Prevenzione incendi nel tetto di una villetta a schiera: nozioni di base, calcolo e applicazione pratica

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Un dettaglio tecnico-costruttivo dell'edificio relativo alla protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera
Quattro estintori su una parete verde: un silenzioso richiamo alla prevenzione degli incendi nella vita quotidiana. Foto: jandira_sonnendeck

Chi progetta, ristruttura o costruisce il tetto di una villetta a schiera si trova ad affrontare uno degli aspetti più delicati della prevenzione antincendio nell’edilizia residenziale. La protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera non è una questione burocratica marginale, bensì un requisito fondamentale dal punto di vista costruttivo: poiché le villette a schiera sono strutturalmente adiacenti le une alle altre, un incendio sul tetto può propagarsi in breve tempo alle unità vicine, a meno che non vi siano efficaci compartimenti antincendio, pareti divisorie e scelte dei materiali che lo impediscano. I requisiti sono complessi, le conseguenze degli errori gravi.

  • Cosa significa in linea di principio la protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera e quali sono i pericoli esistenti
  • Quali requisiti e norme edilizie si applicano alle villette a schiera
  • Come realizzare correttamente pareti tagliafuoco, pareti divisorie e strutture di chiusura dell’edificio
  • Quali strutture e coperture del tetto sono ammesse dal punto di vista della protezione antincendio
  • Come vengono valutati dal punto di vista antincendio le sporgenze del tetto, le sovrastrutture e le aperture di ventilazione
  • Quale ruolo svolgono le classi di resistenza al fuoco e le classi dei materiali da costruzione nella scelta dei materiali
  • Come vengono elaborati e verificati nella pratica i progetti di protezione antincendio per le villette a schiera
  • Quali errori tipici si verificano durante le ristrutturazioni e i lavori di ampliamento del tetto e come evitarli

Protezione antincendio sul tetto delle villette a schiera: nozioni di base e potenziale di rischio

Il tetto di una villetta a schiera rappresenta un caso particolare dal punto di vista della fisica delle costruzioni e della protezione antincendio. A differenza di una casa unifamiliare indipendente, ogni superficie del tetto di una villetta a schiera confina direttamente con quella dell’unità adiacente. Questa vicinanza spaziale è il fattore decisivo: un incendio che si sviluppa nel sottotetto di un’unità può propagarsi all’unità adiacente tramite irraggiamento termico, propagazione delle fiamme o proiezione di braci, qualora non siano presenti barriere strutturali efficaci. La «protezione antincendio del tetto delle case a schiera» indica quindi l’insieme di tutte le misure volte a impedire tale propagazione o almeno a ritardarla il tempo necessario affinché gli occupanti possano essere evacuati in sicurezza e i vigili del fuoco possano intervenire.

Il potenziale di pericolo deriva da diversi fattori contemporaneamente. I sottotetti contengono spesso legname da costruzione infiammabile, materiali isolanti, condutture e merci immagazzinate. Spesso sono difficili da ispezionare e, in caso di incendio, vengono individuati tardivamente. Il carico di incendio, ovvero la quantità di materiale combustibile per unità di superficie, è tipicamente elevato nel sottotetto. Allo stesso tempo, l’effetto camino nei sottotetti inclinati favorisce una rapida propagazione dell’incendio in direzione longitudinale. Nel caso delle villette a schiera, a ciò si aggiunge il fatto che i sottotetti delle unità adiacenti spesso non sono separati tra loro da elementi costruttivi che chiudono completamente lo spazio, ma solo da pareti con montanti in legno o da divisori in muratura realizzati in modo incompleto.

Per progettisti, artigiani e committenti è quindi indispensabile conoscere fin dall’inizio i requisiti di protezione antincendio per i tetti delle villette a schiera e attuarli in modo coerente. Le correzioni a posteriori sono costose, spesso complesse dal punto di vista tecnico-costruttivo e, in alcuni casi, difficilmente realizzabili nella loro interezza senza aprire l’intera struttura del tetto.

Norme fondamentali in materia di edilizia: regolamenti edilizi regionali, norme e classi di edifici

La protezione antincendio nel diritto edilizio tedesco è principalmente di competenza dei Länder. Ogni Land dispone di un proprio regolamento edilizio regionale (LBO), che disciplina i requisiti fondamentali in materia di protezione antincendio, resistenza al fuoco e materiali da costruzione. Sebbene il Regolamento edilizio modello (MBO) federale funga da modello e i regolamenti edilizi regionali siano ampiamente armonizzati nei contenuti, esistono differenze nei dettagli che possono essere rilevanti nella pratica. Fa sempre fede il regolamento edilizio del rispettivo Land in cui viene costruita o ristrutturata la villetta a schiera.

Fondamentale per la protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera è la classificazione dell’edificio in una classe edilizia. Il regolamento edilizio modello distingue cinque classi edilizie, che dipendono dall’altezza del bordo superiore del pavimento del locale abitativo più alto, dal tipo di destinazione d’uso e dal numero di unità abitative. Le villette a schiera rientrano di norma nelle classi edilizie da 1 a 3, a seconda del numero di piani e dell’altezza. La classe edilizia determina direttamente quali classi di resistenza al fuoco sono richieste per gli elementi strutturali portanti e di chiusura degli ambienti e quali classi di materiali da costruzione sono ammesse.

A integrazione dei regolamenti edilizi regionali, sono rilevanti anche le norme tecniche e le linee guida. La norma DIN 4102 disciplina il comportamento al fuoco dei materiali da costruzione e degli elementi costruttivi e definisce classi di resistenza al fuoco quali F 30, F 60 o F 90, dove il numero indica la durata della resistenza al fuoco in minuti. Parallelamente, dall’introduzione della classificazione europea è in vigore la norma DIN EN 13501, che descrive le classi dei materiali da costruzione secondo il sistema Euroclasse da A1 (incombustibile) a F (prestazione non determinata). Nella pratica, entrambi i sistemi di classificazione coesistono; i progettisti devono garantire che i prodotti e le costruzioni utilizzati soddisfino in modo dimostrabile le classi richieste.

Pareti tagliafuoco e pareti divisorie: il cuore strutturale

Lo strumento più importante per la protezione antincendio tra unità abitative adiacenti in file di case a schiera è la parete tagliafuoco. Una parete tagliafuoco, ai sensi del Regolamento edilizio modello, è un elemento costruttivo che delimita uno spazio e che, in caso di incendio, rimane stabile per un periodo di tempo definito, impedisce il passaggio di fuoco e fumo e resiste anche all’impatto di elementi costruttivi in fiamme. Deve estendersi fino all’involucro esterno dell’edificio e non deve presentare aperture non controllate o punti deboli. Per le villette a schiera, i regolamenti edilizi regionali prescrivono di norma che tra le unità abitative debbano essere predisposte pareti tagliafuoco o almeno pareti divisorie con classi di resistenza al fuoco definite.

La distinzione tra parete tagliafuoco e parete divisoria non è solo terminologica, ma anche significativa dal punto di vista costruttivo. Le pareti tagliafuoco soddisfano i requisiti più elevati: di norma devono essere costituite da materiali da costruzione non combustibili, presentare una resistenza al fuoco di almeno 90 minuti ed essere realizzate in modo tale da rimanere stabili anche in caso di cedimento degli elementi costruttivi adiacenti. Le pareti divisorie sono soggette a requisiti meno rigorosi e vengono impiegate laddove la classe dell’edificio o la posizione all’interno dello stesso consentono un livello di protezione inferiore. Per la protezione antincendio del sottotetto di una villetta a schiera è fondamentale che queste pareti siano realizzate in modo completo e senza interruzioni non solo al piano terra e nei piani standard, ma anche nel sottotetto.

La parete divisoria nel sottotetto: realizzazione, materiali ed errori comuni

La mansarda è la zona più critica per la protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera, poiché qui la realizzazione strutturale della parete divisoria tra le unità è la più complessa. La struttura del tetto stessa, ovvero travetti, travi di colmo, travi di imposta e rivestimento del tetto, è solitamente realizzata in legno e quindi infiammabile. La parete divisoria deve attraversare questa struttura o collegarsi ad essa senza lasciare spazi vuoti attraverso i quali possano passare il fuoco o il fumo. Nella pratica, è proprio qui che si verificano le carenze più frequenti.

Per la realizzazione della parete divisoria nel sottotetto si possono prendere in considerazione diversi materiali. La muratura in mattoni pieni o in calcestruzzo cellulare con uno spessore sufficiente soddisfa in modo affidabile i requisiti relativi ai materiali da costruzione non infiammabili e all’elevata resistenza al fuoco, ma è complessa da realizzare nel sottotetto inclinato, poiché il bordo superiore della parete deve seguire la pendenza del tetto e collegarsi senza lasciare spazi vuoti alla copertura o alla struttura del tetto. In alternativa, sono possibili pareti divisorie in pannelli di gesso su struttura metallica, a condizione che i sistemi utilizzati raggiungano in modo comprovabile le classi di resistenza al fuoco richieste. A tal fine devono essere utilizzate costruzioni collaudate a livello di sistema, poiché la classe di resistenza al fuoco si applica sempre all’intero sistema, non ai singoli componenti.

Un errore frequente nelle ristrutturazioni e nei lavori di rifacimento dei tetti consiste nel far arrivare la parete divisoria solo fino al bordo inferiore dell’isolamento del tetto, lasciando aperto lo spazio tra l’isolamento e l’intelaiatura del tetto. Questa fessura, spesso larga solo pochi centimetri, è sufficiente affinché il fuoco e i gas di combustione caldi si diffondano senza ostacoli da un’unità all’altra. Altrettanto problematici sono i passaggi per cavi elettrici, condotti di ventilazione o tubazioni idrauliche che attraversano la parete divisoria senza alcuna compartimentazione. Ogni apertura in una parete tagliafuoco o in una parete divisoria resistente al fuoco deve essere chiusa con sistemi di compartimentazione omologati, la cui classe di resistenza al fuoco corrisponda almeno a quella della parete.

Merita particolare attenzione il collegamento della parete divisoria alla copertura del tetto. La parete deve essere portata ad un’altezza tale da costituire una barriera anche in caso di distruzione della struttura del tetto, oppure deve arrivare fino al rivestimento esterno della copertura. Molti regolamenti edilizi regionali prescrivono che la parete tagliafuoco sporga di almeno 30 centimetri oltre la superficie del tetto, a meno che la copertura del tetto non sia costituita da materiali non combustibili. Questo cosiddetto rialzo della parete tagliafuoco, noto anche come testa della parete tagliafuoco, è un dettaglio costruttivo spesso trascurato nella pratica, ma di notevole importanza dal punto di vista della protezione antincendio.

Copertura del tetto e struttura del tetto: scelta dei materiali dal punto di vista della protezione antincendio

La copertura del tetto costituisce la prima barriera contro la propagazione del fuoco dall’esterno, ad esempio a causa di scintille in caso di incendio in un edificio vicino o di un incendio boschivo nelle vicinanze. Allo stesso tempo, influisce sulla velocità con cui un incendio del tetto si propaga dall’interno verso l’esterno e sul rischio che parti incandescenti cadano sugli edifici adiacenti. Per la protezione antincendio dei tetti delle villette a schiera, le classi dei materiali da costruzione della copertura del tetto rivestono quindi un’importanza fondamentale.

Le classiche tegole in argilla cotta e quelle in calcestruzzo soddisfano senza difficoltà i requisiti previsti per le coperture non combustibili o difficilmente infiammabili e vengono generalmente classificate come coperture rigide nei regolamenti edilizi regionali. Questo termine indica coperture sufficientemente resistenti alle scintille e al calore radiante. Le coperture morbide, come ad esempio i tetti di paglia o alcune scandole di legno, non sono di norma ammesse nelle villette a schiera oppure richiedono misure di protezione particolari. Anche i teli bituminosi e i teli di copertura in materiale sintetico, utilizzati nei tetti piani e in quelli a bassa pendenza, devono essere classificati; molti sistemi soddisfano i requisiti delle coperture rigide, ma non tutti.

La struttura portante del tetto nelle case a schiera è quasi sempre in legno. Il legno è un materiale da costruzione infiammabile che, tuttavia, in caso di incendio presenta un comportamento di combustione prevedibile: forma uno strato carbonioso che protegge il legno sottostante e rallenta la velocità di combustione. Per il dimensionamento delle strutture in legno in caso di incendio è determinante il valore caratteristico di combustione, disciplinato dalla norma DIN EN 1995-1-2 (Eurocodice 5, dimensionamento antincendio). Per quanto riguarda la pratica della protezione antincendio nei tetti delle villette a schiera, ciò significa che la struttura del tetto da sola non costituisce una barriera antincendio sufficiente tra le unità abitative e che tale funzione deve essere assunta dalla parete divisoria.

Sporgenze del tetto e strutture sul tetto

Le sporgenze del tetto rappresentano una sfida particolare. Se la superficie del tetto di una villetta a schiera sporge oltre la parete esterna, tale sporgenza costituisce un potenziale ponte per il fuoco e il calore tra le unità adiacenti. Molti regolamenti edilizi regionali limitano pertanto la lunghezza consentita delle sporgenze del tetto in prossimità del confine di proprietà oppure prescrivono che le sporgenze del tetto in prossimità della parete divisoria siano realizzate con materiali non combustibili o siano rivestite con materiali non combustibili. In presenza di una sporgenza del tetto, la parete divisoria deve estendersi all’interno della sporgenza stessa, al fine di garantire una barriera antincendio continua.

Abbaini, lucernari, aperture di ventilazione e impianti solari sono ulteriori elementi che influenzano la progettazione antincendio. Gli abbaini modificano la geometria della superficie del tetto e, se disposti in prossimità della parete divisoria, possono compromettere l’efficacia della barriera antincendio. Le aperture di ventilazione nel sottotetto, ad esempio per la ventilazione posteriore della copertura del tetto o per la ventilazione della mansarda, devono essere disposte e realizzate in modo tale da non creare vie di propagazione dell’incendio. Per le aperture di ventilazione situate all’interno o in prossimità di pareti tagliafuoco sono generalmente necessarie serrande tagliafuoco o altre barriere antincendio omologate.

Classi di resistenza al fuoco e classi dei materiali da costruzione: classificazione nella pratica

La classe di resistenza al fuoco di un elemento costruttivo descrive per quanto tempo, durante la prova standard di resistenza al fuoco, esso è in grado di mantenere la propria funzione, ovvero la stabilità strutturale, l’isolamento termico o l’impermeabilità al fuoco. Le classi F 30, F 60, F 90 e F 120 indicano la durata minima in minuti. Per le villette a schiera delle classi edilizie 1 e 2, di norma sono richieste classi di resistenza al fuoco F 30 o F 60 per gli elementi costruttivi di separazione degli ambienti; per la classe edilizia 3 possono valere requisiti più elevati. I requisiti precisi derivano dal rispettivo regolamento edilizio regionale in combinato disposto con il piano di protezione antincendio.

Le classi dei materiali da costruzione secondo la norma DIN 4102 distinguono tra materiali non combustibili (A1 e A2), materiali difficilmente infiammabili (B1) e materiali normalmente infiammabili (B2). I materiali da costruzione facilmente infiammabili (B3) non sono in linea di principio ammessi nell’edilizia. Il sistema di classificazione europeo secondo la norma DIN EN 13501 utilizza le classi A1, A2, B, C, D, E e F, dove A1 indica la prestazione più elevata e F quella più bassa. Per la protezione antincendio del tetto delle villette a schiera sono richiesti materiali da costruzione non combustibili o difficilmente infiammabili per tutti gli elementi costruttivi che fanno parte della barriera antincendio tra le unità abitative.

In questo contesto, i materiali isolanti meritano particolare attenzione. La lana minerale di vetro o di roccia è incombustibile ed è adatta a tutti gli ambiti in cui vigono requisiti di protezione antincendio. I materiali isolanti organici come il polistirolo (EPS, XPS) o il poliuretano (PUR) sono infiammabili e possono essere utilizzati in aree soggette a requisiti di protezione antincendio solo se adeguatamente protetti da rivestimenti non infiammabili o se si tratta di sistemi costruttivi certificati. I materiali isolanti in fibra di legno e altri materiali isolanti naturali presentano notevoli differenze nella loro classificazione antincendio; in questo caso è indispensabile un’attenta verifica della documentazione del prodotto.

Piano antincendio per villette a schiera: elaborazione, verifica e applicazione pratica

Per le villette a schiera delle classi edilizie 1 e 2, nella maggior parte dei Länder non è richiesto un piano antincendio formale come documento a sé stante; i requisiti derivano direttamente dal regolamento edilizio regionale e vengono verificati nell’ambito della procedura di concessione edilizia. Per la classe edilizia 3 o in caso di deroghe ai requisiti normativi, può essere necessario un piano di protezione antincendio, che deve essere redatto da un progettista qualificato in materia di protezione antincendio o da un perito. Indipendentemente dall’obbligo formale, è opportuno documentare sistematicamente la progettazione antincendio, al fine di poter dimostrare, in caso di successive ristrutturazioni o risanamenti, che i requisiti sono stati soddisfatti.

Nella pratica si riscontra che le carenze in materia di protezione antincendio nel tetto delle villette a schiera insorgono spesso in occasione di lavori di ampliamento del sottotetto, quando i locali esistenti sotto il tetto vengono trasformati in superficie abitabile. In tali occasioni, spesso vengono modificate le pareti divisorie, create aperture per scale o impianti e installati materiali isolanti senza tenere sistematicamente conto dei requisiti di protezione antincendio. I progettisti specializzati raccomandano pertanto di effettuare, prima di ogni intervento di ampliamento del sottotetto, un inventario delle misure antincendio esistenti e di concordare le modifiche previste con l’autorità edilizia competente.

Di norma, le autorità di vigilanza edilizia sono competenti per il collaudo e la verifica delle misure antincendio sul tetto. In caso di costruzioni più complesse o di scostamenti dai dettagli normativi, è possibile ricorrere a periti specializzati nella prevenzione antincendio. Questi esperti verificano non solo la progettazione, ma anche l’esecuzione in cantiere, il che è di notevole importanza per garantire la qualità delle misure antincendio che, una volta completati i lavori, non saranno più accessibili.

Ristrutturazione e sopraelevazione del tetto: errori tipici e come evitarli

Nella ristrutturazione dei tetti delle villette a schiera si verificano sempre gli stessi errori. Il punto debole più frequente è la realizzazione incompleta della parete divisoria nel sottotetto. Spesso la parete divisoria esistente, realizzata in muratura delle pareti esterne, viene estesa fino al sottotetto, ma termina al di sotto della copertura, lasciando così uno spazio aperto tra la sommità della parete e il rivestimento del tetto. Questa fessura è inaccettabile dal punto di vista della sicurezza antincendio e deve essere accuratamente chiusa con materiali non combustibili, come la lana minerale abbinata a un rivestimento non combustibile.

Un altro errore frequente riguarda i passaggi attraverso la parete divisoria. Cavi elettrici, condotti di ventilazione e tubazioni idrauliche vengono spesso fatti passare attraverso la parete divisoria senza alcuna protezione antincendio. Per ogni attraversamento di questo tipo deve essere utilizzato un sistema di compartimentazione omologato, la cui classe di resistenza al fuoco corrisponda almeno a quella della parete divisoria. La documentazione relativa a tali compartimentazioni, compresi i numeri di omologazione dei prodotti utilizzati, dovrebbe far parte del fascicolo di costruzione.

Nella scelta dei materiali isolanti per la ristrutturazione del sottotetto, la protezione antincendio viene spesso trascurata a favore dell’economicità o del coefficiente di isolamento termico. I materiali isolanti organici con un elevato coefficiente di isolamento termico sono allettanti, ma richiedono misure di protezione aggiuntive in caso di requisiti antincendio, che possono rapidamente annullare i vantaggi in termini di costi. Un coordinamento tempestivo tra isolamento termico e protezione antincendio nella fase di progettazione evita costose modifiche successive.

Protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera nel contesto della protezione integrata dell’edificio

La protezione antincendio del tetto di una villetta a schiera non è una disciplina a sé stante, ma parte di un concetto di sicurezza globale che combina la protezione antincendio strutturale, quella impiantistica e le misure organizzative. I rilevatori di fumo, obbligatori in tutti i Länder per gli edifici residenziali, integrano le misure strutturali avvisando tempestivamente gli occupanti. Tuttavia, non sostituiscono le barriere antincendio strutturali, ma ne presuppongono la presenza.

La qualità della protezione antincendio sul tetto delle villette a schiera dipende in modo determinante dal fatto che tutte le parti coinvolte – architetti, progettisti strutturali, tecnici edili e artigiani esecutori – conoscano i requisiti e li attuino in modo coerente. La protezione antincendio è un compito collettivo, in cui una singola lacuna può compromettere l’efficacia dell’intero progetto. Chi progetta o ristruttura una villetta a schiera dovrebbe quindi considerare la protezione antincendio del tetto fin dall’inizio come parte integrante della progettazione, non come un requisito imposto a posteriori dall’autorità edilizia.

In definitiva, una protezione antincendio ben progettata e accuratamente realizzata sul tetto di una villetta a schiera non solo protegge il proprio edificio, ma anche i vicini. Questa dimensione di vicinato della protezione antincendio è insita nella struttura stessa della villetta a schiera: la parete divisoria tra le unità abitative è letteralmente una linea di protezione comune, la cui efficacia dipende dalla cura di tutti coloro che sono coinvolti nella sua progettazione e realizzazione. Chi prende sul serio questa responsabilità non solo agisce nel rispetto delle norme, ma anche, nel senso migliore del termine, in uno spirito di buon vicinato.

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“Zoom su van Eyck” a Berlino

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Facing Van Eyck. The Miracle of Detail, Centro delle Belle Arti Bozar di Bruxelles, 2020, foto: Philippe De Gobert
Facing Van Eyck. The Miracle of Detail, Centro delle Belle Arti Bozar di Bruxelles, 2020, foto: Philippe De Gobert

Da vicino: a Berlino è stata inaugurata la mostra “Zoom su van Eyck”. La mostra speciale della Gemäldegalerie – Musei Statali di Berlino permette di immergersi nei minimi dettagli dei capolavori di Jan van Eyck (fino al 3 marzo 2024). Inoltre, la mostra presenta opere originali di van Eyck provenienti dalle collezioni del museo e mette in luce le analisi tecniche e il restauro di dipinti selezionati

Non è esagerato definire la mostra «Zoom su van Eyck» un evento davvero speciale. E ciò non dipende da una sola delle sue tre sezioni, ma da tutte e tre. La prima raccoglie i nove dipinti berlinesi di Jan van Eyck (1399-1441): tre di sua mano e sei provenienti dalla sua bottega o dai suoi diretti successori. La seconda sezione è dedicata al restauro di due dipinti di Jan van Eyck provenienti dalla Gemäldegalerie di Berlino: il «Ritratto di Baudouin de Lannoy» e il «Ritratto degli Arnolfini». La terza sezione, infine, avvicina i visitatori ai dipinti a tal punto da consentire loro di vedere ogni singolo capello e ogni piega dipinta, ogni cicatrice e ogni perla, ingranditi molte volte.

Per l’installazione su Zoom sono stati fotografati tutti i 20 dipinti autografi di Jan van Eyck e 13 opere del suo entourage diretto

Per questa installazione Zoom sono stati fotografati tutti i 20 dipinti autografi dell’artista olandese e 13 opere del suo entourage diretto. Le immagini sono state realizzate tra il 2014 e il 2020 nel corso di un viaggio intorno al mondo lungo 25.000 chilometri intrapreso da scienziati e fotografi del Royal Institute for Cultural Heritage (KIK-IRPA) di Bruxelles, che hanno sempre lavorato con la stessa attrezzatura, illuminazione e tecnica di ripresa davanti ai dipinti. Questo approccio standardizzato è stato originariamente sviluppato dall’Istituto Reale per documentare il restauro dell’Altare di Gand.

I dettagli dei dipinti di van Eyck sono ora visibili su tele di quattro metri a Berlino

Ne è valsa la pena: ammirare i dettagli dei dipinti di van Eyck su schermi di quattro metri è «puro piacere», come afferma Bart Fransen del Royal Institute di Bruxelles. Ha perfettamente ragione, poiché le proiezioni sono brillanti e lo zoom è un viaggio alla scoperta di dettagli mai visti prima. È solo la seconda volta che il progetto viene presentato. Nel 2020/21 era stato esposto a Bruxelles, ma senza gli originali. Questi ultimi possono essere osservati dai visitatori nella pinacoteca da una distanza leggermente maggiore rispetto a quanto sia normalmente possibile. La restauratrice e co-curatrice Sandra Stelzig ha infatti avuto l’idea di mettere a disposizione dei visitatori delle lenti di ingrandimento con cui poter osservare gli originali.

2020 Urban Design Award: annunciati i vincitori

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Venerdì scorso si è svolta in diretta streaming la cerimonia di consegna del Premio tedesco di progettazione urbana 2020. Sono stati premiati, tra gli altri, il progetto „Waller Sand“ di A24 Landschaft e il „quartiere urbano Neckarbogen“ di Heilbronn. Il primo premio è andato a Berlino. Potete leggere il progetto qui.

Ogni (due) anni, l’Accademia tedesca per la pianificazione urbana e regionale (DASL) e la Fondazione Wüstenrot assegnano il Premio tedesco di progettazione urbana. I vincitori dei concorsi hanno ricevuto il premio venerdì scorso, 23 aprile 2021, in diretta streaming. Circa 800 spettatori hanno assistito alla trasmissione dall’Akademie der Künste di Berlino.

Nel suo discorso di benvenuto, Anne Katrin Bohle, Segretario di Stato presso il Ministero federale degli Interni, dell’Edilizia e della Comunità, ha sottolineato l’importanza che il vincitore del Premio di progettazione urbana, „cioè un singolo edificio o un insieme di edifici, faccia parte di strategie di sviluppo urbano innovative e integrate, perché la progettazione di alta qualità dell’ambiente costruito è un elemento decisivo per la qualità della vita nelle nostre città e comunità“. Baukultur non è solo sinonimo di risultato, cioè di un edificio esteticamente valido, ma comprende anche l’intero processo complesso, dalla partecipazione e co-determinazione alla pianificazione, alla costruzione, all’utilizzo e alla manutenzione.“

Il quartiere berlinese dell’ex mercato all’ingrosso dei fiori soddisfa questo criterio – e numerosi altri requisiti – in modo eccellente. Il progetto è stato premiato con il German Urban Design Award 2020 dalla giuria, presieduta dalla prof.ssa Christina Simon-Philipp, che ha spiegato la decisione come segue „Il quartiere dell’ex mercato all’ingrosso dei fiori a Berlino Kreuzberg è esemplare per una riqualificazione urbana co-creativa che si concentra sul vivere e lavorare insieme e persegue strategie di sviluppo sostenibile a lungo termine nel quartiere. Il progetto stabilisce orientamenti e standard per uno sviluppo urbano orientato al sociale e sostenuto da un’ampia gamma di soggetti interessati ed è particolarmente esemplare in termini di Premio tedesco per lo sviluppo urbano“.

Prima della caduta del Muro di Berlino, l’area dell’ex mercato all’ingrosso dei fiori si trovava alla periferia della città ed era considerata un quartiere problematico. Un primo impulso era già stato dato nell’ambito dell’IBA 1987 e nel 2009 l’ufficio di pianificazione berlinese bbzl böhm benfer zahiri landschaften städtebau ha elaborato un concetto di sviluppo urbano per il Museo Ebraico, che voleva espandere la grande area centrale dismessa. Al centro dell’area si trova l’ex mercato all’ingrosso dei fiori, riconvertito in Accademia Ebraica e circondato da piazze pubbliche e spazi verdi. L’obiettivo del progetto era quello di creare un quartiere che portasse un valore aggiunto urbano e sociale a Südliche Friedrichstadt. I proprietari degli edifici sono distribuiti su più soggetti, in gran parte costituiti da gruppi edilizi e caratterizzati da cooperative, aspetti sociali e culturali.

Nel 2012 sono stati assegnati tre grandi lotti edificabili, completati nel 2019. Su questi lotti sono state create architetture forti e individuali che caratterizzano il quartiere, tra cui il nuovo edificio taz, il progetto Frizz 23 e la Metropolenhaus. Le destinazioni d’uso delle architetture spaziano da appartamenti, studi e laboratori, spazi commerciali, spazi di co-working, spazi per eventi, laboratori e sale per seminari a tetti verdi accessibili e ristoranti.

Il quartiere dell’ex mercato all’ingrosso dei fiori si è rivelato un progetto complesso che si è distinto grazie alla sua gestione intelligente e all’impegno dei partecipanti. L’obiettivo di sviluppare la città in modo cooperativo e co-creativo è stato raggiunto dai partecipanti, con un concetto che dà alla zona, a lungo trascurata, lo slancio per una svolta positiva e sociale.

Il verdetto della giuria si conclude con le seguenti parole: „La responsabilità urbana e il rinnovamento urbano si combinano con l’eccellenza: la diversità urbana, la partecipazione della comunità, le aree attive al piano terra e un mix altamente diversificato di sponsor e utenti sono alla base di uno sviluppo del quartiere vivace, orientato al sociale, alla cultura e al non profit. Il progetto stabilisce quindi un orientamento e degli standard per uno sviluppo urbano orientato al sociale e sostenuto da un’ampia gamma di soggetti interessati ed è particolarmente esemplare per quanto riguarda il Premio tedesco per lo sviluppo urbano.“

Ulteriori informazioni sul progetto e sui progettisti e sviluppatori sono disponibili qui.

La giuria, presieduta dalla prof.ssa Christina Simon-Philipp, ha selezionato un vincitore tra 81 progetti presentati, oltre a quattro premi e cinque encomi. Oltre al German Urban Design Award 2020, è stato annunciato anche un premio speciale sul tema „Urban Design Revisited: Prizes – Practice – Perspectives“. Per questa categoria sono pervenute 58 candidature, tra le quali la giuria ha selezionato un vincitore del premio, oltre a due premi e due encomi. La giuria ha notato che tutti i lavori presentati erano caratterizzati da una qualità estremamente elevata.

L’obiettivo del German Urban Design Award è quello di promuovere una cultura della pianificazione e della progettazione urbana orientata al futuro. Come ha sottolineato la Presidente del DASL, Prof. Dr. Elisabeth Merk, nel suo discorso alla cerimonia di premiazione, il Premio per lo Sviluppo Urbano ha lo scopo di „sostenere lo sviluppo urbano sostenibile e incoraggiare così gli altri a difendere la qualità“. Il Premio per lo sviluppo urbano premia i progetti che apportano contributi sostenibili e innovativi alla cultura dello sviluppo urbano e allo sviluppo territoriale in contesti sia urbani che rurali. Tra le altre cose, questi progetti devono essere caratterizzati dall’adattamento agli stili di vita contemporanei, dall’approccio alle sfide della progettazione degli spazi pubblici e dall’uso attento delle risorse.

Il Premio tedesco per lo sviluppo urbano è dotato di un totale di 25.000 euro. I 25.000 euro di premio sono suddivisi tra i vari premi e riconoscimenti. Il premio per lo sviluppo urbano è dotato di 15.000 euro, il premio speciale di 5.000 euro. I premi ricevono ciascuno 1.000 euro. Gli encomi non ricevono alcuna onorificenza in denaro.

Premio per lo sviluppo urbano 2020: tutti i premi

Premio tedesco di progettazione urbana 2020

Vincitori del premio

Premi ed encomi

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Premio speciale 2020 „Sviluppo urbano rivisitato: premi – pratica – prospettive“

Vincitori del premio

Premi e riconoscimenti

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A proposito di città: scoprite la nostra serie in tre parti „Cities for Tomorrow 2021„.

Gelato a Madrid: Brando di Solar e Marta Jarabo

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Con "Brando", Büro Solar ha creato una gelateria riconoscibile a Madrid. Foto © Miguel de Guzmán e Rocío Romero

Con "Brando", Büro Solar ha creato una gelateria riconoscibile a Madrid. Foto: Miguel de Guzmán, Rocío Romero

Al „Brando“ di Madrid si può gustare il gelato in un’atmosfera riconoscibile. La gelateria, progettata da Büro Solar in collaborazione con Marta Jarabo, attira l’attenzione con il suo elettrizzante colore blu. Tuttavia, il fulcro del negozio brilla di un altro colore.

Gelateria di Madrid in blu elettrizzante

Se si cammina per le strade del centro storico di Madrid, si trova un eccentrico tocco di colore tra le vecchie case con pietra naturale e toni naturali smorzati. Il blu elettrizzante della vetrina e del telaio della porta attira l’attenzione. All’interno si trova la gelateria Brando, il cui blu vibrante e totalizzante la rende ideale per le foto.

L’intero spazio di Brando è diviso da tre soli elementi orizzontali, tutti paralleli tra loro: il piano di lavoro, il bancone e la zona di seduta. Il bancone è rivestito di schiuma plastica grigia. Questo non solo riflette le grandi pietre grigie delle pareti dell’edificio, ma dà anche consistenza all’ambiente. Il bancone, il bar e il piano di lavoro trovano posto qui grazie all’uso flessibile dello spazio. Allo stesso tempo, i colori vivaci del gelato sono messi in risalto dal grigio sobrio. Di fronte al bancone si trovano i posti a sedere per i clienti. I posti a sedere per i clienti si trovano di fronte al bancone e sono incastonati nelle nicchie della finestra. Qui il gelato può essere gustato in tutta tranquillità, naturalmente su tavoli di colore blu.

Brando: una gelateria a Madrid con valore di riconoscimento

Grazie alla creatività e a un concetto di colore audace, sono stati soddisfatti tutti e tre i requisiti. Grazie all’assenza di grandi lavori di demolizione, la realizzazione è stata completata in tempi rapidi e con un risparmio di risorse. Soprattutto, però, il colore blu elettrizzante di Brando ha un valore di riconoscimento che genera attenzione.

Il nome della gelateria è scritto in bianco sulla facciata, sopra ogni finestra e sopra la porta, sulla cornice blu: Brando. Le finestre incorniciano anche la vista sul particolare interno con il grande sole giallo, riconoscibile da lontano. Soprattutto in tempi di app per la condivisione di foto e di social media, un concetto creativo con un’espressione estetica può contribuire a creare un’immagine riconoscibile.

Interessante anche: una speciale capanna in legno nella Val Trebbia invita a ritirarsi nella campagna italiana. Per saperne di più su „L’Eremo“.

Il blu come elemento unificante

Pareti, pavimenti e soffitti sono tutti dipinti nella stessa tonalità di blu. Anche una colonna in filigrana risplende di blu e si fonde con l’immagine complessiva. Invece di frammentare la stanza, Büro Solar, in collaborazione con Marta Jarabo, ha creato il contrario. Tutto sembra essere stato colato da un unico stampo.

Il concetto si basa su tre requisiti: primo, un budget limitato. In secondo luogo, un’immagine con valore di riconoscimento. Infine, la rapidità di realizzazione.

Parametri come questi rappresentano una sfida. Ma Solar e Marta Jarbabo li hanno presi come punto di partenza e hanno progettato un paesaggio artificiale sui quasi 100 metri quadrati di negozio di Brando. Nel farlo, sfruttano le proprietà dei colori e usano il blu per sfumare la percezione delle dimensioni.

In questo progetto, necessità economiche e obiettivi ecologici si fondono. Nei locali commerciali si sono evitate le demolizioni per organizzare lo spazio. In questo modo è stato possibile ridurre gli sprechi attraverso la rimodellazione. Di conseguenza, le trame e i diversi strati dell’edificio rimangono visibili. La vernice blu li collega e li unifica. Ciò consente all’occhio di percepire lo spazio come un tutt’uno, permettendo allo sguardo di spaziare sulle varie superfici, dai mattoni alle colonne metalliche delicatamente decorate.

La lampada circolare porta il sole spagnolo all’interno

Nonostante il colore blu, il pezzo forte della gelateria Brando è la lampada circolare giallo sole che adorna la parete dietro il bancone. È realizzata in tessuto teso e attira l’attenzione anche dall’esterno. Naturalmente, è anche un eccellente motivo fotografico. L’interazione tra colore e percezione spaziale raggiunge qui il suo apice. L’aspetto del consumo si combina con un’esperienza atmosferica in questo elemento. Secondo Brando, l’obiettivo dichiarato era quello di indagare il rapporto tra la percezione visiva e la fenomenologia del colore per aggiungere una nuova dimensione all’esperienza dello shopping.

La lampada solare cambia colore nel corso della giornata, creando percezioni sensoriali sempre nuove e diverse. A ben guardare, infatti, la stanza blu non è solo blu: il colore passa dall’azzurro chiaro al blu più scuro a seconda dell’incidenza di luci e ombre. La luce gialla della lampada solare gioca anche con i diversi materiali delle superfici blu. Ad esempio, la colonna di metallo si illumina di un colore rosso sera quando è illuminata dalla lampada circolare.

„È importante trovare l’equilibrio tra sfida, incoraggiamento e apprezzamento“.

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Sylke Lambert è un maestro della scultura in pietra

Sylke Lambert è un maestro della scultura in pietra

Sylke Lambert, maestro scalpellino e scultore della pietra, economista aziendale HwO e capo della corporazione degli scalpellini di Ulm, parla di leadership apprezzativa in un’intervista a STEIN.

STEIN: Come viene praticato il tema della riconoscenza nella sua azienda, con i dipendenti, i clienti e i fornitori?

Sylke Lambert: Per me l’apprezzamento è una pietra miliare della convivenza. Dovrebbe essere indipendente da istruzione, status, posizione sociale o posizione in azienda. Apprezzamento significa interazione reciproca e rispettosa all’altezza degli occhi. Richiede un pensiero e un comportamento empatici. Esprimere lodi e/o ringraziamenti è in realtà una piccola cosa che di solito ha un grande impatto (positivo)! Per promuovere un’interazione rispettosa tra i dipendenti, è necessario esemplificare questo comportamento. Dovete far capire che non dovete necessariamente apprezzare qualcuno per trattarlo con apprezzamento e rispetto.

STEIN: Come gestisce i suoi dipendenti?

Sylke Lambert: È importante trovare l’equilibrio tra sfida, incoraggiamento e apprezzamento. Questo equilibrio è la vera arte, perché ogni dipendente ha bisogno di un mix diverso. La soglia tra l’incoraggiamento e le richieste eccessive dovute a false pressioni è diversa per tutti. L’apprezzamento può anche aumentare l’ambizione o la diligenza di una persona. Tuttavia, ci sono anche dipendenti che fraintendono l’apprezzamento e interpretano male gli elogi, credendo di avere più libertà o vantaggi degli altri.

STEIN: Come pratica l’apprezzamento nella sua funzione di imprenditore?

Sylke Lambert: Cercando di essere empatica e attenta e mettendomi nei panni della persona con cui ho a che fare. Questo a volte è faticoso e le „donne“ devono stare attente a non dimenticare se stesse in questo processo. L’apprezzamento richiede uno sforzo particolare nei conflitti, soprattutto quando ci si sente attaccati e non si riceve l’apprezzamento che ci si aspettava dalla situazione. Questo richiede autodisciplina.

Leggi l’intervista completa su STEIN 2/2021.

Ce ne sono molti in questo momento: siti di caserme dismesse, aree ferroviarie in disuso e strutture portuali – a volte aree enormi che aspettano di liberarsi del loro precedente ruolo urbano per passare a uno nuovo. Molte città associano il cambio di funzione di queste aree, spesso centrali, e la loro riconversione con la speranza di nuovi quartieri vivaci che facciano meglio dei complessi residenziali che vengono costruiti dal suolo nelle metropoli in rapida crescita. La riconversione è il tema centrale del nuovo Garten + Landschaft.

La città di conversione è una città del futuro
Sono ovunque, sono alla moda e offrono la possibilità di qualcosa di straordinario: i siti di riconversione. Gli ex siti militari e industriali, gli aeroporti o i porti sono spesso situati in zone centrali della città, sono ben sviluppati, verdi e con edifici storici. Tuttavia, sono contaminati e quindi rappresentano una sfida per ogni progettista. Soprattutto se l’intero quartiere deve beneficiare del loro sviluppo. Non tutte le città sono all’altezza di questo compito.


Basta lasciare che si riempia

Berlino e i suoi aeroporti: un argomento notoriamente difficile. Tegel è attualmente al centro della discussione: con l’apertura del BER, si renderà disponibile un’enorme area di conversione sul vecchio sito del TXL. Ci sono già dei progetti per l’utilizzo del sito. Ma cosa possiamo aspettarci da essi? Una discussione critica.


Ripulito dalla polvere

Basilea è rinomata a livello internazionale per la sua scena artistica e culturale. Tuttavia, questa non si svolge solo al Vitra Design Museum, alla Fondation Beyerle o ad ART Basel, ma anche per strada. Lo sviluppo urbano locale sta attualmente mostrando come gli eventi temporanei stiano creando un nuovo centro culturale sul sito di riconversione del porto di Basilea.


Giocare con il tempo

La riconversione è il grande tema di Mannheim: cinque milioni di metri quadrati di ex terreni militari statunitensi vengono trasformati in aree urbane civili in cui si mescolano abitazioni, cultura e commercio. Yalla Yalla! – Studio for Change dimostra che il cambiamento può anche avere un aspetto diverso, più spontaneo, informale e innovativo che in molti altri luoghi. Il giovane studio di progettazione di Mannheim utilizza architetture temporanee, usi provvisori e interventi urbani per visualizzare le opportunità di cambiamento su piccola scala e fornire impulsi e opzioni per gli spazi pubblici.


Molte novità a ovest

Augsburg ha corso un rischio con la riconversione delle ex caserme nella parte occidentale della città e ha guadagnato molto: un parco di circa 60 ettari, che ora apre a tutti i cittadini le aree militari a lungo inaccessibili.


Berlino pensa al futuro

I cambiamenti sociali stanno creando la necessità di nuovi spazi abitativi, ma allo stesso tempo c’è anche un potenziale per la conversione delle aree interne della città. A Berlino, un piano di sviluppo cimiteriale sta mostrando come i cimiteri non più necessari possano essere utilizzati in modo diverso.

Domanda: Che cos’è una buona formazione continua?

Pratica: Gioco incluso

Riferimento: Isole verdi nel cemento

Soluzioni: Rinverdimento degli spazi pubblici, vivai, tetti verdi, protezione degli alberi, irrigazione

Asse visivo: Chi merita il Premio Pritzker?

Ecco il nuovo Garten + Landschaft!

Conferenza Urban Tech Forward 2022

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Urban Tech Forward 2022 Copyright: Futurae Media

Urban Tech Forward 2022, foto: Futurae Media

Abbiamo bisogno di città migliori – Urban Tech Forward è un evento ibrido che discute di soluzioni tecniche per la sostenibilità urbana. Scoprite qui tutto quello che c’è da sapere sulla fiera.

La conferenza Urban Tech

Dal 27 al 28 settembre 2022 si è svolta a Varsavia la conferenza Urban Tech Forward. Organizzata da Futurae Media, questa conferenza ibrida ha ruotato intorno al tema „Ripensare le città“. Aziende di tutto il mondo erano presenti alla fiera per presentare le loro idee per uno sviluppo urbano più efficiente, sicuro e sostenibile.

Entro il 2050, due persone su tre vivranno in città. Secondo gli organizzatori, è quindi importante presentare le innovazioni del settore e consentire una trasformazione tecnologica urbana. La conferenza si è concentrata su efficienza, resilienza e tecnologia e ha riunito innovatori, investitori, promotori immobiliari, politici e imprenditori.

Questi i temi principali, ognuno dei quali ha avuto un proprio palco:

  • Tecnologia delle costruzioni
  • Tecnologie per il settore immobiliare e la proprietà
  • Edifici intelligenti e IoT
  • Infrastrutture e IoT industriale
  • Rifiuti e acqua
  • Efficienza energetica
  • Mobilità urbana

Relatori come Virginijus Sinkevicius della Commissione Europea, Laura Fox di Citi Bike e Stonly Blue di Third Sphere hanno condiviso la loro visione ed esperienza con oltre 1.000 partecipanti. La fiera si è svolta presso il Centro Praga Koneser di Varsavia. I partecipanti locali hanno avuto l’opportunità di visitare l’esposizione di start-up e aziende e di partecipare a tour della città.

Le città dopo la pandemia

Uno degli eventi più seguiti della Smart City Conference è stata la presentazione „Definire le città dopo la pandemia. In che modo il COVID-19 cambia il modo di fare pianificazione e sviluppo urbano?“. Esperti dell’Università di Stanford, di Culture Cascade Today e di Spatial Experience hanno discusso di come la pandemia abbia cambiato le nostre città.

I relatori hanno concordato sul fatto che la società si è spostata all’esterno con la pandemia. Poiché il tasso di trasmissione del virus è significativamente più basso all’aria aperta, questa è stata la logica conseguenza per molte persone. Di conseguenza, gli spazi pubblici e i parchi hanno ricevuto una maggiore attenzione.

Dal punto di vista delle start-up e delle aziende che offrono servizi urbani, il quartiere è diventato molto più importante. Per quanto riguarda la città dei 15 minuti, la pandemia ha portato a una comprensione molto più chiara di quanto siano eterogenei e diversificati i quartieri delle città. Questo vale sia per la pianificazione dei trasporti che per le applicazioni che combattono l’isolamento sociale.

„Cerchiamo di reingegnerizzare e ristabilire i processi e di abbracciare il benessere. Ora non guardiamo solo ai quartieri, ma anche al livello individuale e a ciò che accade all’interno di ogni edificio“, ha spiegato Bart Sasim, fondatore e direttore di Spatial Experience. „Dopo la pandemia, ci stiamo riscoprendo tutti cittadini di una città“, ha aggiunto.

Concorso Urban Tech Challengers

Una parte importante della conferenza Urban Tech Forward è stata la cerimonia di premiazione nell’ambito del concorso Urban Tech Challengers. Questo premio premia la start-up più innovativa che sta aprendo la strada alle città del futuro. Si tratta di soluzioni dirompenti che migliorano la vita nelle città. Al concorso hanno partecipato oltre 400 start-up diverse. La condizione era che fossero attive in una delle aree tematiche della conferenza.

Alla conferenza erano presenti 70 finalisti. Tra queste, la giuria ha selezionato una finalista per ogni area tematica. Alla fine, il premio è stato assegnato alla start-up tedesca Blickfeld di Monaco. Blickfeld sviluppa la tecnologia LiDAR per veicoli autonomi e applicazioni IoT. LiDAR si riferisce a una forma di scansione laser tridimensionale. Al posto delle onde radio, come nel caso dei radar, vengono utilizzati i raggi laser.

La start-up è attiva a Monaco dal 2017. Offre sia hardware che software. Si tratta di sensori compatti che registrano punti di dati che vengono poi elaborati in nuvole di punti 3D tramite il software. Questo produce risultati orientati all’azione che possono essere utilizzati, tra l’altro, per le tecnologie delle smart city.

Informazioni su Futurae Media

Futurae Media è un’organizzazione con sede nel Regno Unito che mira a trovare soluzioni sostenibili alle grandi sfide del nostro tempo. Oltre alla conferenza Urban Tech Forward, l’azienda organizza molti altri eventi correlati. Le fiere sono sempre all’insegna dell’innovazione e dell’inclusione. L’azienda mira inoltre a riunire le principali parti interessate e ad avviare un dialogo nuovo e orientato all’azione.

Temi come l’energia, la mobilità, l’alimentazione e l’agricoltura, la sanità digitale, i trasporti e la logistica, nonché la tecnologia urbana e le città intelligenti sono in prima linea. Tutte le fiere di Futurae Media invitano il settore privato a collaborare con start-up, organizzazioni non governative e politici. Per l’azienda è particolarmente importante trovare finanziamenti privati per idee innovative e leader di pensiero. L’Hybrid Food Tech Congress dell’azienda si terrà alla fine di ottobre 2022. Varsavia sarà ancora una volta la città ospitante.

A proposito: per saperne di più su Smart City e trasporto urbano, cliccate qui.

Cucina rustica da hacienda nello Yucatán

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Una cucina rustica e pittoresca è stata progettata da Muñoz Arquitectos in una hacienda ristrutturata nello Yucatán, in Messico, e colpisce per il suo fascino unico. La cucina affascina per l’uso di materiali naturali come il legno e la pietra, che si armonizzano perfettamente con le calde tonalità della terra dell’ambiente circostante. Il legno robusto della porta, degli armadi e degli scaffali e gli elementi in pietra delle pareti conferiscono all’ambiente un’autentica atmosfera rurale.

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Traco fornisce la dolomite di Limes per Petersberg a Erfurt

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La Buga si rinnova: i sentieri della cittadella sono pavimentati con pietra calcarea proveniente dalla Baviera. Traco sta trasformando circa 1000 metri cubi di blocchi grezzi in lastre per pavimenti e pavimentazioni.

Traco trasforma circa 1000 metri cubi di blocchi grezzi di dolomite di Limes in lastre per pavimenti e pavimentazioni. Foto: Comune di Erfurt

Il Petersberg sarà riqualificato e completamente ristrutturato nell’ambito del Buga „per diventare la corona della città“. Foto: Pixabay/C00

Il Petersberg di Erfurt verrà completamente ridisegnato per Buga 2021. Secondo il consiglio comunale, pur essendo uno dei luoghi più visitati, è „suscettibile di sviluppo“ come destinazione turistica e luogo di svago per i residenti. La città vuole quindi utilizzare i finanziamenti per Buga 2021 per riqualificare il sito, rendendolo la „corona della città“, privo di barriere e diversificato. Traco Natursteinwerke si è aggiudicata il contratto per la pavimentazione di questo progetto.

Fornirà: dolomite di Limes grigio-beige come lastre per pavimenti e pavimentazioni, di spessore compreso tra 20 e 25 centimetri, irruvidite sul lato inferiore. L’azienda ha ripreso a estrarre la pietra naturale dal 2015, nella valle Anlautertal nel distretto di Eichstätt in Baviera. La dolomia di Limes deve il suo nome al muro di fortificazione romano che corre proprio dietro la cava. Questa roccia carbonatica si è formata 140 milioni di anni fa e, secondo Traco, è il calcare più robusto che si possa trovare in Germania. L’elevato contenuto di magnesio e calcio la rende resistente al sale antigelo e agli agenti atmosferici. La sua struttura è leggermente porosa e quindi antiscivolo, il che la rende ideale per l’uso esterno.

Abbinare la sostanza storica

Il processo di estrazione è piuttosto complesso a causa della sua elevata resistenza. Cinque dipendenti estraggono la dolomia di Limes utilizzando macchinari pesanti: tagliano interi blocchi dal massiccio calcareo con seghe diagonali. Sascha Döll, responsabile del dipartimento di giardinaggio di Erfurt, afferma che la pietra calcarea è „elegante da vedere e si adatta perfettamente agli edifici storici del Petersberg“. In passato, infatti, la pietra calcarea è stata posata intorno alla chiesa di San Pietro: la città si è assicurata le relative pietre per la pavimentazione all’inizio dei lavori di ingegneria civile. Sono state riutilizzate, ma non sono sufficienti per tutti i sentieri.

Pietre di pavimentazione piccole per i sentieri, grandi per le piazze

Le aree dell’altopiano saranno pavimentate a partire dalla primavera. Aree campione con diverse legature e larghezze dei giunti servono da guida per i progettisti e i posatori. „Utilizzeremo le pietre più grandi per le piazze davanti alla chiesa e alla vetreria. Quelle più piccole sono destinate ai sentieri. In questo modo, lo spazio disponibile si riflette nella pavimentazione“, spiega Döll. In un video di tre minuti, la città di Erfurt offre una panoramica della produzione di Traco.

Pulizia della facciata della chiesa di San Pietro

Anche la chiesa di San Pietro è in fase di restauro per Buga. La Fondazione Palazzi e Giardini della Turingia mette a disposizione cinque milioni di euro. La chiesa ha una storia travagliata: nel 1813, durante le guerre di liberazione, fu prima incendiata e poi trasformata in un deposito di rifornimenti dalle truppe prussiane. I militari demolirono i resti delle torri della chiesa e aggiunsero all’edificio tre piani di stoccaggio. Il restauro si concentra soprattutto sulla facciata. Questa è già stata pulita e conservata. L’obiettivo del lavoro di conservazione era „un trattamento conservativo dell’edificio esistente“. All’interno, il pavimento del magazzino prussiano in legno sarà parzialmente aperto e i rivestimenti saranno rinnovati.

Dolomite di Limes: resistente al sale antighiaccio e agli agenti atmosferici, antiscivolo, a pori aperti

La Buga si rinnova: i sentieri della cittadella sono pavimentati con pietra calcarea proveniente dalla Baviera. Traco sta trasformando circa 1000 metri cubi di blocchi grezzi in lastre per pavimenti e pavimentazioni. Il Petersberg di Erfurt sarà completamente ridisegnato per Buga 2021. Secondo il consiglio comunale, pur essendo uno dei luoghi più visitati, è „suscettibile di sviluppo“ come destinazione turistica e luogo di svago per i residenti. […]

Bad Gastein: il ritorno della grandezza

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Con progetti visionari come il Grand Hotel Straubinger e l'Hotel Badeschloss, l'antico splendore della città termale di Bad Gastein si sta riaccendendo. BWM Designer & Architetti, Arne Nagel - AMOA

L’antico splendore della sofisticata città termale di Bad Gastein sta tornando. Dopo decenni di decadenza, la località sta vivendo un’impressionante rinascita grazie a progetti alberghieri visionari come il Grand Hotel Straubinger e l’Hotel Badeschloss. Gli edifici storici e il nuovo design nello stile caratteristico di BWM Designers & Architects stanno dando nuovo impulso alla città termale, attirando turisti e creativi. I prossimi anni decideranno se Bad Gastein potrà tornare o meno ai tempi della Belle Epoque.

Bad Gastein, un tempo conosciuta come la „Manhattan delle Alpi“, sta attualmente vivendo una rinascita che sta facendo rivivere l’antico splendore della sofisticata città termale. Al centro di questo sviluppo c’è l’ambizioso progetto del complesso alberghiero di Straubingerplatz, composto dal Grand Hotel Straubinger, dal Badeschloss e dall’Alte Post. BWM Designers & Architects ha lavorato a stretto contatto con le autorità locali preposte alla conservazione per ristrutturare con cura i due hotel, il Grand Hotel Straubinger (che aprirà il 30 settembre 23) e l’Hotel Badeschloss (che aprirà il dicembre 2023), e ampliarli con una torre alberghiera alta 35 metri. Il progetto è stato commissionato dalla società Hirmer Immobilien di Monaco. La società ha investito 100 milioni di euro nel progetto di ristrutturazione di Straubinger Platz.

L‘hotel Badeschloss Bad Gastein, la parte moderna dell’insieme rivitalizzato in Straubingerplatz che comprende un nuovo edificio alto 35 metri, combina il patrimonio storico con il lusso moderno. Gli architetti di BWM hanno prestato particolare attenzione alla ristrutturazione di questo edificio classificato per preservarne gli elementi caratteristici, integrando al contempo i servizi contemporanei. Hanno restaurato con cura la facciata, preservando l’eleganza originale dell’edificio. All’interno del Badeschloss, la simbiosi tra dettagli storici e design moderno è riuscita. Le camere e le suite sono caratterizzate da un design individuale, che dà ai residenti la sensazione di risiedere sott’acqua. Nell’area benessere sul tetto del nuovo edificio, gli architetti hanno creato una vista spettacolare sul paesaggio montano circostante.

Mentre Bad Gastein è stata caratterizzata da una stagnazione strutturale per molti decenni, sono stati l’arte e gli interventi artistici a tenere a galla la città. Nel corso di varie gallerie pop-up, studi e mostre temporanee, numerosi artisti e creativi hanno scoperto la città. La fiera d’arte „Rauschen & Lauschen“ si è affermata come evento annuale di spicco e oggi attira appassionati d’arte da tutta Europa. Allo stesso tempo, progetti innovativi di ristorazione e boutique hanno rivitalizzato le strade di Bad Gastein. Giovani imprenditori, spesso provenienti da centri urbani come Berlino o Vienna, continuano a portare idee fresche e un tocco cosmopolita alla città. Questo mix di tradizione e modernità, idillio alpino e creatività urbana conferisce a Bad Gastein un’atmosfera che ricorda la Berlino degli anni Novanta. La popolazione locale e il Comune sostengono attivamente questo sviluppo, dando vita a una proficua simbiosi tra abitanti e nuovi arrivati. Ora i prossimi anni e le prossime stagioni mostreranno se questo mix di architettura, arte e salute riporterà Bad Gastein al suo antico splendore, che, nonostante un intenso periodo di siccità, può continuare i tempi glamour del passato.

Per saperne di più: L’Opera e il Balletto norvegese di Oslo, progettato dal rinomato studio di architettura Snøhetta, è molto più di un semplice edificio: è un simbolo vivente di cultura, architettura e urbanità.

Il risultato è un concetto alberghiero sofisticato che va ben oltre la semplice ristrutturazione dell’edificio e dà alla località una spinta necessaria. Allo stesso tempo, The Cōmodo, un altro hotel di lusso, ha aperto le sue porte nel gennaio 2023. Questi sviluppi segnano un punto di svolta per Bad Gastein, che negli ultimi decenni ha lottato contro le sfide economiche e turistiche e, naturalmente, contro le conseguenze della pandemia di coronavirus. Il massiccio calo del turismo dalla metà degli anni Ottanta aveva portato a numerosi edifici alberghieri sfitti che stavano cadendo sempre più in rovina. Gli investimenti e le ristrutturazioni in corso mirano a ristabilire Bad Gastein come destinazione di prima classe e a rivitalizzare il centro cittadino.

Il significato storico di Bad Gastein risale a molto tempo fa ed è strettamente legato a visitatori di alto livello. La città termale ha acquisito fama internazionale grazie alle sue sorgenti termali curative e all’imponente paesaggio alpino. Un evento particolarmente significativo nella storia della città fu la firma della Convenzione di Gastein il 14 agosto 1865, con la quale la Prussia e l’Austria, negoziata all’Hotel Straubinger, regolamentarono il loro dominio congiunto sui cosiddetti „ducati dell’Elba“ di Schleswig, Holstein e Lauenburg. Il primo ministro Otto von Bismarck, che agì come negoziatore prussiano, fu uno degli ospiti più importanti di Bad Gastein. La convenzione ebbe effetti di vasta portata sulla politica europea e contribuì all’inasprimento delle tensioni tra le due potenze, che alla fine sfociarono nella Guerra di Germania del 1866. Questi eventi storici sottolineano l’antica importanza di Bad Gastein come luogo di incontro per l’élite europea e come sede di importanti decisioni politiche.

Bisogna spiegare Bad Gastein come luogo, dice Markus Kaplan in un’intervista a BAUMEISTER. „Ci sono persone che vengono a Bad Gastein, che capiscono subito il luogo e se ne innamorano allo stesso tempo. E poi ci sono gli altri: le persone che arrivano qui e pensano: „Che cos’è tutto questo?““, continua Markus Kaplan , socio BWM. Come luogo, Bad Gastein divide le opinioni. Alcuni si innamorano immediatamente, altri vedono il vuoto intorno alla centrale Haus Austria e al centro congressi tristemente modernizzato e cercano invano aree commerciali che possano ricordare il sofisticato passato. Questo è sempre stato un gioco di equilibri a Bad Gastein, ma il punto di svolta è stato raggiunto, dice Markus Kaplan. La sola nuova presenza del Grand Hotel Straubinger ha avuto un impatto completamente diverso sulla città. Tuttavia, il fatto che l’ex resort di lusso si sia trovato in questa situazione e sia caduto sempre più in rovina è dovuto in particolare alle difficoltà di comunicazione con una sola persona, l’investitore Philippe Duval, che ha ostacolato lo sviluppo del resort per decenni.

Il ruolo di Philippe Duval nella rivitalizzazione di Bad Gastein è estremamente controverso e ha influenzato in modo significativo lo sviluppo della città nel corso degli anni. Nel 1999, suo padre Franz Duval acquistò per circa cinque milioni di euro cinque edifici centrali di Bad Gastein, tra cui il Grandhotel Straubinger, il Badeschloss e l’Alte Post. Contrariamente alle aspettative iniziali, tuttavia, la famiglia Duval lasciò questi edifici storici vuoti e abbandonati per anni, il che portò a un intenso deterioramento del paesaggio urbano e dell’attrattiva turistica. Dopo la morte di Franz Duval, il figlio Philippe ha rilevato le proprietà. Nonostante i ripetuti annunci, non sono state realizzate misure concrete di ristrutturazione. Questa situazione portò a un crescente risentimento da parte della popolazione e delle autorità locali. Solo quando lo Stato di Salisburgo è intervenuto nel 2017 e ha riacquistato tre degli edifici centrali per sei milioni di euro su iniziativa del governatore di Salisburgo Dr. Wilfried Haslauer, le cose hanno iniziato a muoversi. Tuttavia, Philippe Duval ha mantenuto la proprietà di due importanti immobili nel centro della città: Haus Austria e la Kongresshaus degli anni Settanta. Tuttavia, secondo il Vienna STANDARD, non c’è stata alcuna comunicazione con il comune riguardo ai suoi progetti per questi edifici, tra cui una funivia dalla Kongresshaus alla stazione intermedia della funivia dello Stubnerkogel.

Nonostante le sfide comunicative con Philippe Duval, l’attuale approccio alla rivitalizzazione di Bad Gastein si concentra sullo sviluppo di nuovi progetti alberghieri di alta classe, destinati a far rivivere l’antico fascino della città termale. Il fulcro di questi sforzi è l’Hotel Ensemble in Straubingerplatz, un progetto per il quale BWM Designers & Architects ha agito come progettista generale. L’ambizioso progetto comprende non solo la ristrutturazione e l’interior design degli edifici storici esistenti, ma anche un nuovo edificio che completa l’insieme. Con una superficie totale di circa 18.000 metri quadrati, il progetto mira a creare alberghi a quattro stelle superior e cinque stelle. Particolarmente degno di nota è l’approccio olistico del concetto, che va oltre i semplici edifici e ridefinisce l’intera Straubingerplatz come un vivace centro cittadino. L’obiettivo era quello di creare uno spazio attraente sia per i visitatori che per la popolazione locale, rivitalizzando il dinamismo sociale ed economico della città. L’aspetto negativo: mentre il Grand Hotel Straubinger e l’Hotel Badeschloss sono stati completamente rinnovati come previsto, l’edificio dell’Alte Post è ancora in attesa di ristrutturazione. A causa di problemi finanziari, Hirmer Immobilien non è più riuscita a trasformare l’edificio in un centro congressi come previsto. Nel frattempo, la società Hirmer Hospitality, con sede a Monaco, ha venduto il marchio Travel Charme, responsabile della gestione dell’hotel, a DSR Hotel Holding. Tuttavia, secondo una dichiarazione rilasciata da Travel Charme e BWM Designers & Architects a BAUMEISTER, i progetti di ristrutturazione del nucleo dell’Alte Post sono ancora in corso.

Il Grand Hotel Straubinger Bad Gastein, un gioiello della Belle Époque, risplende di nuovo splendore dopo un’ampia ristrutturazione. BWM Designers & Architects ha prestato particolare attenzione a preservare la sostanza storica, integrando al contempo elementi moderni. La posizione esposta, direttamente accanto alla cascata e a Straubingerplatz, conferisce all’hotel un’atmosfera unica. All’interno è stato creato un tocco artistico, con camere e suite progettate individualmente che combinano la grandezza dei tempi passati con il comfort contemporaneo. Tra i punti di forza dell’hotel figurano la spaziosa sala da pranzo, nello spirito della Belle Époque, e la Straubing Spa con piscina a sfioro e area sauna, che trasporta gli ospiti nel XVIII secolo sotto ombrelloni bianchi a forma di campana. La cucina di prima classe, caratterizzata da piatti classici francesi e alpini, sottolinea l’ambizione dell’hotel di costruire sulla base della sua grande tradizione. L’obiettivo è addirittura quello di formare qui i prossimi chef stellati.

Colore basalto

Con „Forever“ di Agrob Buchtal, il nome dice tutto: un design senza tempo, colori tenui e proprietà sostenibili caratterizzano la nuova collezione. Un’ampia gamma di colori e formati consente possibilità individuali e, grazie alle classificazioni antiscivolo R 10 e B, numerose possibilità di applicazione in aree private e pubbliche.

La serie di ceramiche „Forever“ è adatta anche al design sofisticato del bagno: A pavimento 60×60 cm e mosaico 5×5 cm (doccia), colore basalto, a parete 40×120 cm, colore bianco, divisorio e pavimento nella zona della vasca da bagno decoro „Pablo“, 30×60 cm, colore basalto. Foto: Agrob Buchtal

Senza tempo e durevole: ecco un esempio della collezione „Forever“ per un soggiorno o un foyer. Grazie alle classi di resistenza allo scivolamento R 10 e B, i materiali della serie possono essere utilizzati in aree pubbliche e private. Foto: Agrob Buchtal

La collezione „Forever“ conferisce alle cucine un design semplice ma emozionante. Qui vari formati rettangolari nel colore Pearl, sulla parete il decoro Pina, colore Greige. Foto: Agrob Buchtal

A terra, ritmo discreto con vari formati rettangolari nel colore Pearl. Foto: Agrob Buchtal

Ambiente elegante con il formato 60×60 cm, colore grigio. Foto: Agrob Buchtal

Piccolo sforzo, grande effetto: il decoro tagliato „Pina“ realizza il classico motivo a spina di pesce, attualmente di nuovo di moda. Viene fornito in fogli di 30×30 cm. Qui il colore: Grigio. Foto: Agrob Buchtal

Un bellissimo sfondo per gli specchi: il decoro tagliato „Pina“, colore basalto. Foto: Agrob Buchtal

Le piastrelle sono disponibili in sei colori tenui, pensati per creare un’atmosfera accogliente. Il formato può essere utilizzato per enfatizzare o ravvivare un effetto calmo ed elegante, a seconda dei gusti personali. Le dimensioni XXL 120x 20 e 60×120 cm (spessore: 6 mm, tutti gli altri formati: 10,5 mm) creano un’impressione generosa. Se non lo volete così grande, ma ugualmente rappresentativo, optate per il formato 60×60 cm. Gli altri formati 30×60, 15×60 e 10×60 cm sono adatti per i raggruppamenti e consentono di disporre ritmicamente aree parziali o totali, creando un aspetto complessivo armonioso se rifinito nello stesso colore. I formati in colori diversi sono adatti per enfatizzare gli assi visivi e i contrasti. Grazie alle piastrelle per scale in 30×60 cm, i concetti possono essere portati avanti anche su più livelli e piani e rifiniti con un battiscopa di 7×60 cm. Tutte le piastrelle per pavimenti, compreso il decoro per pavimenti „Pablo“, hanno proprietà antiscivolo secondo le classificazioni R 10 e B e possono quindi essere utilizzate in aree private e pubbliche, sia in zone calpestabili con scarpe (gruppo R 10) che a piedi nudi (gruppo B, pavimenti bagnati).

Le piastrelle da parete coordinate cromaticamente sono una parte essenziale del concetto generale, disponibili volutamente solo nel colore bianco e nei due formati contemporanei 40×120 cm (spessore 6 mm) e 30×60 cm (spessore 9 mm).

Elementi decorativi e finitura Hytect

Gli elementi decorativi della nuova collezione conferiscono un tocco speciale all’intero ambiente, anche in spazi relativamente piccoli: il decoro a taglio „Pina“ riprende il tema attuale della spina di pesce in forma ceramica, conferendo agli ambienti un tocco grafico e geometrico. Il decoro per pavimenti „Pablo“, con il suo design traforato, interpreta l’estetica delle pietre da pavimentazione. Può essere utilizzato per strutturare e suddividere le aree in modo leggero e rilassato. Lo stesso vale per il mosaico 5x5cm: fornito in fogli 30x30cm per una facile posa, conferisce alle superfici (parziali) un aspetto filigranato e apre un dialogo emozionante in combinazione con i formati più grandi.

La maggior parte della serie „Forever“ è dotata della finitura Hytect, che ne facilita la pulizia. Hytect – la piastrella igienica – ha anche un effetto antibatterico senza sostanze chimiche e migliora in modo sostenibile la qualità dell’aria interna riducendo gli odori e gli inquinanti atmosferici – una benedizione non solo per chi soffre di allergie.

Forever“ è commercializzato dal gruppo specializzato IGA e da Agrob Buchtal.

Piastrelle per pavimenti e rivestimenti

Con „Forever“ di Agrob Buchtal, il nome dice tutto: un design senza tempo, colori tenui e proprietà sostenibili caratterizzano la nuova collezione. L’ampia gamma di colori e formati consente possibilità individuali e, grazie alle classificazioni di resistenza allo scivolamento R 10 e B, numerose possibilità di applicazione in aree private e pubbliche. Piastrelle per pavimenti e rivestimenti Le piastrelle per pavimenti sono disponibili in sei colori […]