Chi progetta, ristruttura o costruisce il tetto di una villetta a schiera si trova ad affrontare uno degli aspetti più delicati della prevenzione antincendio nell’edilizia residenziale. La protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera non è una questione burocratica marginale, bensì un requisito fondamentale dal punto di vista costruttivo: poiché le villette a schiera sono strutturalmente adiacenti le une alle altre, un incendio sul tetto può propagarsi in breve tempo alle unità vicine, a meno che non vi siano efficaci compartimenti antincendio, pareti divisorie e scelte dei materiali che lo impediscano. I requisiti sono complessi, le conseguenze degli errori gravi.
- Cosa significa in linea di principio la protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera e quali sono i pericoli esistenti
- Quali requisiti e norme edilizie si applicano alle villette a schiera
- Come realizzare correttamente pareti tagliafuoco, pareti divisorie e strutture di chiusura dell’edificio
- Quali strutture e coperture del tetto sono ammesse dal punto di vista della protezione antincendio
- Come vengono valutati dal punto di vista antincendio le sporgenze del tetto, le sovrastrutture e le aperture di ventilazione
- Quale ruolo svolgono le classi di resistenza al fuoco e le classi dei materiali da costruzione nella scelta dei materiali
- Come vengono elaborati e verificati nella pratica i progetti di protezione antincendio per le villette a schiera
- Quali errori tipici si verificano durante le ristrutturazioni e i lavori di ampliamento del tetto e come evitarli
Protezione antincendio sul tetto delle villette a schiera: nozioni di base e potenziale di rischio
Il tetto di una villetta a schiera rappresenta un caso particolare dal punto di vista della fisica delle costruzioni e della protezione antincendio. A differenza di una casa unifamiliare indipendente, ogni superficie del tetto di una villetta a schiera confina direttamente con quella dell’unità adiacente. Questa vicinanza spaziale è il fattore decisivo: un incendio che si sviluppa nel sottotetto di un’unità può propagarsi all’unità adiacente tramite irraggiamento termico, propagazione delle fiamme o proiezione di braci, qualora non siano presenti barriere strutturali efficaci. La «protezione antincendio del tetto delle case a schiera» indica quindi l’insieme di tutte le misure volte a impedire tale propagazione o almeno a ritardarla il tempo necessario affinché gli occupanti possano essere evacuati in sicurezza e i vigili del fuoco possano intervenire.
Il potenziale di pericolo deriva da diversi fattori contemporaneamente. I sottotetti contengono spesso legname da costruzione infiammabile, materiali isolanti, condutture e merci immagazzinate. Spesso sono difficili da ispezionare e, in caso di incendio, vengono individuati tardivamente. Il carico di incendio, ovvero la quantità di materiale combustibile per unità di superficie, è tipicamente elevato nel sottotetto. Allo stesso tempo, l’effetto camino nei sottotetti inclinati favorisce una rapida propagazione dell’incendio in direzione longitudinale. Nel caso delle villette a schiera, a ciò si aggiunge il fatto che i sottotetti delle unità adiacenti spesso non sono separati tra loro da elementi costruttivi che chiudono completamente lo spazio, ma solo da pareti con montanti in legno o da divisori in muratura realizzati in modo incompleto.
Per progettisti, artigiani e committenti è quindi indispensabile conoscere fin dall’inizio i requisiti di protezione antincendio per i tetti delle villette a schiera e attuarli in modo coerente. Le correzioni a posteriori sono costose, spesso complesse dal punto di vista tecnico-costruttivo e, in alcuni casi, difficilmente realizzabili nella loro interezza senza aprire l’intera struttura del tetto.
Norme fondamentali in materia di edilizia: regolamenti edilizi regionali, norme e classi di edifici
La protezione antincendio nel diritto edilizio tedesco è principalmente di competenza dei Länder. Ogni Land dispone di un proprio regolamento edilizio regionale (LBO), che disciplina i requisiti fondamentali in materia di protezione antincendio, resistenza al fuoco e materiali da costruzione. Sebbene il Regolamento edilizio modello (MBO) federale funga da modello e i regolamenti edilizi regionali siano ampiamente armonizzati nei contenuti, esistono differenze nei dettagli che possono essere rilevanti nella pratica. Fa sempre fede il regolamento edilizio del rispettivo Land in cui viene costruita o ristrutturata la villetta a schiera.
Fondamentale per la protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera è la classificazione dell’edificio in una classe edilizia. Il regolamento edilizio modello distingue cinque classi edilizie, che dipendono dall’altezza del bordo superiore del pavimento del locale abitativo più alto, dal tipo di destinazione d’uso e dal numero di unità abitative. Le villette a schiera rientrano di norma nelle classi edilizie da 1 a 3, a seconda del numero di piani e dell’altezza. La classe edilizia determina direttamente quali classi di resistenza al fuoco sono richieste per gli elementi strutturali portanti e di chiusura degli ambienti e quali classi di materiali da costruzione sono ammesse.
A integrazione dei regolamenti edilizi regionali, sono rilevanti anche le norme tecniche e le linee guida. La norma DIN 4102 disciplina il comportamento al fuoco dei materiali da costruzione e degli elementi costruttivi e definisce classi di resistenza al fuoco quali F 30, F 60 o F 90, dove il numero indica la durata della resistenza al fuoco in minuti. Parallelamente, dall’introduzione della classificazione europea è in vigore la norma DIN EN 13501, che descrive le classi dei materiali da costruzione secondo il sistema Euroclasse da A1 (incombustibile) a F (prestazione non determinata). Nella pratica, entrambi i sistemi di classificazione coesistono; i progettisti devono garantire che i prodotti e le costruzioni utilizzati soddisfino in modo dimostrabile le classi richieste.
Pareti tagliafuoco e pareti divisorie: il cuore strutturale
Lo strumento più importante per la protezione antincendio tra unità abitative adiacenti in file di case a schiera è la parete tagliafuoco. Una parete tagliafuoco, ai sensi del Regolamento edilizio modello, è un elemento costruttivo che delimita uno spazio e che, in caso di incendio, rimane stabile per un periodo di tempo definito, impedisce il passaggio di fuoco e fumo e resiste anche all’impatto di elementi costruttivi in fiamme. Deve estendersi fino all’involucro esterno dell’edificio e non deve presentare aperture non controllate o punti deboli. Per le villette a schiera, i regolamenti edilizi regionali prescrivono di norma che tra le unità abitative debbano essere predisposte pareti tagliafuoco o almeno pareti divisorie con classi di resistenza al fuoco definite.
La distinzione tra parete tagliafuoco e parete divisoria non è solo terminologica, ma anche significativa dal punto di vista costruttivo. Le pareti tagliafuoco soddisfano i requisiti più elevati: di norma devono essere costituite da materiali da costruzione non combustibili, presentare una resistenza al fuoco di almeno 90 minuti ed essere realizzate in modo tale da rimanere stabili anche in caso di cedimento degli elementi costruttivi adiacenti. Le pareti divisorie sono soggette a requisiti meno rigorosi e vengono impiegate laddove la classe dell’edificio o la posizione all’interno dello stesso consentono un livello di protezione inferiore. Per la protezione antincendio del sottotetto di una villetta a schiera è fondamentale che queste pareti siano realizzate in modo completo e senza interruzioni non solo al piano terra e nei piani standard, ma anche nel sottotetto.
La parete divisoria nel sottotetto: realizzazione, materiali ed errori comuni
La mansarda è la zona più critica per la protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera, poiché qui la realizzazione strutturale della parete divisoria tra le unità è la più complessa. La struttura del tetto stessa, ovvero travetti, travi di colmo, travi di imposta e rivestimento del tetto, è solitamente realizzata in legno e quindi infiammabile. La parete divisoria deve attraversare questa struttura o collegarsi ad essa senza lasciare spazi vuoti attraverso i quali possano passare il fuoco o il fumo. Nella pratica, è proprio qui che si verificano le carenze più frequenti.
Per la realizzazione della parete divisoria nel sottotetto si possono prendere in considerazione diversi materiali. La muratura in mattoni pieni o in calcestruzzo cellulare con uno spessore sufficiente soddisfa in modo affidabile i requisiti relativi ai materiali da costruzione non infiammabili e all’elevata resistenza al fuoco, ma è complessa da realizzare nel sottotetto inclinato, poiché il bordo superiore della parete deve seguire la pendenza del tetto e collegarsi senza lasciare spazi vuoti alla copertura o alla struttura del tetto. In alternativa, sono possibili pareti divisorie in pannelli di gesso su struttura metallica, a condizione che i sistemi utilizzati raggiungano in modo comprovabile le classi di resistenza al fuoco richieste. A tal fine devono essere utilizzate costruzioni collaudate a livello di sistema, poiché la classe di resistenza al fuoco si applica sempre all’intero sistema, non ai singoli componenti.
Un errore frequente nelle ristrutturazioni e nei lavori di rifacimento dei tetti consiste nel far arrivare la parete divisoria solo fino al bordo inferiore dell’isolamento del tetto, lasciando aperto lo spazio tra l’isolamento e l’intelaiatura del tetto. Questa fessura, spesso larga solo pochi centimetri, è sufficiente affinché il fuoco e i gas di combustione caldi si diffondano senza ostacoli da un’unità all’altra. Altrettanto problematici sono i passaggi per cavi elettrici, condotti di ventilazione o tubazioni idrauliche che attraversano la parete divisoria senza alcuna compartimentazione. Ogni apertura in una parete tagliafuoco o in una parete divisoria resistente al fuoco deve essere chiusa con sistemi di compartimentazione omologati, la cui classe di resistenza al fuoco corrisponda almeno a quella della parete.
Merita particolare attenzione il collegamento della parete divisoria alla copertura del tetto. La parete deve essere portata ad un’altezza tale da costituire una barriera anche in caso di distruzione della struttura del tetto, oppure deve arrivare fino al rivestimento esterno della copertura. Molti regolamenti edilizi regionali prescrivono che la parete tagliafuoco sporga di almeno 30 centimetri oltre la superficie del tetto, a meno che la copertura del tetto non sia costituita da materiali non combustibili. Questo cosiddetto rialzo della parete tagliafuoco, noto anche come testa della parete tagliafuoco, è un dettaglio costruttivo spesso trascurato nella pratica, ma di notevole importanza dal punto di vista della protezione antincendio.
Copertura del tetto e struttura del tetto: scelta dei materiali dal punto di vista della protezione antincendio
La copertura del tetto costituisce la prima barriera contro la propagazione del fuoco dall’esterno, ad esempio a causa di scintille in caso di incendio in un edificio vicino o di un incendio boschivo nelle vicinanze. Allo stesso tempo, influisce sulla velocità con cui un incendio del tetto si propaga dall’interno verso l’esterno e sul rischio che parti incandescenti cadano sugli edifici adiacenti. Per la protezione antincendio dei tetti delle villette a schiera, le classi dei materiali da costruzione della copertura del tetto rivestono quindi un’importanza fondamentale.
Le classiche tegole in argilla cotta e quelle in calcestruzzo soddisfano senza difficoltà i requisiti previsti per le coperture non combustibili o difficilmente infiammabili e vengono generalmente classificate come coperture rigide nei regolamenti edilizi regionali. Questo termine indica coperture sufficientemente resistenti alle scintille e al calore radiante. Le coperture morbide, come ad esempio i tetti di paglia o alcune scandole di legno, non sono di norma ammesse nelle villette a schiera oppure richiedono misure di protezione particolari. Anche i teli bituminosi e i teli di copertura in materiale sintetico, utilizzati nei tetti piani e in quelli a bassa pendenza, devono essere classificati; molti sistemi soddisfano i requisiti delle coperture rigide, ma non tutti.
La struttura portante del tetto nelle case a schiera è quasi sempre in legno. Il legno è un materiale da costruzione infiammabile che, tuttavia, in caso di incendio presenta un comportamento di combustione prevedibile: forma uno strato carbonioso che protegge il legno sottostante e rallenta la velocità di combustione. Per il dimensionamento delle strutture in legno in caso di incendio è determinante il valore caratteristico di combustione, disciplinato dalla norma DIN EN 1995-1-2 (Eurocodice 5, dimensionamento antincendio). Per quanto riguarda la pratica della protezione antincendio nei tetti delle villette a schiera, ciò significa che la struttura del tetto da sola non costituisce una barriera antincendio sufficiente tra le unità abitative e che tale funzione deve essere assunta dalla parete divisoria.
Sporgenze del tetto e strutture sul tetto
Le sporgenze del tetto rappresentano una sfida particolare. Se la superficie del tetto di una villetta a schiera sporge oltre la parete esterna, tale sporgenza costituisce un potenziale ponte per il fuoco e il calore tra le unità adiacenti. Molti regolamenti edilizi regionali limitano pertanto la lunghezza consentita delle sporgenze del tetto in prossimità del confine di proprietà oppure prescrivono che le sporgenze del tetto in prossimità della parete divisoria siano realizzate con materiali non combustibili o siano rivestite con materiali non combustibili. In presenza di una sporgenza del tetto, la parete divisoria deve estendersi all’interno della sporgenza stessa, al fine di garantire una barriera antincendio continua.
Abbaini, lucernari, aperture di ventilazione e impianti solari sono ulteriori elementi che influenzano la progettazione antincendio. Gli abbaini modificano la geometria della superficie del tetto e, se disposti in prossimità della parete divisoria, possono compromettere l’efficacia della barriera antincendio. Le aperture di ventilazione nel sottotetto, ad esempio per la ventilazione posteriore della copertura del tetto o per la ventilazione della mansarda, devono essere disposte e realizzate in modo tale da non creare vie di propagazione dell’incendio. Per le aperture di ventilazione situate all’interno o in prossimità di pareti tagliafuoco sono generalmente necessarie serrande tagliafuoco o altre barriere antincendio omologate.
Classi di resistenza al fuoco e classi dei materiali da costruzione: classificazione nella pratica
La classe di resistenza al fuoco di un elemento costruttivo descrive per quanto tempo, durante la prova standard di resistenza al fuoco, esso è in grado di mantenere la propria funzione, ovvero la stabilità strutturale, l’isolamento termico o l’impermeabilità al fuoco. Le classi F 30, F 60, F 90 e F 120 indicano la durata minima in minuti. Per le villette a schiera delle classi edilizie 1 e 2, di norma sono richieste classi di resistenza al fuoco F 30 o F 60 per gli elementi costruttivi di separazione degli ambienti; per la classe edilizia 3 possono valere requisiti più elevati. I requisiti precisi derivano dal rispettivo regolamento edilizio regionale in combinato disposto con il piano di protezione antincendio.
Le classi dei materiali da costruzione secondo la norma DIN 4102 distinguono tra materiali non combustibili (A1 e A2), materiali difficilmente infiammabili (B1) e materiali normalmente infiammabili (B2). I materiali da costruzione facilmente infiammabili (B3) non sono in linea di principio ammessi nell’edilizia. Il sistema di classificazione europeo secondo la norma DIN EN 13501 utilizza le classi A1, A2, B, C, D, E e F, dove A1 indica la prestazione più elevata e F quella più bassa. Per la protezione antincendio del tetto delle villette a schiera sono richiesti materiali da costruzione non combustibili o difficilmente infiammabili per tutti gli elementi costruttivi che fanno parte della barriera antincendio tra le unità abitative.
In questo contesto, i materiali isolanti meritano particolare attenzione. La lana minerale di vetro o di roccia è incombustibile ed è adatta a tutti gli ambiti in cui vigono requisiti di protezione antincendio. I materiali isolanti organici come il polistirolo (EPS, XPS) o il poliuretano (PUR) sono infiammabili e possono essere utilizzati in aree soggette a requisiti di protezione antincendio solo se adeguatamente protetti da rivestimenti non infiammabili o se si tratta di sistemi costruttivi certificati. I materiali isolanti in fibra di legno e altri materiali isolanti naturali presentano notevoli differenze nella loro classificazione antincendio; in questo caso è indispensabile un’attenta verifica della documentazione del prodotto.
Piano antincendio per villette a schiera: elaborazione, verifica e applicazione pratica
Per le villette a schiera delle classi edilizie 1 e 2, nella maggior parte dei Länder non è richiesto un piano antincendio formale come documento a sé stante; i requisiti derivano direttamente dal regolamento edilizio regionale e vengono verificati nell’ambito della procedura di concessione edilizia. Per la classe edilizia 3 o in caso di deroghe ai requisiti normativi, può essere necessario un piano di protezione antincendio, che deve essere redatto da un progettista qualificato in materia di protezione antincendio o da un perito. Indipendentemente dall’obbligo formale, è opportuno documentare sistematicamente la progettazione antincendio, al fine di poter dimostrare, in caso di successive ristrutturazioni o risanamenti, che i requisiti sono stati soddisfatti.
Nella pratica si riscontra che le carenze in materia di protezione antincendio nel tetto delle villette a schiera insorgono spesso in occasione di lavori di ampliamento del sottotetto, quando i locali esistenti sotto il tetto vengono trasformati in superficie abitabile. In tali occasioni, spesso vengono modificate le pareti divisorie, create aperture per scale o impianti e installati materiali isolanti senza tenere sistematicamente conto dei requisiti di protezione antincendio. I progettisti specializzati raccomandano pertanto di effettuare, prima di ogni intervento di ampliamento del sottotetto, un inventario delle misure antincendio esistenti e di concordare le modifiche previste con l’autorità edilizia competente.
Di norma, le autorità di vigilanza edilizia sono competenti per il collaudo e la verifica delle misure antincendio sul tetto. In caso di costruzioni più complesse o di scostamenti dai dettagli normativi, è possibile ricorrere a periti specializzati nella prevenzione antincendio. Questi esperti verificano non solo la progettazione, ma anche l’esecuzione in cantiere, il che è di notevole importanza per garantire la qualità delle misure antincendio che, una volta completati i lavori, non saranno più accessibili.
Ristrutturazione e sopraelevazione del tetto: errori tipici e come evitarli
Nella ristrutturazione dei tetti delle villette a schiera si verificano sempre gli stessi errori. Il punto debole più frequente è la realizzazione incompleta della parete divisoria nel sottotetto. Spesso la parete divisoria esistente, realizzata in muratura delle pareti esterne, viene estesa fino al sottotetto, ma termina al di sotto della copertura, lasciando così uno spazio aperto tra la sommità della parete e il rivestimento del tetto. Questa fessura è inaccettabile dal punto di vista della sicurezza antincendio e deve essere accuratamente chiusa con materiali non combustibili, come la lana minerale abbinata a un rivestimento non combustibile.
Un altro errore frequente riguarda i passaggi attraverso la parete divisoria. Cavi elettrici, condotti di ventilazione e tubazioni idrauliche vengono spesso fatti passare attraverso la parete divisoria senza alcuna protezione antincendio. Per ogni attraversamento di questo tipo deve essere utilizzato un sistema di compartimentazione omologato, la cui classe di resistenza al fuoco corrisponda almeno a quella della parete divisoria. La documentazione relativa a tali compartimentazioni, compresi i numeri di omologazione dei prodotti utilizzati, dovrebbe far parte del fascicolo di costruzione.
Nella scelta dei materiali isolanti per la ristrutturazione del sottotetto, la protezione antincendio viene spesso trascurata a favore dell’economicità o del coefficiente di isolamento termico. I materiali isolanti organici con un elevato coefficiente di isolamento termico sono allettanti, ma richiedono misure di protezione aggiuntive in caso di requisiti antincendio, che possono rapidamente annullare i vantaggi in termini di costi. Un coordinamento tempestivo tra isolamento termico e protezione antincendio nella fase di progettazione evita costose modifiche successive.
Protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera nel contesto della protezione integrata dell’edificio
La protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera non è una disciplina a sé stante, ma parte di un concetto di sicurezza globale che combina la protezione antincendio strutturale, quella impiantistica e le misure organizzative. I rilevatori di fumo, obbligatori in tutti i Länder per gli edifici residenziali, integrano le misure strutturali avvisando tempestivamente gli occupanti. Tuttavia, non sostituiscono le barriere antincendio strutturali, ma ne presuppongono la presenza.
La qualità della protezione antincendio sul tetto delle villette a schiera dipende in modo determinante dal fatto che tutte le parti coinvolte – architetti, progettisti strutturali, tecnici edili e artigiani esecutori – conoscano i requisiti e li attuino in modo coerente. La protezione antincendio è un compito collettivo, in cui una singola lacuna può compromettere l’efficacia dell’intero progetto. Chi progetta o ristruttura una villetta a schiera dovrebbe quindi considerare la protezione antincendio del tetto fin dall’inizio come parte integrante della progettazione, non come un requisito imposto a posteriori dall’autorità edilizia.
In definitiva, una protezione antincendio ben progettata e accuratamente realizzata sul tetto di una villetta a schiera non solo protegge il proprio edificio, ma anche i vicini. Questa dimensione di vicinato della protezione antincendio è insita nella struttura stessa della villetta a schiera: la parete divisoria tra le unità abitative è letteralmente una linea di protezione comune, la cui efficacia dipende dalla cura di tutti coloro che sono coinvolti nella sua progettazione e realizzazione. Chi prende sul serio questa responsabilità non solo agisce nel rispetto delle norme, ma anche, nel senso migliore del termine, in uno spirito di buon vicinato.



















