi che combinano la classica tecnologia dei proiettori con elementi di realtà virtuale e aumentata. I clienti diventano co-creatori, i concorsi si trasformano in arene aperte per le idee creative. Il mini proiettore sta diventando un collegamento tra il mondo analogico e quello digitale, un catalizzatore di nuove forme di collaborazione. Chi non coglie questo sviluppo rimane rapidamente indietro nel confronto internazionale.

Nella regione DACH stanno nascendo interessanti progetti pilota: Dalle teche di presentazione mobili per i cantieri edili ai tavoli di proiezione intelligenti e alle mostre temporanee negli spazi pubblici. Le soluzioni migliori nascono dove tecnologia e creatività vanno di pari passo e dove c’è il coraggio di aprire nuove strade. I giovani uffici e le start-up in particolare stanno portando avanti lo sviluppo e dimostrano che i mini proiettori sono molto più di un altro gadget nel circo della tecnologia.

Tuttavia, le critiche non mancano. I dispositivi sono costosi, non sempre affidabili e c’è ancora molto da fare in termini di sostenibilità. Anche la protezione dei dati è un campo minato che molte aziende devono ancora comprendere. Ma le opportunità superano i rischi: Chi usa la tecnologia in modo intelligente può mettere in scena progetti impressionanti, ispirare i clienti e rafforzare il proprio marchio. La concorrenza è agguerrita, ma lo sono anche le opportunità di distinguersi.

In definitiva, il Mini Beamer simboleggia il cambiamento in atto nel settore dell’architettura e del design: si passa dalle presentazioni statiche alla messa in scena dinamica e partecipativa dei progetti. Coloro che comprenderanno e daranno forma a questo sviluppo non solo saranno ascoltati nel discorso globale, ma anche visti – e nella luce migliore.

Conclusione: il mini proiettore come chiave per una nuova cultura della presentazione

I mini proiettori non sono né una panacea né un espediente. Sono l’espressione di un profondo cambiamento nella pratica dell’architettura e del design, in cui presentazione, collaborazione e digitalizzazione si fondono senza soluzione di continuità. La tecnologia è matura, le sfide sono grandi e le possibilità quasi illimitate. Chiunque prenda sul serio questo argomento non solo investe in immagini migliori, ma anche nella propria redditività futura. Ma attenzione: la tecnologia da sola non è garanzia di successo. Solo la combinazione di innovazione, sostenibilità e competenza tecnica rende il Mini Beamer un vero strumento per l’industria di domani. Chi sale a bordo ora si proietta all’avanguardia della professione. Chi esita rimane al buio. È così semplice.

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Tuttavia, è necessario garantire che i singoli dipendenti possano arricchire le decisioni imminenti con le proprie conoscenze e prendere decisioni basate su di esse, vale a dire annullare il sistema. Se l’azienda è disposta a insegnare al software tutti i processi e i singoli componenti del software comunicano senza problemi tra loro, l’IT può dominare la complessità operativa, aumentando l’efficienza. Purtroppo, tali conversioni – soprattutto nell’ambito della produzione – comportano inizialmente investimenti elevati, il cui periodo di ammortamento spesso non può essere calcolato con precisione. Molte aziende quindi rifuggono da questo passo perché i processi perfettamente funzionanti, anche se non ottimali e non più aggiornati, offrono sicurezza. Tuttavia, chi è deciso ad abbandonare il vecchio e collaudato per prepararsi a un futuro digitale dovrebbe cercare consulenti ed esperti affidabili e approfittare del sostegno finanziario fornito dai governi federali e statali per i progetti di Industria 4.0.

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Foto: © Città di Gelsenkirchen
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Il Premio Carlo Scarpa 2022 va a Berlino

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lo si può scoprire qui. L'ingresso del Natur Park Südgelände a Berlino-Schöneberg (Foto: Marco Zanin per Fondazione Benetton Studi Ricerche)

lo si può scoprire qui. L'ingresso del Natur Park Südgelände a Berlino-Schöneberg (Foto: Marco Zanin per Fondazione Benetton Studi Ricerche)

Per la prima volta in 25 anni, il Premio Carlo Scarpa è stato assegnato a un parco paesaggistico in Germania. Leggi qui per scoprire quale area berlinese è stata premiata dalla giuria.

Il Premio Internazionale Carlo Scarpa, intitolato all’architetto paesaggista italiano, sarà assegnato nel 2022 al Natur Park Südgelände di Berlino. È la prima volta in 25 anni che un parco paesaggistico tedesco riceve il premio.

La Fondazione Italiana Benetton Studi e Ricerche, con sede a Treviso, ha annunciato il premio il 16 marzo 2022 a Milano. Il Premio Carlo Scarpa viene assegnato annualmente dal 1990. Il Premio Carlo Scarpa viene assegnato annualmente dal 1990 e premia siti speciali di architettura del paesaggio che combinano valori naturali, storici e di design. Secondo la fondazione, il Natur Park Südgelände simboleggia la particolare concezione della natura di Berlino. Rappresenta un ponte tra ecologia, arte e cultura urbana.

Il Natur Park Südgelände è stato messo in sicurezza dalla città di Berlino e sviluppato e gestito dalla società statale Grün Berlin GmbH.

Christoph Schmidt, amministratore delegato di Grün Berlin: „Siamo lieti di aver ricevuto questo riconoscimento di alto livello dal Premio Carlo Scarpa. Il parco naturale Südgelände, di forma allungata, non è solo esemplare per la trasformazione di un’ex linea ferroviaria berlinese in un parco. Inaugurato nel 1999 come progetto decentrato per l’EXPO 2000 di Hannover, il Südgelände di Schöneberg è una miscela di natura selvaggia, reliquie tecniche e arte che può essere vissuta: un pezzo di natura urbana che è inestricabilmente legato alla storia politica, sociale e urbana di Berlino.“

Luigi Latini, Presidente del Comitato Scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, ha dichiarato: „Il Natur Park Südgelände è sinonimo di mediazione intensiva del senso della natura, di cultura del ricordo, di innovazione e di ricerca estetica. La sua storia è intesa come una chiave di lettura più ampia di una città che ha sviluppato un rapporto straordinario con la natura e trasmette un’idea particolare di ’natura urbana‘.“

Il Natur Park Südgelände rappresenta anche l’intera natura urbana di Berlino, ben oltre il quartiere di Tempelhof-Schöneberg. Il sito, infatti, fa parte di una rete di biotopi protetti e di un sistema di spazi aperti che si estende per oltre otto chilometri come un’area lineare da nord a sud attraverso Berlino.

L’area del parco offre molte opportunità di utilizzo e di svago. Collega luoghi importanti in termini di storia urbana e politica e funge anche da percorso per passeggiate a piedi e in bicicletta. Si trova sul sito dell’ex stazione di smistamento di Tempelhof, chiusa nel 1952. La natura si è poi riappropriata dei binari e delle aree della stazione. Gli elementi tecnici della stazione ferroviaria sono ancora oggi visibili, così come l’ambiente e l’arte. La natura selvaggia è curata da un team di giardinieri e da pecore Heidschnucken. Il sito comprende anche la sala locomotive di quasi 5.000 metri quadrati con la torre dell’acqua e il deposito per la manutenzione dei ponti. È stato ristrutturato e trasformato in un luogo di eventi culturali e di studio, in linea con il suo status di sito protetto.

Il premio: una documentazione dettagliata del parco

Il Premio Carlo Scarpa 2022 è stato assegnato con la motivazione che il Südgelände è sinonimo di „senso della natura, cultura del ricordo, innovazione e ricerca estetica“. Alla base del premio c’è uno studio scientifico sul paesaggio premiato. Questo comprende una documentazione dettagliata sullo sviluppo e la storia del sito, saggi fotografici e scientifici, interviste con le persone coinvolte e un film documentario. I documenti saranno pubblicati in inglese dalla Fondazione Benetton a partire da maggio 2022.

Informazioni sull’evento:

Il film documentario prodotto nell’ambito del Premio Carlo Scarpa sarà proiettato dalla feldfünf a Berlino il 18 e il 27 novembre. In seguito, feldfünf vi invita a una discussione informale sul film e sulla natura urbana di Berlino con il regista Davide Gambino e altre persone coinvolte. Per saperne di più sulla serie di eventi in due parti, cliccate qui: Proiezione del film Premio Carlo Scarpa.

La proiezione del film al feldfünf fa parte di una serie di eventi in due parti organizzati dal Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino, la cui prima parte si svolge presso l‘Istituto Italiano di Cultura di Berlino.

Nella motivazione del Premio Carlo Scarpa 2022, la Fondazione scrive: „[…] per la necessità sempre più urgente di vedere i luoghi come frutto di esperienze condivise e luogo di incontro e di ascolto, collocati tra l’ambiente sociale e il dibattito culturale, il Consiglio Scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche ha deciso di assegnare il Sigillo Carlo Scarpa a tre personalità che trasmettono lo spirito di questa esperienza condivisa: La paesaggista Rita Suhrhoff (Grün Berlin, responsabile del parco), lo scultore Klaus Duschat (Odious) e l’ecologo e paesaggista Ingo Kowarik. Nelle loro mani, il premio è un’espressione di solidarietà e riconoscimento per tutti coloro il cui lavoro dimostra la necessità di sviluppare un rapporto consapevole con la terra, e che dimostrano la loro appassionata ricerca della conoscenza unita all’instancabile desiderio di soddisfare i più alti standard estetici, etici ed ecologici nella progettazione di paesaggi.“

Il Natur Park Südgelände è solo il secondo vincitore tedesco del Premio Carlo Scarpa. In precedenza, il Regno dei Giardini di Dessau-Wörlitz aveva ricevuto il premio nel 1997. È anche un sito del patrimonio mondiale dell’UNESCO. Altri vincitori del premio e oggetti di ricerca della fondazione sono i Giardini dell’Agdal a Marrakech (2000), la Valle delle Rose in Cappadocia, Turchia (2020/21) e i giardini del tè a Wuyuan, Cina (2019).

Il Premio Carlo Scarpa non intende solo sottolineare le peculiarità paesaggistiche e la manutenzione di alcuni spazi verdi. Vuole anche essere uno strumento per proteggerli in modo sostenibile. Di conseguenza, il premio richiama l’attenzione sul lavoro intellettuale e manuale che sta dietro alla creazione e alla manutenzione di un parco. La commissione cerca anche progetti speciali che facciano riflettere e che abbiano concetti sostenibili. È composta da un team internazionale di architetti, esperti di giardini, agronomi, geografi, botanici e storici. Il sigillo del premio è basato su un disegno dello stesso Carlo Scarpa (1906-1978).

Un altro paesaggio impressionante che è stato premiato con il Premio Carlo Scarpa nel 2020 è la Valle delle Rose e la Gola Rossa in Cappadocia.

Misurare! Dal lavoro sulla luna all’architettura verde

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Il programma di Raumwelten 2019 è pronto!

Misurare e rompere con le dimensioni: Dal 13 al 15 novembre 2019, Raumwelten farà luce sul tema „Measure! Measure and Measurelessness in Spatial Staging“, Raumwelten esplorerà per l’ottava volta le interfacce tra scenografia, architettura e media. In questo modo, Raumwelten si muove proprio nel campo della tensione tra la chiara misurabilità, le dimensioni standardizzate e l’incommensurabilità ludica nella messa in scena e nell’esperienza spaziale. Relatori di fama internazionale come Nils Fischer (Zaha Hadid Architects), Cristina Dìaz Moreno & Efrén García Grinda (Amid.Cero9), l'“eroe dell’architettura verde“ Edouard François, Bert Ulrich (NASA), l’architetto spaziale Marlies Arnhof (ESA), l’inventore della culla per culla Michael Braungart e l’architetto e filosofo Greg Lynn forniranno preziose intuizioni e ispirazioni per il settore.

In qualità di evento leader del settore della comunicazione spaziale in Germania, Raumwelten tratta argomenti innovativi, socialmente ed economicamente rilevanti ed è anche una piattaforma per il networking e il talent scouting. Il congresso con i moduli Business&Talent e Art&Research è completato dai workshop „ABC of Scenography“ e dalle keynote „Spot Landings“. Nel 2019, i nuovi eventi „Raumwelten New Business“ e „Raumwelten Digital“ il mercoledì creeranno un’opportunità di presentazione e una piattaforma di matching per le giovani imprese. Per il grande pubblico, Raumwelten Public inizia il 7 novembre con una settimana cinematografica sull’architettura, il festival musicale #spacetolisten, conferenze, mostre e laboratori per famiglie. Oltre ai panel del congresso, le conferenze con relatori di fama internazionale forniranno importanti impulsi: l’IBA incontra Raumwelten sul tema della tecnologia verde (14 novembre 2019, ore 20.00) con Edouard François, considerato uno dei pionieri dell’architettura verde. Il professor Ferdinand Ludwig e Daniel Schönle (ludwig.schönle) presenteranno le possibilità innovative e sperimentali della botanica architettonica.

La conferenza speciale di quest’anno sarà tenuta dal filosofo, architetto e autore di fantascienza americano Greg Lynn sul tema „Animazione, robotica e VR in architettura“ e mostrerà come le nuove tecnologie possono essere utilizzate e combinate con l’architettura. (15 novembre 2019, ore 19:00)

La collaborazione tra Raumwelten e l’ADC sarà coronata da una conferenza congiunta ADC Design Experience meets Raumwelten (13 novembre 2019, ore 18:00): Il Prof. Dr. Michael Braungart, cofondatore dell’apprezzato principio Cradle to Cradle, e il designer Bruno Maag forniranno informazioni sul loro lavoro nei settori dell’industria del prodotto e del design tipologico.

Panel 1 Working Worlds dal titolo „Working on the Moon“, a cura di Veit Haug, con esperti della NASA e dell’ESA, fa luce sulla tensione tra l’evasione spaziale e i risultati utilizzabili per la progettazione del nostro ambiente di vita e di lavoro: con Bjarke Ingels (BIG Group) (tbc), Bert Ulrich (NASA), Marlies Arnhof (Agenzia Spaziale Europea), co-moderazione: Andreas Hofer (IBA’27)

Il Panel 2 Business, dal titolo „L’uomo come misura“, mostra come stiano cambiando i parametri per il successo creativo ed economico nella progettazione di allestimenti spaziali. Il curatore Roman Passarge invita i relatori Ralf Nähring (dreiform), Florian Käppler (Klangerfinder) e Tibor Hoffmann (Colliers International).

Il panel 3 Scenografia „Misurare!“ con il curatore Jean-Louis Vidière e i relatori Uwe J. Reinhardt (organizzatore della mostra), Christiane Hütter (invisble playground) si interrogherà sull’assenza di scala nella scenografia e sul fatto che scenografia e assenza di scala non siano comunque la stessa cosa?

Nel panel 4 Architettura „Nuove dimensioni“, il curatore Tobias Wallisser discuterà varie metodologie come la progettazione parametrica (Nils Fischer, Zaha Hadid Architects), il lavoro con i diagrammi (Cristina Dìaz Moreno & Efrén García Grinda, Amid.Cero9) e l’individuazione digitale delle forme (Maria Yablonina, ICD University of Stuttgart).

La domanda centrale del panel 5 Museum Worlds „Of large and small scale“ è: come riescono architetti, ingegneri e scenografi a trasformare la misura perfetta in delimitazione spaziale? La curatrice Petra Kiedaisch ha invitato Bettina Magistretti (sauerbruch hutton architekten), Thomas Winterstetter (Werner Sobek) e Tanja Zöllner (Atelier Brückner).

Raumwelten è un evento organizzato da Film- und Medienfestival gGmbH in collaborazione con Wirtschaftsförderung Region Stuttgart GmbH.

Per ulteriori informazioni: www.raum-welten.com

Tutti i vincitori del Premio Cultura DGGL di quest'anno (Foto: Ute C. Bauer)

„Lo spazio di manovra della società civile sta crescendo o si sta riducendo?“. Questa è stata la domanda posta all’inizio del Premio culturale 2019 „Impegno civico per giardini, parchi e piazze“, presentato dalla Società tedesca per l’arte dei giardini e la cultura del paesaggio (DGGL e.V.) al Forum ambientale Allianz di Berlino il 6 aprile 2019.

60 progetti si sono candidati, a dimostrazione del fatto che molti in Germania si impegnano per parchi, giardini e piazze come ambienti di vita e luoghi di incontro culturali. La gamma di progetti presentati è stata sorprendente e ha dimostrato ancora una volta che l’impegno civico è profondamente radicato nella nostra società di oggi. I tre premi e i quattro encomi rendono evidente che, a prescindere dal fatto che si parli di forme di impegno tradizionali o nuove, l’ambito della società civile deve essere costantemente riesplorato. Per ampliare il campo d’azione, gli attori hanno spesso bisogno di molta pazienza, di competenze speciali per attivare e ispirare una cittadinanza più ampia e anche della buona volontà di chi ha responsabilità politiche.

Due dei vincitori del premio, tra gli altri, hanno dimostrato questa capacità di resistenza: La coppia di architetti di Monaco Petra Lejeune-Grub e Hermann Grub si batte da nove anni per una soluzione in galleria per „riunire“ il Giardino Inglese. Con il loro impegno, hanno convinto i cittadini e i politici di Monaco dei meriti del progetto.

Il premio per il „classico impegno civico“ è stato assegnato ai membri volontari dell’associazione Seifersdorfer Thal e.V.. Dal 1981 si occupano della manutenzione e dello sviluppo dell’omonimo giardino paesaggistico inglese vicino a Dresda. I membri dell’associazione non sono solo impegnati nella conservazione dei giardini tutelati, ma anche nella conservazione del paesaggio e della natura nella valle di Seifersdorf e nell’area paesaggistica limitrofa.

Il premio culturale per la „Conservazione della natura e sostenibilità“ è stato assegnato allo Stadtparkverein Hamburg e.V. per il progetto „Parco ecologico“. L’obiettivo del lavoro consiste nell’armonizzare gli aspetti ecologici e di conservazione in uno dei più grandi parchi pubblici della Germania. La giuria ha considerato lo sforzo di bilanciare esigenze spesso contrastanti e di promuovere così lo sviluppo contemporaneo del parco come esemplare per un approccio integrativo alle richieste concorrenti poste agli spazi verdi del centro città, in particolare in tempi di ridensificazione e cambiamento climatico.

Riconoscimenti

Il primo premio è andato a „Hannover Voids“, un’associazione attualmente in fase di costituzione. La DGGL ha premiato l’approccio innovativo del gruppo di studenti, che „occupa“ spazi liberi nel centro della città con installazioni, performance e molte altre attività. Con il loro impegno, Hannover Voids vuole rendere visibili luoghi inosservati come spazi di opportunità e collaborare con altri per renderli più vivibili.

L’obiettivo delle Guide dei Giardini di Hannover è quello di aumentare l’interesse e l’apprezzamento per i Giardini di Herrenhausen. A tal fine, da diversi anni i „fan di Herrenhausen“ volontari – tutti sottoposti a una formazione specializzata – sono a disposizione del pubblico nei fine settimana nel Grande Giardino. Rispondono alle domande dei visitatori interessati sul monumento del giardino o danno consigli pratici per la loro visita. Sono stati premiati per la loro „speciale strategia di mediazione“.

Il terzo premio ha premiato l‘„uso differenziato delle piante“ da parte del gruppo di lavoro dei volontari del Kloster Kamp. Nel giardino delle erbe profumate e fiorite, aperto dal 2012, sono soprattutto le erbe aromatiche e medicinali a costituire l’ossatura della piantagione. Nel 2016, il giardino è stato nominato uno dei „50 giardini più belli 2016“ in un concorso nazionale.

Infine, la Förderverein historische Parkanlagen Wuppertal è stata premiata per lo sviluppo della sua „struttura di rete globale“ locale. L’associazione si impegna per gli „spazi verdi di Wuppertal“ dal 2004. Tra le altre cose, i membri organizzano conferenze e visite guidate, gestiscono un sito web completo di informazioni sui luoghi verdi di Wuppertal e dintorni e sostengono il restauro di monumenti da giardino classificati.

Autore:

Anne Haß-Wiegand ha conseguito il dottorato presso l’Università di Kassel. Il suo lavoro si concentra sulla storia e sulla struttura delle scienze ambientali, sulla storia delle idee di natura e sulla filosofia della scienza dell’interdisciplinarità. Negli ultimi otto anni, ha svolto attività di volontariato come sponsor per Amsoc – sponsorizzazioni per figli di genitori malati di mente.

Panoramica del concorso maggio 2019 (2/2)

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Siete interessati agli ultimi risultati dei concorsi di architettura del paesaggio, ma non avete il tempo di guardarli bene? Nella panoramica dei concorsi G+L, Heike Vossen fornisce aggiornamenti mensili sui risultati dei concorsi più interessanti.

Gli architetti paesaggisti di Planorama hanno creato un’ampia scalinata che segna l’ingresso della città sulle rive della Mosella. Con vista sulla riva opposta e sullo sfondo della chiesa storica, la scalinata funge da luogo di sosta o da tribuna. Collega il centro storico con la piazza fluviale più bassa, che in precedenza era riservata principalmente al parcheggio delle auto. „L’opera colpisce per la sua struttura chiara e spaziosa“, ha dichiarato la giuria. La piazza centrale e l’area ricreativa sulla riva del fiume derivano dalla struttura urbana di Bernkastell e costituiscono un chiaro riferimento all’estensione della città vecchia. La passeggiata continua lungo il fiume è destinata principalmente a pedoni e ciclisti, mentre le aree di parcheggio necessarie per il turismo marittimo sono disposte nelle aree periferiche, con strade di accesso esterne al centro. La pista ciclabile della Mosella è accompagnata da un filare di alberi ed è integrata nell’ampia passeggiata della Mosella. Una superficie pavimentata uniforme collega la passeggiata e la piazza sul fiume, mentre un cambio di superficie struttura anche tre „isole di relax“ con gruppi di alberi aperti al centro della grande piazza.

Il concorso bdla per giovani designer della Renania Settentrionale-Vestfalia cercava un „giardino climatico“ da presentare al Salone del Giardino di Kamp-Lintford il prossimo anno. Le laureande Jenny Ohlenschlager e Lisa Brunnert hanno convinto la giuria con il loro progetto di giardino „The Heat“, che tematizza il microclima e la continua impermeabilizzazione del nostro ambiente di vita. L’approccio è sia concettuale che tangibile: uno spazio verde alberato con una superficie asfaltata aperta nascosta all’interno. La giustapposizione tra la superficie sigillata e le piante permette ai visitatori di avere un’esperienza sensoriale diretta quando il tempo è favorevole, attraverso chiare differenze di temperatura tra la vegetazione, che viene descritta come una natura selvaggia, e la superficie d’asfalto liberamente esposta. Non sono necessarie spiegazioni aggiuntive o pannelli informativi. L’ombra della vegetazione, insieme all’evaporazione che raffredda l’aria, risparmia un’area definita della superficie d’asfalto durante tutto l’anno, il momento centrale concettuale di „The Heat“. Due stazioni meteorologiche documentano le differenze microclimatiche.

Con la loro strategia di attivazione degli spazi aperti nel quartiere Sterkrade di Oberhausen attraverso interventi selettivi, gli architetti paesaggisti di Kraft.Raum hanno conquistato la giuria della commissione multipla. In futuro, due nastri d’azione si snoderanno dagli ingressi del centro città in direzione nord-sud ed est-ovest attraverso la zona pedonale. Collegheranno tutte le parti del centro città e fungeranno da punti di riferimento per i visitatori. Le fasce si distinguono dalla pavimentazione circostante come strisce di due metri di larghezza e definiscono la zona frontale dei negozi su un lato. Esse integrano alberi e arbusti esistenti, nuove piantumazioni e un arredo urbano modulare sviluppato individualmente. La riprogettazione delle rispettive piazze all’ingresso della città crea punti focali di grande impatto: Racchiuse da una cornice di alberi potati, il loro centro rimane libero per usi multifunzionali. La „Kleiner Markt“, la piazza centrale del mercato, ha un intarsio quadrato definito, completato ai lati da un boschetto di alberi sciolti.

L’intera gamma di argomenti della conservazione del patrimonio

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L’Anno europeo del patrimonio culturale 2018 è sulla bocca di tutti. Per questo motivo, l’Ufficio statale bavarese per la conservazione dei monumenti vi invita a partecipare alle Conferenze del lunedì, una serie di eventi pensati per farvi conoscerelo spettro della conservazione dei monumenti, la protezione dei beni culturali e il nostro patrimonio culturale in Baviera e in Europa.

Le conferenze del lunedì si svolgeranno per sei lunedì dal 19 febbraio al 26 marzo nella sala delle colonne dell’Alte Münze di Monaco, sede principale dell’Ufficio statale bavarese per la conservazione dei monumenti. Il ciclo di conferenze è frutto della collaborazione tra l’Ufficio statale bavarese per la conservazione dei monumenti, la Società per l’archeologia in Baviera e il Centro per l’istruzione degli adulti di Monaco (MVHS).

Ogni evento inizia alle 19.00 e l’ingresso è gratuito. È necessaria l’iscrizione tramite il MVHS, indicando il numero del corso.

Programma:

Prof. Dr. Bernd Päffgen, Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco: Erding nel 1° millennio

Erding nel 1° millennio – questo è il titolo di un progetto di ricerca archeologica della LMU e dei suoi partner. Si tratta del cimitero a terrazze di Altenerding-Klettham, dell’insediamento altomedievale di Aufhausen-Bergham e della corte reale del periodo carolingio ad Altenerding. Il Prof. Dr. Bernd Päffgen fornisce informazioni su questo progetto in corso, che apre una finestra sulla storia di Erding nel 1° millennio d.C. Chr.

Numero del corso: F217330

Dr Susanne Fischer, BLfD: Luce dopo anni bui: Le vetrate del dopoguerra nelle chiese di Monaco

In un gran numero di chiese di Monaco sono state installate nuove vetrate e vetri colorati nell’ambito della ricostruzione dopo la seconda guerra mondiale. Monaco era un centro per la produzione di vetrate fin dal XIX secolo e le cosiddette „finestre di Monaco“ erano esportate in tutto il mondo. Questa tradizione di laboratori e artisti famosi ha prodotto opere d’arte eccezionali anche nel XX secolo.

Numero del corso: F217340

Dr. Thomas Hermann, BLfD: Il sacrificio e la resurrezione del leone bavarese – la propaganda pittorica nella Prima guerra mondiale e la sua influenza sui monumenti ai caduti di Monaco e dintorni

Numerose rappresentazioni propagandistiche della Prima guerra mondiale fanno riferimento a motivi dell’iconografia cristiana. La lezione si propone di tracciare le linee tradizionali di alcune di queste raffigurazioni e di mostrare come esse siano state poi riprese nella progettazione dei monumenti ai caduti.

Numero del corso: G217390

Prof. Dr. Dorothea Diemer, Università di Augsburg: Augsburg città d’acqua: le tre magnifiche fontane di Augsburg

Le tre magnifiche fontane di Augusta – tutti le conoscono di vista, ma per lo storico aprono molte domande che vanno oltre l’aspetto artistico: Chi fu il loro iniziatore? Chi erano i loro modelli italiani? I padri della città volevano esprimere una particolare idea di programma con le figure principali – Augusto, Mercurio, Ercole? Facevano parte della rete idrica pubblica? La conferenza di Dorothea Diemer affronta queste domande e presenta le risposte da una prospettiva storica (dell’arte).

Numero del corso: G217400

Dr. Karl Gattinger, BLfD: L’invenzione del benessere. Gabriel von Seidl e l’architettura delle locande bavaresi dell’epoca del principe reggente

Gabriel von Seidl è stato uno degli architetti più influenti dell’epoca dei principi reggenti. Oltre ai grandi edifici storicisti come il Museo Nazionale Bavarese, furono soprattutto gli interni delle sue locande a rendere famoso l’architetto nato a Monaco di Baviera ben oltre i confini della Baviera. Il palazzo della birra, l’epitome del riuscito connubio tra grande città e accoglienza, è considerato una sua invenzione.

Numero del corso: G217410

Christian Behrer, Büro für Denkmalpflege, Regensburg & Jochen Haberstroh, BLfD: Il Marienhof di Monaco di Baviera – un luogo rivela la sua storia

Il Marienhof è una delle poche aree del centro di Monaco di Baviera che è rimasta non sviluppata per decenni. Congelata per così dire per il futuro, la storia delle case tra Weinstrasse e Dienerstrasse si trova a pochi centimetri sotto la superficie. Le indagini archeologiche durante i lavori di costruzione della seconda linea principale della S-Bahn si sono svolte nel 2011/2012. Continueranno nel 2017/2018. La conferenza offre una panoramica degli scavi e dei primi risultati di molti anni di ricerca.

Numero del corso: G217420

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Lezioni del lunedì sulla conservazione dei monumenti in Baviera

Nomina Architettura del paesaggio sperimentale, costruzione in dettaglio – Premio bavarese di architettura del paesaggio 2022

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Sono state annunciate le candidature per il Premio bavarese di architettura del paesaggio. I soci bdla possono votare i vincitori fino al 12 agosto 2022. Presenteremo i 15 progetti in brevi ritratti su Garten + Landschaft. Qui sotto: i tre progetti candidati nella categoria Architettura del paesaggio ed edilizia sperimentale in dettaglio.

Aggiornamento: le votazioni sono state prorogate. I soci bdla possono ancora votare qui fino al 16 settembre, ore 18:00.

All’inizio del 2022, il Premio bavarese di architettura del paesaggio 2022 ha assegnato un premio principale e premi in cinque categorie. La categoria Architettura del paesaggio sperimentale e costruzione in dettaglio premia i progetti che, tra l’altro, dimostrano nuovi approcci e/o adottano un approccio sperimentale all’esistente. Per questa categoria sono stati nominati i seguenti tre progetti:

  • Taxispark a Monaco, Jühling & Köppel Landschaftsarchitekten GmbH,
  • Pista ciclabile ferroviaria Rhönexpress, TOPONEO Engel & Schneider Landschaftsarchitekten PartG mbB e
  • Collettiva di container a Monaco, Jühling & Köppel Landschaftsarchitekten GmbH

Nominato nella categoria Architettura del paesaggio sperimentale, Edificio in dettaglio

Parco dei taxi a Monaco di Baviera

L’attuale Taxi Park era un parco ricreativo per gli invalidi di guerra dal 1919. A partire dal 2007, tuttavia, l’area di Gern, a Monaco, è rimasta incolta. Tra il 2015 e il 2018, Jühling & Köppel Landschaftsarchitekten ha progettato un parco che tiene conto della precedente destinazione d’uso. Ad esempio, i progettisti hanno integrato nel nuovo progetto la vecchia fontana, il monumento alle vittime di guerra e un serbatoio d’acqua della vecchia piscina. Al posto dei vecchi spogliatoi, una pergola ricorda l’uso originario. Un altro aspetto importante era la protezione del prezioso patrimonio arboreo. Per questo motivo i sentieri sono stati disposti in modo tale da essere il più lontano possibile dagli alberi. I progettisti hanno sviluppato il progetto con un ampio processo di partecipazione pubblica.

Pista ciclabile della ferrovia Rhönexpress da Zeitlofs a Wildflecken

Da una linea ferroviaria dismessa è stata ricavata una pista ciclabile da Zeitlofs a Wildflecken. Porta il nome di „pista ciclabile ferroviaria Rhönexpress“ ed è una pista ciclabile a tema turistico. Lungo i 26 chilometri del percorso, i ciclisti possono aspettarsi diversi elementi di land art: le linee ferroviarie sull’asfalto ricordano i vecchi binari della ferrovia. Le betulle con il tessuto rosso in crescita vogliono simboleggiare il recupero della linea ferroviaria da parte della natura. Insieme alle betulle, la pista ciclabile è accompagnata da sculture a forma di croce di Sant’Andrea di colore verde e bianco. Inoltre, ai progettisti di TOPONEO Engel & Schneider Landschaftsarchitekten sono state affidate le casette dei passaggi a livello lungo il percorso, che oggi documentano eventi della storia della ferrovia sotto forma di graffiti. Ad esempio, le visite di Re Ludwig I, dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria e di Elvis Presley.

Collettivo di container a Monaco

Il Container Collective è una sorta di „città pop-up“. Sull’ex piazzale di consegna della fabbrica Pfanni all’Ostbahnhof di Monaco, è stato creato uno spazio temporaneo con container navali, casse di legno come mangiatoie mobili per le piante, pallet di legno e sedie disposte in modo colorato. I progettisti di Jühling & Köppel Landschaftsarchitekten hanno disegnato una piazza urbana che fa riferimento agli stabilimenti Pfanni con i suoi elementi e che offre spazio anche ai continui cambiamenti in loco. Le attrezzature possono essere rapidamente riorganizzate, ad esempio per eventi.

Il concetto di piantumazione rappresenta un’inverdimento rapido e temporaneo „low budget“. In alcune aree è stato tagliato solo l’asfalto esistente e sono stati piantati alberi pionieri a crescita rapida. Le mangiatoie contengono arbusti, piante perenni ed erbe, oltre a erbe, alberi da frutto e cespugli di bacche per gli spuntini. Il Werksgarten-Verein utilizza circa 25 abbeveratoi per la coltivazione di ortaggi. Il dialogo tra gli attori locali, come artisti, artigiani e architetti del paesaggio, è stato una parte importante del progetto fin dall’inizio.

Si vota fino al 12 agosto 16 settembre

Il Premio bavarese di architettura del paesaggio si svolge per la seconda volta. Il premio mira a mostrare l’importanza dell’architettura del paesaggio per la società e a presentare la professione al pubblico. I vincitori saranno annunciati alla cerimonia del Premio bavarese di architettura del paesaggio l’11 novembre 2022. Fino al 12 agosto 16 settembre, ore 18:00 – aggiornamento: le votazioni sono state prorogate – i soci bdla possono ancora votare i progetti vincitori del premio principale e delle cinque categorie seguenti:

  • Ecologia edilizia e biodiversità,
  • Infrastrutture blu e verdi,
  • Urbanità, edifici esistenti, città e spazio,
  • Turismo, tempo libero, gioco e sport e
  • Architettura del paesaggio sperimentale ed edilizia in dettaglio

Clicca qui per votare i membri.

Per saperne di più sul Premio bavarese per l’architettura del paesaggio: Cliccare qui per vedere i progetti nominati nella categoria Infrastrutture blu e verdi.

Floriade 2022: l’Expo vi invita ad Almere

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Floriade Expo 2022

Foto: Floriade Expo 2022, Almere

Anche la sede è speciale. Floriade 2022 si svolgerà ad Almere. Dove prima c’era l’acqua, quest’anno i Paesi Bassi presenteranno idee per la crescita di città verdi. Floriade Expo è più di una semplice esposizione di giardini colorati. Il tema è: Comepossonole nostrecittà diventare più vivibili, più verdi e più sostenibili nonostante i cambiamenti climatici? Leggete qui tutto quello che c’è da sapere sul Floriade. Per saperne di più sul concetto di Padiglione tedesco dello studio grüngrau, visitate il sito
.

Floriade 2022 riunirà quaranta presentazioni di paesi ispiratori, uno spettacolare complesso di serre e una funivia su sessanta ettari di terreno. Solo questo fa dell’evento una delle più importanti mostre di orticoltura al mondo. Dagli anni ’60 i Paesi Bassi ospitano una Floriade ogni dieci anni. Ogni volta in un luogo diverso. Quest’anno è la volta della città di Almere. Essa fa da sfondo a un evento lungimirante e verde. Perché il motto di Floriade Expo 2022 è: Growing Green Cities.

Oltre ai numerosi padiglioni, una spettacolare funivia lunga 850 metri stupirà i visitatori. La sua altezza garantisce una vista mozzafiato del sito Floriade 2022 e si estende fino allo skyline della città di Almere. Anche l’arboreto è di natura speciale. Si snoda come un filo verde attraverso l’intero sito dell’esposizione mondiale.

Non sono solo le mostre di Floriade Expo 2022 a essere innovative. Anche la sede, la città di Almere, è speciale per natura. Ha circa 220.000 abitanti ed è considerata la città più giovane dei Paesi Bassi. Appena 50 anni fa era ancora dominata dal mare. Il sottosuolo della città è stato letteralmente strappato all’acqua. Oggi Almere è ancora un simbolo della lotta contro le forze della natura, o piuttosto un simbolo dell’uso sapiente della natura.

Tuttavia, Almere non offre il classico idillio olandese. Piuttosto, la città è stata progettata sul tavolo da disegno e poi riempita con un’architettura spettacolare. E questo continua, perché Almere sta crescendo. I contorni del nuovo quartiere sono già visibili dalla spiaggia della città . Qui sta nascendo un’allettante giungla verde chiamata Hortus. Ma prima che i nuovi residenti si trasferiscano nel quartiere, è probabile che passino due milioni di visitatori della Floriade 2022.

Nel 2022, per la settima volta, si terrà nei Paesi Bassi una Floriade Expo. Non si tratta solo di verde all’interno e intorno alle città. Con il motto Growing Green Cities, gli olandesi presenteranno un pezzo del loro dialogo su strutture urbane sane, verdi e neutrali dal punto di vista climatico. Di conseguenza, Floriade 2022 presenterà nuove tecnologie, prodotti esoluzionifuture per l’urbanizzazione globale, il nostro approvvigionamento alimentare, la salute e la produzione di energia. In tutti questi settori sono necessarie innovazioni per rendere la nostra vita più sicura, più sana e più attraente. Floriade 2022 presenta molte di queste idee innovative. Tutte si uniscono per formare un viaggio di scoperta che sfida e ispira i visitatori a condurre una vita più verde e consapevole.

L’ampio spettro di temi di Floriade Expo 2022 è suddiviso nelle seguenti quattro aree tematiche Rendere più verde la città, Nutrire la città, Salutare la città ed Energetizzare la città. Tutti e quattro i temi non sono presenti solo nei numerosi padiglioni e nell’enorme complesso di serre del sito. A Floriade Expo 2022 si ritrovano anche nell’Arboretum e nel ricco programma artistico e culturale dell’Esposizione Universale.

La riflessione sulle città densamente edificate e sui loro spazi verdi è al centro di Floriade 2022. Come questi luoghi urbani possano diventare più verdi, più vivibili e più sostenibili sono le domande che gli olandesi stanno affrontando ad Almere. Non potrebbe esistere una città più adatta a discutere dello sviluppo sostenibile degli spazi verdi. Anche senza Floriade 2022, Almere è già una sorta di laboratorio vivente, un luogo di sperimentazione e di nuovo sviluppo. Da aprile a ottobre 2022, la città diventerà una vetrina per le innovazioni nel campo della sostenibilità e della produzione alimentare. Come esposizione mondiale, riunirà operatori di tutto il mondo.

Floriade con riverberi

La settima Floriade nei Paesi Bassi è diversa dalle precedenti. Per la prima volta, non è organizzata solo come una fiera che viene smantellata dopo sei mesi. Al contrario, dalle fondamenta di Floriade 2022 sta nascendo un nuovo quartiere cittadino. L’intera infrastruttura della fiera verrà mantenuta e sarà un esempio di sostenibilità a lungo termine. Ad esempio, gli ampi marciapiedi sono progettati in modo che l’acqua piovana possa defluire facilmente. Anche l’arboreto, una sorta di biblioteca vegetale ricca di profumi e colori, è caratterizzato dalla sostenibilità. Tutti gli alberi e le piante provengono da coltivatori locali. Sono stati selezionati anche perché migliorano la qualità dell’aria, aiutano ad abbassare la temperatura,promuovono la biodiversitào servono come fonte di cibo.

L’intero sito di 60 ettari della Floriade 2022 è suddiviso in piazze , denominate in ordine alfabetico con i nomi botanici delle piante che vi si trovano. Come potrebbe essere altrimenti, nei Paesi Bassi, se non che la Tè riservata al tulipano? Questa strutturazione e piantumazione crea una trapunta patchwork di giardini, attraversata da canali con ponti realizzati con materiali riciclati. Questa è la base, per così dire, del nuovo quartiere che crescerà qui dopo Floriade Expo 2022.

Oltre ai preparativi per la creazione di una nuova città sostenibile, Almere ha invitato il mondo a presentarsi. Ben 30 Paesi hanno quindi allestito un proprio padiglione per presentare le loro idee per la città verde del futuro. In questo contesto, i Paesi Bassi, ad esempio, mostreranno come sia possibile realizzare un’edilizia sostenibile e rispettosa del clima utilizzando prodotti biologici. La Cina, invece, invita i visitatori a fare un giro in un giardino di bambù in crescita. Nel padiglione dell’India, i visitatori intraprenderanno un viaggio spirituale. Al Floriade 2022, lo Stato del Qatar mostrerà come le forme costruttive tradizionali e le moderne tecnologie possano essere utilizzate per rendere più verdi i deserti.

Insieme a gtp2 architekten e insglück, lo studio grüngrau Landschaftsarchitektur 2021 ha vinto il 1° premio per la progettazione dell’area espositiva tedesca. Il loro progetto per Floriade Expo 2022 si chiama BIOTOPIA – Growing Community. La costruzione del padiglione in cubidi legnoè riconoscibile da lontano. L’edificio a due pianiè anche parte di un giardino. A questo contribuiscono le sue facciate piantumate, checambiano continuamentecome un ecosistema vivente. Le idee per BIOTOPIA provengono da gtp2 architekten e insglück, che hanno progettato il Giardino Tedesco di Almere con lo studio grüngrauLandschaftsarchitektur.