Una sala server non è un normale locale di servizio. Ospita infrastrutture il cui malfunzionamento può paralizzare intere aziende e concentra in uno spazio ristretto energia elettrica, calore e materiali infiammabili in una combinazione che, in caso di incendio, comporta rischi particolari. La protezione antincendio delle sale server non è quindi un aspetto secondario della tecnica edilizia, ma una disciplina a sé stante che combina misure strutturali, impiantistiche e organizzative in un piano di protezione coerente. Chi ne conosce i fondamenti capisce perché un semplice rilevatore di fumo non sia sufficiente e perché l’acqua utilizzata per spegnere l’incendio in un centro dati spesso causi più danni del fuoco stesso.
- Cosa significa «protezione antincendio delle sale server» e quali sono i suoi obiettivi di protezione
- Quali requisiti strutturali si applicano in materia di compartimentazione, resistenza al fuoco e separazione degli spazi
- Come funziona la protezione antincendio impiantistica con i sistemi di rilevamento e di estinzione
- Perché nelle sale server si preferiscono gli agenti estinguenti gassosi all’acqua
- Quali norme, direttive e regolamenti disciplinano la protezione antincendio delle sale server
- Come funziona il rilevamento precoce tramite rilevatori di fumo ad aspirazione e campionamento dell’aria
- Quali misure organizzative e operative completano il progetto tecnico
- Come la protezione antincendio delle sale server viene integrata nella progettazione complessiva di un edificio
Cosa significa „prevenzione incendi nelle sale server“: obiettivi di protezione e particolarità
La protezione antincendio delle sale server indica l’insieme di tutte le misure volte a impedire l’insorgere e la propagazione di incendi in un locale dotato di infrastrutture informatiche, a rilevarli tempestivamente, a combatterli e a ridurre al minimo i danni conseguenti a persone, beni materiali e continuità operativa. A prima vista, questa definizione sembra riferirsi alla prevenzione incendi generale, applicabile a qualsiasi edificio. La differenza fondamentale risiede tuttavia nella specifica situazione di rischio: le sale server e i centri di calcolo concentrano in uno spazio ridotto elevate densità di potenza elettrica, un funzionamento continuo 24 ore su 24, una grande quantità di materie plastiche infiammabili presenti nei cavi e negli alloggiamenti, nonché un sistema di climatizzazione che, in caso di incendio, può contribuire all’apporto di ossigeno al fuoco.
I tre classici obiettivi della protezione antincendio, ovvero la salvaguardia delle vite umane, la tutela dei beni materiali e il mantenimento della funzionalità operativa, assumono un peso diverso nella sala server rispetto a un edificio adibito a uffici. Poiché le sale server di norma non sono occupate in modo permanente da persone, la protezione delle persone passa in secondo piano. In compenso, la protezione dei beni materiali e la disponibilità assumono un’importanza notevole: un incendio che distrugga l’hardware o lo danneggi in modo irreparabile a causa degli agenti estinguenti può causare perdite di dati e interruzioni dell’attività, le cui conseguenze economiche superano di gran lunga i costi del danno da incendio stesso. La protezione antincendio delle sale server non deve quindi limitarsi a spegnere l’incendio, ma deve anche scegliere i mezzi e i metodi di estinzione in modo tale che l’infrastruttura torni operativa il più rapidamente possibile dopo un evento.
Un’altra caratteristica è il carico di incendio. Nella fisica delle costruzioni, per carico di incendio si intende la quantità totale di materiali combustibili presenti in un locale, espressa come massa equivalente di legno per metro quadrato di superficie (kg/m²) o come contenuto energetico in megajoule per metro quadrato (MJ/m²). Nelle sale server, il carico di incendio è costituito prevalentemente da cavi, circuiti stampati, involucri in plastica e materiali di imballaggio. Questi materiali bruciano spesso producendo fumo denso e rilasciando prodotti di combustione tossici, il che rende impossibile l’intervento dei vigili del fuoco senza protezione respiratoria e aumenta i requisiti relativi all’evacuazione dei fumi.
Protezione antincendio strutturale: compartimentazione, resistenza al fuoco e suddivisione in zone
La protezione antincendio strutturale costituisce il fondamento di ogni piano di protezione. Essa garantisce che un incendio nella sala server non si propaghi alle aree adiacenti e che, viceversa, un incendio nelle aree circostanti non metta a rischio la sala server. Lo strumento fondamentale è la creazione di compartimenti antincendio: la sala server è progettata come compartimento antincendio autonomo, separato da tutte le unità funzionali adiacenti tramite elementi costruttivi con una resistenza al fuoco definita.
In Europa, la resistenza al fuoco degli elementi costruttivi è classificata secondo la norma EN 13501. La classificazione avviene in classi di resistenza al fuoco, contrassegnate da lettere e indicazioni temporali: R sta per resistenza (Resistance), E per integrità (Integrity) e I per isolamento termico (Insulation). Una parete di classe REI 90 mantiene quindi, in condizioni di incendio standard, resistenza, integrità e isolamento termico per almeno 90 minuti. Per le sale server in edifici di media altezza e di una determinata categoria d’uso, sono spesso richieste pareti e solai di classe REI 90, mentre nei centri di calcolo che necessitano di una protezione particolare si richiede anche la classe REI 120 o superiore. I requisiti precisi derivano dai regolamenti edilizi regionali, dalla direttiva modello per l’edilizia industriale e dai piani antincendio specifici per ogni progetto.
Le porte e le aperture rappresentano i punti nevralgici di ogni compartimentazione antincendio. Le sale server sono generalmente dotate di porte tagliafuoco a chiusura automatica di classe EI2 30 o EI2 60, che in caso di incendio si chiudono automaticamente garantendo l’isolamento del locale. I passaggi dei cavi attraverso pareti e soffitti che definiscono i compartimenti antincendio devono essere chiusi con sistemi di sigillatura omologati, i cosiddetti sigillanti per cavi o cuscini antincendio, che in caso di incendio si gonfiano e sigillano l’apertura. Queste barriere sono state testate e omologate in base ai singoli componenti; una modifica successiva della destinazione d’uso senza una nuova verifica non è consentita e rappresenta un difetto frequente nella pratica.
La suddivisione in zone della sala server stessa, ovvero la separazione spaziale tra l’area IT, i locali di cablaggio, i gruppi di continuità (UPS) e i gruppi frigoriferi, costituisce un ulteriore elemento fondamentale. Gli impianti UPS con batterie al piombo o con moderni accumulatori agli ioni di litio rappresentano un carico di incendio a sé stante e dovrebbero essere collocati in locali separati e ventilati. Le batterie agli ioni di litio, in caso di surriscaldamento incontrollato (thermal runaway), possono riaccendersi anche dopo un’estinzione apparentemente riuscita, il che impone requisiti particolari in termini di strategia di estinzione e monitoraggio successivo.
Protezione antincendio impiantistica: segnalazione incendi, rilevamento precoce e sistemi di spegnimento
La protezione antincendio tecnica della sala server comprende tutti i sistemi tecnici attivi per il rilevamento e la lotta contro gli incendi. Inizia con la segnalazione dell’incendio e termina con l’intervento di spegnimento. Nelle sale server i requisiti relativi alle prestazioni di rilevamento precoce sono particolarmente elevati, poiché gli incendi covanti sui circuiti stampati o nei fasci di cavi possono protrarsi a lungo in modo invisibile e inodore prima di trasformarsi in un incendio manifesto.
Impianti di rilevamento incendi e rilevatori di fumo ad aspirazione
I rilevatori di fumo puntuali convenzionali, come quelli comunemente utilizzati negli uffici e negli edifici residenziali, reagiscono alle particelle di fumo che salgono verso il soffitto per convezione naturale. Nelle sale server dotate di ventilazione forzata intensiva e di alloggiamento a corridoio freddo (una configurazione in cui l’aria fredda in entrata e quella calda in uscita sono separate tra loro da barriere fisiche), il flusso d’aria può impedire alle particelle di fumo di raggiungere tempestivamente i rilevatori a soffitto. Per questo motivo, nelle sale server si preferisce utilizzare rilevatori di fumo ad aspirazione, denominati in lingua inglese «Aspirating Smoke Detection» (ASD).
Un sistema di rilevamento del fumo ad aspirazione è costituito da una rete di tubi sottili o capillari che terminano in punti prestabiliti all’interno della sala, nelle canaline per cavi, sotto il pavimento sopraelevato e sopra gli armadi server. Un’unità centrale aspira continuamente campioni d’aria da questi punti di prelievo e li analizza in una camera di misurazione ottica altamente sensibile per rilevare la presenza di particelle di fumo. Tali sistemi rilevano le fasi preliminari dell’incendio, ovvero i primi prodotti di degradazione dei materiali sottoposti a sollecitazioni termiche, già da pochi minuti a diverse ore prima della comparsa di fumo visibile. La norma EN 54-20 disciplina i requisiti di tali rilevatori di fumo ad aspirazione e distingue tre classi di sensibilità (A, B, C), dove la classe A presenta la massima sensibilità ed è raccomandata per infrastrutture IT critiche.
Sistemi di estinzione: impianti di estinzione a gas e loro funzionamento
La scelta dell’agente estinguente è una delle decisioni più determinanti nella protezione antincendio della sala server. L’acqua, che negli impianti a sprinkler e negli idranti a muro è l’agente estinguente universale della protezione antincendio generale, è di norma esclusa dall’uso diretto nella sala server. L’acqua conduce la corrente elettrica, provoca cortocircuiti e, a causa della corrosione e dei danni da umidità ai componenti elettronici, porta a danni totali che vanno ben oltre quelli causati dall’incendio stesso. Anche l’attivazione di un impianto a sprinkler a causa di un falso allarme può rendere una sala server definitivamente inutilizzabile.
La soluzione preferibile è rappresentata dagli impianti fissi di estinzione a gas, che riducono il contenuto di ossigeno nell’aria ambiente o interrompono le catene di reazione chimica della combustione. Si distingue fondamentalmente tra due principi di funzionamento: impianti a gas inerte e impianti a gas inibitori (noti anche come impianti con agenti estinguenti chimici). Gli impianti a gas inerte funzionano con gas quali azoto (N₂), argon (Ar) o loro miscele, nonché con la miscela Inergen (52% di azoto, 40% di argon, 8% di anidride carbonica). Questi gas sostituiscono l’ossigeno presente nell’ambiente portandone la concentrazione al di sotto della soglia di infiammabilità, compresa tra il 13 e il 15% in volume circa, livello al quale la maggior parte degli incendi si spegne. Poiché tale concentrazione di ossigeno è tollerabile per le persone per brevi periodi, ma non è respirabile a lungo termine, il locale deve essere evacuato prima dell’attivazione del sistema.
Gli impianti a gas inibitori utilizzano idrocarburi fluorurati sintetici o fluorocetoni che, a concentrazioni molto basse, interrompono chimicamente la reazione di combustione. Esempi noti sono l’FK-5-1-12 (noto con il nome commerciale Novec 1230) e l’HFC-227ea (eptafluoropropano). Queste sostanze non sono elettricamente conduttive, non lasciano residui e, se utilizzate correttamente, sono sostanzialmente innocue per le persone alle concentrazioni di estinzione richieste. Sono quindi particolarmente adatte per locali in cui è necessario un rapido rientro del personale dopo l’estinzione. Tuttavia, alcune di queste sostanze sono soggette a restrizioni normative a causa del loro potenziale di effetto serra; il regolamento europeo sui gas fluorurati (F-Gas) limita sempre più l’uso di determinati gas fluorurati, aspetto di cui occorre tenere conto nella progettazione degli impianti.
L’anidride carbonica (CO₂), pur essendo tecnicamente efficace come agente estinguente e non lasciando residui, è pericolosa per la vita umana già alle concentrazioni di estinzione e può essere utilizzata nelle sale server accessibili alle persone solo con rigorose misure di sicurezza. La norma EN 15004 disciplina in modo esaustivo gli impianti fissi di estinzione a gas in Europa, compresi la progettazione, la messa in servizio e la manutenzione.
Panoramica di norme, direttive e regolamenti
La protezione antincendio delle sale server non è un ambito privo di norme. Una fitta rete di norme europee, regolamenti edilizi nazionali, linee guida del settore assicurativo e omologazioni specifiche dei produttori costituisce il quadro di riferimento per la progettazione e la realizzazione. La comprensione di questi regolamenti è un prerequisito per una progettazione tecnicamente impeccabile e conforme alla legge.
A livello europeo, le norme della serie EN 54 per i sistemi di rilevazione incendi e della serie EN 15004 per gli impianti di estinzione a gas rivestono un ruolo centrale. La norma EN 13501 disciplina la classificazione dei prodotti da costruzione e dei tipi di costruzione in base al loro comportamento al fuoco. In Germania, i regolamenti edilizi regionali (LBO) dei singoli Länder costituiscono il quadro giuridico; essi fanno riferimento a disposizioni tecniche in materia di edilizia, tra cui rientra anche la direttiva modello sugli impianti di condutture (MLAR), che disciplina i requisiti relativi al tracciato e alla compartimentazione delle condutture nei compartimenti antincendio. Le direttive VdS, emanate dall’Associazione tedesca delle assicurazioni, pur essendo di natura di diritto privato, rivestono nella pratica un’importanza notevole, poiché gli assicuratori spesso subordinano la propria copertura al rispetto di tali direttive. Per i centri di calcolo sono particolarmente rilevanti la direttiva VdS 2007 (direttive per gli impianti antincendio) e la VdS 2093 per gli impianti antincendio a CO₂.
Per i centri di calcolo di grandi dimensioni e le infrastrutture critiche, gli standard internazionali assumono un ruolo sempre più importante. L’Uptime Institute classifica i centri di calcolo in quattro livelli (da Tier I a Tier IV), che definiscono, tra l’altro, i requisiti di ridondanza e disponibilità, il che riguarda indirettamente anche la protezione antincendio. La serie di norme EN 50600, sviluppata appositamente per i centri di calcolo, tratta in modo sistematico i requisiti strutturali, infrastrutturali e di sicurezza tecnica e costituisce un importante quadro di riferimento per i gestori professionali di centri di calcolo.
Climatizzazione, cablaggio e rischi nascosti di incendio
Le sale server sono ambienti sottoposti a elevate sollecitazioni termiche. I server moderni generano perdite di potenza che possono ammontare a diversi kilowatt per rack (un telaio standardizzato per l’alloggiamento delle apparecchiature server). Questo calore deve essere dissipato continuamente, il che richiede impianti di climatizzazione ad alta potenza. La climatizzazione è rilevante nel contesto della protezione antincendio per due motivi: in primo luogo, in caso di incendio, un impianto di climatizzazione in funzione può immettere ossigeno nella zona dell’incendio e favorirne la propagazione. In secondo luogo, può trasportare il fumo nelle aree adiacenti. Per questo motivo, gli impianti di climatizzazione nelle sale server devono essere dotati di serrande tagliafuoco nei condotti di ventilazione e devono spegnersi automaticamente in caso di allarme antincendio.
I pavimenti sopraelevati e i controsoffitti sono comuni nelle sale server perché semplificano il passaggio dei cavi e la distribuzione dell’aria. Tuttavia, creano cavità nascoste in cui si accumulano cavi, polvere e calore. Proprio in queste aree gli incendi covanti passano particolarmente inosservati. I rilevatori di fumo ad aspirazione con punti di prelievo nel pavimento sopraelevato non sono quindi un optional di lusso, ma una necessità dal punto di vista della sicurezza. Nei locali server, i cavi dovrebbero essere, per quanto possibile, a basso contenuto di alogeni o privi di alogeni (denominazione LSZH: Low Smoke Zero Halogen), poiché gli isolamenti dei cavi contenenti alogeni, in caso di incendio, rilasciano acido cloridrico che corrode i componenti elettronici anche in aree non direttamente interessate.
I quadri elettrici, i pannelli di permutazione e le prese multiple rappresentano ulteriori fonti di ignizione. Prese multiple sovraccariche, collegamenti allentati e pratiche di gestione dei cavi inadeguate figurano tra le cause più frequenti di incendio nelle sale server. Le ispezioni termografiche periodiche, in cui si utilizzano telecamere a infrarossi per individuare i punti caldi nei collegamenti elettrici, rappresentano un efficace strumento di prevenzione degli incendi e dovrebbero essere incluse nel piano di manutenzione di ogni sala server gestita in modo professionale.
Prevenzione antincendio organizzativa e sicurezza operativa
Le misure tecniche sono efficaci solo se integrate da norme organizzative. La prevenzione antincendio organizzativa comprende regolamenti antincendio, piani delle vie di fuga e di soccorso, la nomina di responsabili della prevenzione antincendio, la formazione del personale, nonché la manutenzione e il controllo periodici di tutti gli impianti antincendio.
Per le sale server vale in particolare quanto segue: l’accesso deve essere regolamentato e documentato. La presenza di persone non autorizzate o non accompagnate in una sala server non rappresenta solo un rischio per la sicurezza informatica, ma anche un rischio antincendio, poiché tali persone potrebbero introdurre involontariamente fonti di accensione o manomettere i dispositivi antincendio. Gli interventi sull’infrastruttura elettrica, l’installazione di nuove apparecchiature o la posa di cavi devono essere eseguiti secondo procedure definite che includano esplicitamente gli aspetti relativi alla prevenzione incendi. I lavori a caldo, ovvero le attività che comportano l’uso di fiamme libere o la formazione di scintille, come la saldatura o il taglio con disco da taglio, sono vietati in linea di principio nella sala server e possono essere eseguiti nelle aree adiacenti solo previa autorizzazione e con adeguate misure di protezione.
La manutenzione dell’impianto di estinzione a gas è prescritta dalla legge e deve essere effettuata da aziende specializzate autorizzate secondo gli intervalli stabiliti dal produttore e dalla norma. Ciò comprende il controllo dei livelli di riempimento dei serbatoi, la verifica del funzionamento dei dispositivi di attivazione e il controllo della tenuta dell’ambiente. Una sala server le cui pareti e soffitti siano sufficientemente a tenuta da mantenere la concentrazione necessaria dell’agente estinguente per il tempo di permanenza prescritto (di norma dieci minuti) deve essere sottoposta a regolari controlli di tenuta. I cavi posati successivamente o le aperture praticate nelle pareti possono compromettere in modo significativo la tenuta dell’ambiente e mettere a rischio l’efficacia dell’impianto di estinzione a gas.
La protezione antincendio della sala server come parte integrante della progettazione dell’edificio
La protezione antincendio della sala server è più efficace se non viene inserita a posteriori in un edificio esistente, ma integrata nella progettazione fin dall’inizio. La scelta dell’ubicazione all’interno dell’edificio, la posizione nella planimetria, il collegamento alle vie di fuga, il tracciato delle linee di alimentazione e il dimensionamento del sistema di climatizzazione sono decisioni che vengono prese nelle prime fasi di progettazione e che determinano in modo decisivo la qualità della protezione antincendio della sala server una volta completata.
Sebbene una sala server situata nel seminterrato offra vantaggi in termini di stabilità termica e controllo degli accessi, essa comporta tuttavia requisiti particolari per quanto riguarda il sistema di evacuazione dei fumi e la configurazione delle vie di fuga. Una sala server situata in un grattacielo è soggetta ai requisiti più rigorosi previsti dalla normativa sui grattacieli. Nella scelta dell’ubicazione si dovrebbe evitare la vicinanza a condutture che trasportano acqua, a cucine o ad aree con un carico di incendio elevato. I progettisti specializzati in protezione antincendio dovrebbero quindi essere coinvolti sin dalle prime fasi del processo di progettazione, idealmente già nella fase di prestazione 2 secondo l’HOAI (progettazione preliminare), per gettare le basi di un concetto di protezione integrato.
I requisiti per le sale server e i centri di calcolo crescono di pari passo con la digitalizzazione. Impianti più grandi, densità di potenza più elevate, nuove tecnologie per le batterie e sistemi di raffreddamento sempre più complessi, come il raffreddamento a liquido direttamente sul server, modificano continuamente il quadro dei rischi. I sistemi raffreddati a liquido sollevano nuove domande: Quali fluidi di raffreddamento sono infiammabili? Come si comportano le perdite in caso di incendio? Questi sviluppi richiedono che i progetti di protezione antincendio non siano intesi come un servizio di progettazione una tantum, ma come documenti in continua evoluzione, che devono essere rivisti e adeguati ad ogni modifica sostanziale dell’uso o della dotazione dei locali.
La protezione antincendio delle sale server è, in definitiva, un compito trasversale che coinvolge in egual misura architetti, progettisti strutturali, tecnici edili, esperti IT e ingegneri antincendio. Chi comprende i principi fisici alla base dell’insorgere di un incendio, i requisiti costruttivi dei compartimenti antincendio, il funzionamento degli impianti di estinzione a gas e la logica del rilevamento precoce, è in grado di porre le domande giuste, incaricare i professionisti più adatti e valutare la qualità delle soluzioni fornite. In un mondo in cui l’infrastruttura digitale è diventata un’infrastruttura di approvvigionamento critica, questa conoscenza non è più una specializzazione, ma una componente fondamentale della progettazione edilizia professionale.




















