Superfici a filo dove non ce lo si aspetterebbe

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Foto: TECKENTRUP GMBH & CO. KG

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Il design discreto, la linearità e le soluzioni puristiche determinano sempre più l’attuale tendenza del design. Per questo motivo cresce anche la richiesta di elementi costruttivi in cui gli elementi tecnici e funzionali siano formalmente integrati.
Le porte a filo con linee chiare, spazi d’ombra estetici e bordi armoniosi soddisfano questa esigenza dell’architettura moderna e combinano funzionalità e design al massimo livello.

Il „Designprofil-FB“ è un ottimo esempio di sviluppo lungimirante del prodotto in „co-creazione“. Con questo approccio, gli utenti, i progettisti o i rivenditori sono coinvolti nel processo di sviluppo fin dalle prime fasi. L’idea del telaio a filo è stata sviluppata in un workshop con gli architetti. Il desiderio di un look moderno a un prezzo economicamente interessante si è cristallizzato qui. Teckentrup ha ora sviluppato la soluzione pronta per la produzione in serie.

Lo specialista di porte e portoni Teckentrup ha sviluppato il „Designprofil-FB“ per poter realizzare nella realtà, in modo semplice, desideri di design di questo tipo. Questa soluzione di telaio consente un’installazione semplice ed economicamente efficiente di porte a filo. Il profilo – disponibile per le porte Teckentrup della „serie 62“ – si combina facilmente con i telai standard. Con un telaio a blocco, la porta è a filo muro, mentre con un telaio ad angolo o a U, l’anta della porta stessa è a filo telaio e allo stesso livello del battiscopa. La serie di porte 62 offre già numerose funzioni aggiuntive, come la protezione antifumo, acustica e antieffrazione, l’isolamento termico, nonché diverse superfici e opzioni di vetratura. Con il profilo di design FB, la variabilità e le possibilità di applicazione della serie di porte sono ancora maggiori. Gli standard qualitativi della serie 62 rimangono più che mai elevati: le porte sono dotate delle collaudate cerniere 3D (acciaio galvanizzato/inox) e sono disponibili anche con vetri a filo opzionali. La protezione antincendio è possibile fino alla classe T90 e la protezione antieffrazione fino alla classe RC4.

www.teckentrup.biz

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Spazio al futuro – Il nuovo G+L nell’agosto 2025!

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Specchio, specchio sul muro - o nell'erba - cosa riserva il futuro a questo Paese? In questo numero di G+L chiediamo agli esperti come si può progettare la città del futuro, adatta al clima e alle persone, e quali sono le sfide da affrontare per realizzarla. Foto di copertina: Jovis Aloor su Unsplash; Illustrazione: Georg Media

La nostra società sta affrontando numerose sfide: crescente radicalizzazione, aumento dei costi di costruzione, scarsità di alloggi, crisi climatica, maggiore segregazione sociale. E nonostante tutti questi problemi, lo Stato e la società continuano ad aggrapparsi a numerosi concetti obsoleti. In questo numero di G+L chiediamo a chi di dovere della politica, dell’economia e della pianificazione dove sia possibile apportare i giusti aggiustamenti per garantire alla Germania un futuro umano e rispettoso del clima.

Alla ricerca

L’aumento della povertà incontra alloggi sempre meno accessibili, il nostro mondo sta sperimentando eventi meteorologici estremi sempre più intensi, i comuni con problemi di liquidità sono alle prese con l’esplosione dei costi di costruzione: questa è la realtà con cui oggi progettiamo città e spazi. Oggi più che mai sono richieste idee nuove, decisioni coraggiose e visioni reali. Ma è proprio in questa zona di tensione che le cose si fanno difficili: come pianificatori, spesso cerchiamo invano percorsi chiari verso il futuro. E a volte si ha la sensazione che non solo manchino le soluzioni, ma anche un obiettivo comune e la volontà politica di raggiungerlo.

Affrontare il problema

Quali sono dunque le leve da azionare? Per questo numero abbiamo posto questa domanda ai protagonisti della pianificazione, della politica e dell’economia. Tra questi c’è Verena Hubertz, il nostro nuovo Ministro federale per l’edilizia abitativa, lo sviluppo urbano e le costruzioni. Potete leggere l’intervista a partire da pagina 12.

„Vivere senza limiti di età“

Per questo numero volevamo sapere: Come può lo sviluppo urbano riuscire a coniugare la giustizia sociale con gli obiettivi di tutela dell’ambiente e del clima? Quali misure sono urgentemente necessarie per creare spazi accessibili e sostenibili per tutti? Nei saggi, gli esperti ci offrono spunti su progetti pilota di successo e modelli alternativi – e parlano apertamente degli ostacoli e delle sfide. Tra questi: Gli urbanisti del gruppo F e i ricercatori di due università hanno studiato, per conto dell’azienda specializzata BUKEA di Amburgo, come innaffiare il verde urbano in futuro, in periodi di caldo e siccità. A Vienna, un progetto pilota mira a dimostrare come sia possibile vivere bene in età avanzata: „Vivere senza limiti di età“ è il nome del modello. Nello Schleswig-Holstein, invece, residenti e turisti possono andare da A a B con i mezzi pubblici 24 ore su 24, anche nelle zone rurali, grazie al progetto „SMILE24“ dell’associazione locale dei trasporti.

Con lungimiranza

Quanto più forti diventano le battaglie per le risorse, lo spazio e le priorità, tanto più chiaro diventa il concetto: Lo sviluppo urbano deve essere al centro della società, non solo nei comitati specializzati. Una pianificazione lungimirante deve tenere conto delle persone e dell’ambiente e rimanere onesta su ciò che è possibile – e su ciò che non lo è. Il nostro numero di „Future Space“ si propone di fare proprio questo: dare nuovo impulso, aprire nuovi modi di pensare e aiutare i decisori ad agire con coraggio, intelligenza e lungimiranza per le città di domani.

THERESA RAMISCH
COMITATO EDITORIALE
t.ramisch@georg-media.de

La rivista è disponibile qui nel negozio.

È possibile preordinare lo StadtSpezial di quest’annoqui.

Il nostro numero di luglio era dedicato ai trasporti pubblici. Per saperne di più, leggetequi.

In arrivo la Giornata universitaria 2019

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Squadra della Giornata universitaria 2017

I team partecipanti all'ultima Giornata universitaria BAU del 2017

Tra una settimana, il 18 gennaio 2019, si terrà la Giornata universitaria 2019 a BAU 2019 – organizzata da BAUMEISTER e BAKA Bundesverband Alterneuerung. Studenti, docenti e interessati sono cordialmente invitati a passare nel padiglione B0. Il momento clou: la votazione della giuria per il concorso Students | Design | Future dalle 16:30. (mehr …)

Contro l’oblio

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Un ritratto di famiglia americana“ è molto personale. Innumerevoli ritratti, suddivisi in quattro temi principali, daranno un volto ai destini e renderanno più tangibile ciò che è accaduto per le generazioni di oggi. Le foto ingrandite saranno incastonate nel pavimento dietro una lastra di vetro in un telaio di acciaio corten.

Ritratto di famiglia americana
STL Architects

Continua a:

Heroes Green
Maria Counts, Counts Studio
Plaza to the Forgotten War
Brian Johnsen, AIA; Sebastian Schmaling, AIA, LEEP AP; Andrew Cesarz
Concetto di memoriale della Prima Guerra Mondiale
Devin Kimmel, Kimmel Studio LLC
Il peso del sacrificio
Joseph Weishaar

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Le strade come gestori dell’acqua: drenaggio, ritenzione e raffreddamento combinati

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Una strada cittadina trafficata accanto a imponenti grattacieli, fotografata da Bin White.

Una strada può essere più di un semplice asfalto? In un momento in cui le città gemono per lo stress da caldo, le forti precipitazioni e la scarsità di risorse, le strade stanno diventando dei veri e propri strumenti a tutto tondo: gestiscono l’acqua, raffreddano i quartieri e danno alla città un nuovo microclima. Chiunque pensi ancora che il drenaggio e la ritenzione siano solo questioni periferiche nella costruzione delle strade, si sta perdendo la vera rivoluzione nelle infrastrutture urbane.

  • Definizione e sviluppo delle strade come elementi centrali della gestione delle acque urbane
  • Funzionalità dei moderni sistemi di drenaggio e ritenzione nelle strade
  • Effetti sinergici tra gestione dell’acqua, riduzione del calore e clima urbano
  • Sfide tecniche, progettuali e legali per le autorità locali e gli uffici di pianificazione
  • Esempi da Germania, Austria e Svizzera: progetti di buone pratiche e lezioni apprese
  • Materiali innovativi, elementi di design e tecnologie di simulazione per strade multifunzionali
  • Il ruolo della cooperazione interdisciplinare tra pianificatori, ingegneri e amministrazione
  • Prospettive: Le strade come infrastruttura resiliente e adattabile per la città del futuro

Acqua sulla strada? Da zona problematica a risorsa urbana

Chi finora ha visto le strade solo come aree di traffico sta trascurando il loro enorme potenziale per la gestione delle acque urbane. Oggi, nelle città densamente popolate, le strade sono molto più che semplici arterie di trasporto: sono elementi infrastrutturali estesi e costantemente utilizzati, che si confrontano quotidianamente con pioggia, calore e inquinamento. Per decenni, i profili stradali tradizionali hanno deviato l’acqua il più rapidamente possibile nella rete fognaria, fedeli al motto: sbarazzarsi dell’acqua prima che crei problemi. Tuttavia, la realtà della crisi climatica sta costringendo le città a ripensarci. Le piogge improvvise e abbondanti, il sovraccarico delle fognature e l’aumento delle temperature richiedono strade che non si limitino a drenare l’acqua, ma che la gestiscano in modo intelligente, assorbendola, immagazzinandola, pulendola e, se necessario, rilasciandola nuovamente in modo mirato.

Lo sviluppo verso strade multifunzionali non è un espediente per visionari del futuro, ma una necessità tangibile. Città come Copenaghen, Zurigo e Amburgo sperimentano da tempo strade che fungono da aree di ritenzione, zone di raffreddamento e persino biotopi urbani. Questa nuova generazione di costruzioni stradali combina drenaggio, ritenzione ed evaporazione in un sistema olistico. L’obiettivo è comprendere l’acqua piovana non come un fattore di disturbo, ma come una risorsa che contribuisce alla resilienza e alla qualità della vita nelle aree urbane. La permeabilità delle superfici, la topografia della strada e l’integrazione della vegetazione giocano un ruolo fondamentale. Pavimenti porosi, sistemi di infiltrazione a cunetta o ad albero trasformano lo spazio stradale in una sorta di superficie spugnosa urbana che non solo tampona l’acqua, ma contribuisce anche a migliorare il clima urbano.

Una comprensione più avanzata delle strade richiede anche nuove prospettive di pianificazione e progettazione. Lo spazio stradale diventa un palcoscenico per soluzioni innovative che si adattano alle condizioni locali e alle sfide climatiche. Invece di superfici asfaltate monofunzionali, i progettisti si concentrano sempre più su strutture modulari che possono essere adattate in modo flessibile alle diverse quantità di precipitazioni, alle condizioni del suolo e alle esigenze di utilizzo. Ciò richiede un pensiero interdisciplinare e una stretta collaborazione tra urbanisti, architetti del paesaggio, ingegneri e amministrazione. La sfida: integrare l’eccellenza tecnica in modo che non sia in conflitto con la qualità del design e l’identità urbana.

Trasformare le strade in gestori dell’acqua non è solo un progetto tecnico, ma anche sociale. L’accettazione da parte di residenti, utenti e stakeholder locali è essenziale per ancorare le soluzioni innovative nel lungo periodo. La comunicazione trasparente, la partecipazione e l’inclusione delle esigenze locali sono quindi elementi chiave di qualsiasi trasformazione di successo. Comunicare in modo convincente il valore aggiunto delle aree di ritenzione, delle griglie verdi o delle zone di inondazione temporanea apre nuove possibilità di sviluppo urbano sostenibile.

Conclusione: il futuro della strada non risiede nel puro flusso del traffico, ma nella sua capacità di riportare l’acqua nella città come elemento modellante e regolatore. La transizione verso un gestore delle acque urbane è stata annunciata da tempo, ma deve essere organizzata in modo coraggioso, intelligente e integrato.

Drenaggio, ritenzione e raffreddamento: come funziona la strada multifunzionale

Il fulcro delle strade moderne come gestori dell’acqua risiede nella combinazione di tre funzioni centrali: Drenaggio, ritenzione e raffreddamento. Per drenaggio si intende la rimozione mirata dell’acqua dalla strada per evitare allagamenti e danni all’infrastruttura. I sistemi tradizionali, come le cunette, i canali di scolo o gli allacciamenti fognari, sono da tempo standard, ma raggiungono rapidamente i loro limiti in caso di forti precipitazioni. È qui che entrano in gioco elementi innovativi come i sistemi a trincea: questi sistemi combinano le rondini aperte con trincee sotterranee, cioè aree di stoccaggio riempite di ghiaia o plastica speciale, che raccolgono l’acqua piovana, la puliscono e la rilasciano nel sottosuolo o nella rete fognaria con un certo ritardo. In questo modo si riduce il carico sulla rete fognaria e si favorisce la ricarica delle falde acquifere locali.

Trattenere significa trattenere l’acqua in modo mirato, temporaneamente in superficie o permanentemente nel sottosuolo. Le aree di ritenzione possono essere progettate come depressioni poco profonde, strisce centrali erbose o persino strisce di parcheggio che fungono da cuscinetto durante le precipitazioni più intense. Particolarmente interessanti sono le cosiddette trincee di infiltrazione degli alberi: sotto ogni fila di alberi stradali si nasconde un serbatoio sotterraneo che raccoglie l’acqua piovana e la rilascia lentamente alle radici. Questo non solo favorisce la crescita degli alberi, ma contribuisce anche a raffreddare l’area circostante. Tuttavia, l’integrazione delle aree di ritenzione nello spazio stradale richiede una pianificazione precisa: occorre tenere conto della topografia, delle condizioni del suolo e del clima locale, nonché della capacità di carico della strada e delle esigenze del traffico.

La terza funzione – il raffreddamento – sta assumendo un’importanza enorme in tempi di crescenti ondate di calore. Le strade con un alto grado di impermeabilizzazione accumulano e irradiano calore, favorendo la formazione di isole di calore urbane. L’evaporazione mirata dell’acqua dai canali, dalle aree verdi o dalle pavimentazioni porose può ridurre significativamente la temperatura ambientale. La vegetazione svolge un duplice ruolo: non solo aumenta la capacità di evaporazione, ma fornisce anche un ulteriore effetto di raffreddamento attraverso l’ombreggiamento. I rivestimenti innovativi che immagazzinano l’acqua e la rilasciano lentamente favoriscono questo processo. In combinazione con sistemi di irrigazione intelligenti, le strade possono quindi diventare veri e propri regolatori del clima.

L’integrazione delle tecnologie digitali rende la combinazione di queste funzioni tecnicamente impegnativa. La tecnologia dei sensori, le piattaforme IoT e i gemelli digitali consentono di monitorare i flussi d’acqua in tempo reale, di controllare in modo efficiente le capacità di ritenzione e di utilizzare il potenziale di raffreddamento in modo mirato. Le simulazioni aiutano ad analizzare vari scenari e a trovare la soluzione ottimale per ogni strada. Non si tratta di un espediente, ma di una necessità per utilizzare in modo efficiente e sostenibile le scarse risorse delle aree urbane.

La strada multifunzionale è quindi molto più della somma delle sue singole parti. Incarna un cambiamento di paradigma nella gestione delle acque urbane: dal drenaggio reattivo al controllo e all’utilizzo proattivo dell’acqua come risorsa. Chi vuole dominare questo cambiamento non deve solo essere tecnicamente in grado di farlo, ma anche essere pronto ad aprire nuove strade nella pianificazione, nella progettazione e nel funzionamento.

Best practice: pionieri e progetti faro dei Paesi di lingua tedesca

La teoria sembra convincente, ma come si presenta nella pratica? Nei Paesi di lingua tedesca esistono numerosi progetti interessanti che dimostrano come le strade possano diventare gestori intelligenti dell’acqua. Un esempio lampante è fornito dalla città di Copenaghen, che con il suo programma „Cloudburst Management“ sta definendo gli standard mondiali. Le strade sono modellate in modo specifico per funzionare come percorsi di flusso temporanei e aree di ritenzione durante le precipitazioni più intense. Le scale, le piccole soglie e le isole verdi fanno sì che l’acqua venga incanalata in modo controllato attraverso la città e tamponata nei parchi o nei bacini di ritenzione. I risultati: meno inondazioni, più biodiversità e un notevole miglioramento del microclima.

Anche in Germania esistono approcci innovativi. La Hafencity di Amburgo utilizza un sofisticato sistema di tetti verdi, pavimentazioni permeabili e serbatoi sotterranei che raccolgono e depurano l’acqua piovana e la utilizzano per irrigare la vegetazione. Gli spazi stradali diventano così elementi multifunzionali che ospitano non solo il traffico, ma anche l’acqua, le piante e le persone. A Francoforte sul Meno, nell’ambito del progetto „Sponge City Frankfurt“, si stanno costruendo strade pilota con trincee per alberi e superfici permeabili all’acqua per ridurre il calore e garantire il verde urbano a lungo termine.

Vienna, invece, sta svolgendo un ruolo pionieristico quando si tratta di integrare le tecnologie di simulazione nella pianificazione stradale. La città si affida ai gemelli digitali per analizzare in tempo reale l’effetto delle aree di ritenzione, dei sistemi di drenaggio e del verde. In questo modo i progettisti possono analizzare vari scenari e determinare la combinazione ottimale di drenaggio, raffreddamento e qualità della vita, molto prima che arrivi la prima macchina da cantiere. Il risultato è un paesaggio stradale non solo funzionale ma anche esteticamente gradevole.

La Svizzera fa centro con la precisione ingegneristica. A Zurigo, le strade sono sistematicamente progettate come parte del concetto di città spugna. Qui l’acqua piovana non finisce nelle fognature, ma viene incanalata nel terreno attraverso depressioni verdi e canali di infiltrazione. I sensori misurano l’umidità e la temperatura per ottimizzare costantemente l’efficienza dei sistemi. La città sta così assumendo un ruolo pionieristico nella gestione dell’acqua basata sui dati.

Questi progetti lo dimostrano: Il successo della gestione dell’acqua negli spazi stradali dipende dalla collaborazione interdisciplinare, dal coraggio di innovare e da una costante attenzione alle condizioni locali. Non esiste un rimedio brevettato, ma ci sono molti esempi stimolanti che indicano la strada per il futuro e dimostrano che vale la pena ripensare lo spazio stradale.

Pianificazione, materiali e governance: le chiavi del successo

La trasformazione delle strade classiche in gestori d’acqua multifunzionali può avere successo solo se la pianificazione, la scelta dei materiali e la governance vanno di pari passo. Il primo passo fondamentale è un’attenta analisi delle condizioni locali. Il tipo di suolo, il livello delle acque sotterranee, la distribuzione delle precipitazioni e i requisiti della sezione stradale devono essere registrati con precisione per determinare la combinazione ottimale di drenaggio, ritenzione e raffreddamento. È qui che entrano in gioco i moderni strumenti di pianificazione: analisi basate su GIS, gemelli digitali e simulazioni idrodinamiche consentono di confrontare le varianti e di prevedere gli effetti sull’intero quartiere.

La scelta dei materiali è un’altra questione fondamentale. I rivestimenti porosi, i substrati innovativi per i sistemi di infiltrazione degli alberi e le soluzioni di accumulo intelligenti sono oggi tecnicamente maturi e offrono numerosi vantaggi. Tuttavia, devono essere testati per verificarne la durata, la facilità di manutenzione e la compatibilità ambientale. L’interfaccia tra innovazione tecnica e idoneità all’uso quotidiano è particolarmente critica: un sistema che funziona in laboratorio deve essere convincente anche nel funzionamento urbano, dalla pulizia alla riparazione. In questo caso la rilevanza pratica e l’esperienza degli appaltatori sono importanti quanto il coraggio dei progettisti di sperimentare nuove soluzioni.

La governance, ovvero il controllo e la responsabilità dei nuovi sistemi, è una sfida spesso sottovalutata. Chi gestirà e manterrà i nuovi sistemi? Chi ne sostiene i costi? Come sono organizzate le responsabilità tra l’ufficio di ingegneria civile, l’ufficio spazi verdi e la gestione delle acque? Responsabilità chiare, modelli di costo trasparenti e piani di manutenzione vincolanti sono essenziali per garantire la funzionalità a lungo termine. I progetti di successo si basano su gruppi direttivi interdisciplinari che condividono la responsabilità della pianificazione, del funzionamento e del monitoraggio.

Le condizioni quadro legali svolgono un ruolo importante in questo senso. In Germania, Austria e Svizzera esistono numerose normative e standard tecnici che regolano la gestione delle acque piovane, la progettazione delle sezioni stradali e la protezione delle acque sotterranee. Le soluzioni innovative spesso richiedono adeguamenti alle specifiche esistenti o addirittura nuovi standard, ad esempio quando si tratta di autorizzare nuovi tipi di pavimentazione, l’integrazione della vegetazione o l’uso di spazi stradali per scopi di ritenzione. Il dialogo e il coordinamento con le autorità preposte all’omologazione sono quindi essenziali.

Dopo tutto, l’accettazione da parte di utenti, residenti e decisori politici è un fattore di successo decisivo. Comunicare in modo convincente i vantaggi delle strade multifunzionali crea comprensione per le restrizioni temporanee durante la fase di costruzione e per le modifiche a lungo termine del paesaggio stradale. La partecipazione, la trasparenza e il coinvolgimento precoce di tutte le parti interessate non sono solo necessari dal punto di vista politico, ma rappresentano anche la migliore garanzia per la sostenibilità della nuova infrastruttura.

Prospettive: La strada resiliente come progetto per la città del futuro

La trasformazione della classica strada di drenaggio in infrastruttura multifunzionale è molto più di un aggiornamento tecnico: è un cambiamento di paradigma nel modo in cui intendiamo gli spazi urbani. Le strade stanno diventando elementi dinamici che rispondono attivamente alle sfide del cambiamento climatico. Ciò significa che assorbono acqua, la immagazzinano, raffreddano il quartiere e contribuiscono alla biodiversità. Non sono più costruzioni rigide, ma sistemi adattivi che reagiscono in modo flessibile agli estremi climatici, ai cambiamenti d’uso e alle nuove esigenze.

Il futuro delle strade risiede nella loro resilienza. Ciò significa che possono adattarsi, rigenerarsi e tornare rapidamente funzionali anche dopo eventi estremi. Ciò richiede una continua innovazione – nei materiali, nei metodi di costruzione, nella tecnologia di controllo e nella progettazione. Le tecnologie digitali, come le reti di sensori e i gemelli digitali, stanno diventando strumenti indispensabili. Forniscono la base di dati non solo per la pianificazione delle strade, ma anche per ottimizzarle durante il funzionamento e adattarle a condizioni mutevoli. La strada del futuro è intelligente, collegata in rete e in grado di apprendere.

Ma nonostante la tecnologia, la componente sociale rimane indispensabile. La strada è uno spazio pubblico, un luogo di incontro e parte della vita urbana. La loro nuova multifunzionalità non deve andare a scapito della qualità della vita, dell’accessibilità o della sicurezza stradale. Al contrario, apre nuove opportunità per una città vivibile e rispettosa del clima: più verde, più acqua, più raffreddamento e quindi una migliore qualità della vita per tutti. La sfida consiste nel realizzare questo potenziale non solo dal punto di vista tecnico, ma anche dal punto di vista del design e degli aspetti sociali.

Le città che osano fare il passo verso strade resilienti e multifunzionali diventano un modello per gli altri. Dimostrano che lo sviluppo urbano sostenibile inizia su piccola scala, nella strada di casa. Ci vogliono coraggio, creatività e volontà di lavorare insieme per superare gli ostacoli tecnici, organizzativi e legali. Ma la ricompensa è un’infrastruttura che non solo mitiga il cambiamento climatico, ma arricchisce anche la vita urbana.

La strada come gestore dell’acqua non è un sogno lontano del futuro, ma un’opportunità concreta per rendere le città di domani resilienti, vivibili e sostenibili già oggi. Chi coglie questa opportunità non solo creerà nuovi standard nella costruzione di strade, ma anche una nuova immagine del ruolo delle infrastrutture nel tessuto urbano.

Conclusione

L’era delle strade monofunzionali e idrorepellenti sta per finire. Le aree urbane hanno bisogno di strade che non si limitino a gestire il traffico, ma che contribuiscano anche alla resilienza, al raffreddamento e alla qualità della vita come gestori intelligenti dell’acqua. Drenaggio, ritenzione e raffreddamento non sono misure individuali, ma componenti integrali di una nuova infrastruttura multifunzionale. I progetti di Germania, Austria e Svizzera dimostrano in modo impressionante come l’innovazione tecnologica, la pianificazione interdisciplinare e la governance partecipativa possano lavorare insieme per rendere le città adatte alle sfide del cambiamento climatico e dell’urbanizzazione. Le strade del futuro sono adattive, collegate in rete e resilienti – e quindi molto più che semplici asfalti. Chi agisce ora sta gettando le basi per una città sostenibile e vivibile in cui l’acqua non è più un nemico, ma un amico e una risorsa della vita urbana.

Evento con Reinier de Graaf / OMA

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OMA è uno degli studi di architettura più rinomati al mondo. Fondato da Rem Koolhaas negli anni ’80 e con sede a Rotterdam e filiali a New York, Hong Kong, Pechino, Dubai, Doha e Brisbane, lo studio ha esercitato un’influenza decisiva sulla scena architettonica internazionale.

Siamo lieti che Reinier de Graaf, partner di lunga data di OMA, abbia curato il numero di giugno di Baumeister . Nel numero che ha curato, esplora i vari fattori che plasmano l’edilizia di oggi e dà voce a diversi protagonisti, come promotori immobiliari, politici, attivisti e urbanisti.

Reinier de Graaf sarà a Monaco di Baviera mercoledì prossimo , 5 giugno, per parlare dell’edizione da lui curata. L’evento si svolge presso Hearthouse e inizia alle 19.00. Anche Christiane Thalgott – ex assessore all’urbanistica di Monaco – sarà sul podio per parlare dei temi della rivista e della loro rilevanza per la città di Monaco.

Ci sono ancora alcuni biglietti per l’evento con Reinier de Graaf. È possibile registrarsi gratuitamente qui.

Luce, aria, sole

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Foto: Christoph Petras

Quali materiali associamo al Bauhaus? Principalmente vetro, acciaio e cemento, ma non il legno. La „Casa di crescita“, progettata nel 1930 dall’architetto e insegnante del Bauhaus Ludwig Hilberseimer, rompe con i soliti cliché del Bauhaus: l’edificio a forma di L è un edificio residenziale modulare ed economico in legno che può essere adattato e ampliato per soddisfare le esigenze dei suoi abitanti.

Circa 400 di queste case unifamiliari dovevano formare uno sviluppo misto insieme alle case a pergola costruite sotto Hannes Meyer nella tenuta di Dessau-Törten. Tuttavia, la crisi economica e politica iniziata nel 1929 impedì la costruzione di altri edifici bassi. Più di 80 anni dopo la progettazione e giusto in tempo per il 100° anniversario del Bauhaus, gli studenti dell’Università di Kassel hanno ora costruito una ricostruzione contemporanea del progetto di Hilberseimer in tre settimane utilizzando un metodo di autocostruzione. Il team guidato da Philipp Oswalt, professore di teoria dell’architettura e design, è stato supportato dal collettivo di costruttori Constructlab.

L’obiettivo del progetto di autocostruzione „Bauhaus bauen“ è quello di dare nuova vita a una storia quasi dimenticata del Bauhaus e di far rivivere l’idea di Hilberseimer, che è rilevante per il dibattito odierno sull’edilizia abitativa e sullo sviluppo urbano. L’edificio sarà disponibile per l’uso comune a Törten per 18 mesi, dopodiché andrà in tournée. La prossima tappa sarà Berlino, dove servirà da centro visitatori per la Haus Lemke di Mies van der Rohe.

Arbor Kitchen, Nuova arte sul Ried,
Germania, 2022
TUM, Foto: Kristina Pujkilovic

Dal 13 marzo 2025, la Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera presenterà una mostra che ripensa l’architettura e la progettazione del paesaggio: „Trees, Time, Architecture!“ si concentra sull’interazione tra alberi e strutture costruite e sottolinea la necessità di un cambiamento di paradigma nella cultura edilizia. L’attenzione si concentra sulla progettazione di processi piuttosto che di oggetti finiti, un approccio che incorpora la complessa temporalità degli alberi.

Gli alberi sono tra gli esseri viventi più antichi e complessi della Terra. La loro crescita lenta e la loro lunga durata contrastano con la logica di pianificazione spesso a breve termine dei progetti architettonici. Tuttavia, hanno un grande potenziale per la progettazione degli spazi urbani: con le loro chiome estese e la loro capacità di evaporazione, possono mitigare le isole di calore nelle città e migliorare il microclima. Allo stesso tempo, sono sempre più minacciate dai cambiamenti climatici e ambientali.

La mostra presenta progetti provenienti da diversi contesti culturali e zone climatiche che mostrano come l’architettura e l’architettura del paesaggio possano essere combinate con gli alberi in modo sostenibile. Le opere esposte illustrano le sfide e le opportunità offerte da un approccio progettuale integrativo.

Il concetto della mostra si ispira agli approcci di ricerca del campo della botanica architettonica, sviluppato presso l’Università Tecnica di Monaco sotto la direzione di Ferdinand Ludwig. Questo approccio utilizza specificamente la crescita degli alberi come elemento costruttivo e combina metodi scientifici con pratiche artistiche, conoscenze indigene e tecnologie moderne.

La mostra sarà integrata da un mini-simposio che si terrà l’11 marzo 2025 presso il Forum Oskar von Miller. Esperti dei settori dell’architettura, dell’architettura del paesaggio e dell’arte discuteranno delle interazioni dinamiche tra alberi, tempo e strutture costruite.

È previsto anche un ampio programma di conferenze, workshop e dibattiti per approfondire l’argomento.

La mostra sarà accompagnata da una rivista completa intitolata „Trees, Time, Architecture!: Entwerfen im Wandel“, curata da Andjelka Badnjar Gojnić, Kristina Pujkilović, Ferdinand Ludwig e Andres Lepik. La pubblicazione combina saggi, interviste ed esempi di progetti ed è edita da Park Books.

„Trees, Time, Architecture!“ invita a un ripensamento della cultura edilizia e propone approcci innovativi per un approccio sostenibile all’ambiente naturale. Soprattutto in tempi di cambiamenti climatici, la mostra sottolinea quanto sia cruciale comprendere gli alberi come attori attivi nell’architettura e incorporare il loro potenziale nella progettazione.

Cliccare qui per il sito web della Pinakothek der Moderne.

In qualità di membro dell‘Alleanza per la Ricerca sul Patrimonio Culturale, l’Istituto Fraunhofer sostiene la protezione e la conservazione dei manufatti storici sviluppando tecnologie innovative. Il processo a fascio di elettroni viene utilizzato, ad esempio, per pulire in modo delicato e non abrasivo i manufatti storici in argento.


12-2017
L’esempio delle immagini prima/dopo di queste due monete mostra chiaramente l’efficacia del trattamento al plasma presso il Fraunhofer Institute FEP. Foto: Fraunhofer FEP

La Fraunhofer Gesellschaft, l’Associazione Leibniz e la Fondazione Prussiana per il Patrimonio Culturale hanno fondato l’Alleanza per la Ricerca sul Patrimonio Culturale nel 2008. Il suo obiettivo è una stretta collaborazione interdisciplinare per sviluppare nuovi processi e metodi di restauro e conservazione. Allo stesso tempo, l’obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico sull’importanza del patrimonio culturale.

L’aspetto di manufatti e beni culturali di valore storico è particolarmente influenzato da influenze ambientali, agenti inquinanti, umidità o conservazione errata. Ciò vale in larga misura anche per gli oggetti storici in argento. Uno dei metodi di pulizia utilizzati dall’Istituto Fraunhofer per l’elettronica organica, i fasci di elettroni e la tecnologia al plasma FEP è la tecnologia a fasci di elettroni. Frank-Holm Rögner, responsabile del dipartimento Electron Beam Processes del Fraunhofer FEP, spiega: „Utilizziamo plasmi indotti da fasci di elettroni per pulire oggetti storici in argento che sono diventati ‚ciechi‘ o neri. Vengono trattati in un’atmosfera riducente con elettroni accelerati. In questo modo si riduce il solfito d’argento, cioè la pellicola nera sugli oggetti, in un’atmosfera gassosa“.

Il vantaggio di questo processo è che gli oggetti vengono trattati senza chimica umida o metodi abrasivi. Di conseguenza, lo stress sugli oggetti storici, solitamente fragili, è ridotto al minimo e si possono evitare ulteriori effetti collaterali, come graffi o danni. Le strutture dell’istituto forniscono un’ampia base per il trattamento di tali oggetti contaminati, ad esempio collezioni di monete o argenteria, e per lo sviluppo di ulteriori processi di pulizia.

Le tecnologie del Fraunhofer FEP sono disponibili anche per proteggere i manufatti storici puliti da nuovi danni causati da influenze ambientali o per evitare che i danni attuali peggiorino. Gli scienziati presenteranno le loro ultime scoperte e gli attuali focus di ricerca su questo tema alIndustry Partners Day „Clean Surfaces“ il 27 settembre 2017 presso il Fraunhofer FEP.

Klimt & Co. in formato XXL

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L’Atelier des Lumières, appena inaugurato, è il primo centro d’arte digitale di Parigi. Trasmette la storia dell’arte in 3D

Nell’11° arrondissement di Parigi, tra le stazioni della metropolitana Bastille e Nation, è stato inaugurato un nuovo centro d’arte in un’ex fonderia di ferro: l’Atelier des Lumières. Il concetto del centro è quello di accompagnare i visitatori in un viaggio alla scoperta dei grandi nomi della storia dell’arte.

Il programma inizia con l’arte moderna, con opere di Gustav Klimt ed Egon Schiele. Lo spettacolo è un’esperienza multimediale in formato XXL: 140 proiettori e un moderno sistema audio sono installati dal pavimento al soffitto su una superficie totale di 3000 metri quadrati. La presentazione a 360 gradi ha lo scopo di rendere i bambini e i giovani in particolare meno timidi nel visitare i musei. „Vogliamo offrire un’esperienza artistica diversa da quella che si vive nei musei, dove le opere sono appese al muro“, spiega il direttore Michael Couzigou.

Ci sono voluti due anni per trovare una sede adatta al centro digitale di Parigi. L’ex fonderia di ferro dei fratelli Pilchon, risalente al XIX secolo, è stata completamente ristrutturata e il fascino industriale del monumento architettonico è stato preservato. L’Atelier des Lumières è il primo centro di arte digitale della capitale francese. Suggerimento: è aperto fino alle 22.00 il venerdì e il sabato.

www.atelier-lumieres.com

Partite per un viaggio alla scoperta di questo luogo:

Maria – Madre di Dio e Regina del cielo

Casa-mia
Le raffigurazioni della Vergine Maria sono parte integrante dell'arte cristiana. Artisti come Martin Schongauer hanno spesso raffigurato la madre di Gesù. Foto: Pubblico dominio, via: Wikimedia Commons

Le raffigurazioni della Vergine Maria sono parte integrante dell'arte cristiana. Artisti come Martin Schongauer hanno spesso raffigurato la madre di Gesù.
Foto: Pubblico dominio, via: Wikimedia Commons

La figura di Maria, madre di Gesù Cristo, è una delle figure femminili più conosciute e venerate nella storia del mondo. Nessun’altra personalità è stata più spesso ritratta, cantata o riflessa nella letteratura. Incarna la purezza e il coraggio, la fiducia e la compassione – allo stesso tempo umana e simbolo, madre terrena e regina celeste. La sua immagine ha accompagnato la storia culturale dell’Europa per oltre duemila anni.

Secondo i racconti biblici, Maria è una giovane donna di Nazareth che diventa il centro della storia della salvezza attraverso l’annuncio dell’angelo Gabriele (Luca 1, 26-38). Con il suo „Fiat“ affermativo – mi sia fatto secondo la tua parola – diventa simbolo della fede e della disponibilità ad accogliere l’incomprensibile. Questo atteggiamento interiore caratterizza non solo la teologia e la pietà, ma anche il linguaggio visivo dell’arte cristiana fino ai giorni nostri.

I mosaici bizantini del V-VII secolo – ad esempio a Santa Maria Maggiore (Roma) e a Santa Sofia (Istanbul) – la raffigurano già come Madre di Dio in trono. Nell’arte romanica dell’Europa occidentale, Maria diventa la maestosa Regina del Cielo. L’arte gotica – soprattutto nei Paesi di lingua tedesca – scopre la sua umanità. La cosiddetta „Bella Madonna“ di Breslau o di Praga (1390 circa) simboleggia un nuovo ideale di grazia delicata.
Anche scultori come Veit Stoß e Tilman Riemenschneider diedero alla Vergine una profondità emotiva nelle loro opere: la „Maria del Rosario“ di Riemenschneider (1500 circa, Münnerstadt) mostra un equilibrio di umiltà e grazia, mentre la pala d’altare mariana di Michael Pacher da St Wolfgang (1471-81) raffigura l’incoronazione di Maria in cielo come un evento trionfale di salvezza.

Nel Rinascimento tedesco, l’ideale italiano di bellezza si combina con la pietà della gente comune. L’incisione su rame di Martin Schongauer „Madonna nel roseto“ (1473 circa) ha creato un’immagine devozionale molto diffusa che raffigura Maria come una tenera madre nel giardino del paradiso. Albrecht Dürer, in particolare con la sua „Maria con il Bambino“ (1506, Vienna) e la Pala del Rosario (1506, Praga), ha creato rappresentazioni al tempo stesso mistiche e umane. I dipinti della Vergine di Dürer combinano in modo esemplare teologia, osservazione della natura e idealismo. Anche Lucas Cranach il Vecchio conservò l’importanza centrale di Maria nel periodo della Riforma: le sue Madonne con Bambino, come quella del Castello di Dresda, mostrano una domesticità finemente composta che media tra la devozione cattolica e la pietà protestante.

Nell’arte barocca austro-tedesca meridionale, Maria diventa la luminosa Regina del Cielo. Johann Michael Fischer e Cosmas Damian Asam l’hanno integrata in modo impressionante negli affreschi dei soffitti, ad esempio a Weltenburg o a Rohr, nella Bassa Baviera. Scultori come Ignaz Günther la ritraggono con movimenti aggraziati e dinamismo inondato di luce, in pieno spirito di teatralità barocca. Un’interpretazione tipicamente rococò è quella offerta da Hans Ulrich von Ulm, le cui Madonne sono caratterizzate da una grazia delicata e da una tranquilla interiorità.

Dopo la sua elevazione a patrona del cielo e dell’umanità nel XIX secolo, Maria conobbe un’infinità di nuove rappresentazioni. Josef Führich illustrò il motivo del rosario con un’enfatizzazione dell’interiorità, mentre nel modernismo artisti come Paula Modersohn-Becker e Käthe Kollwitz trasferirono il tema della madre e del bambino in mondi di esperienza contemporanei. Nella pittura sacra su vetro del XX secolo, ad esempio quella di Georg Meistermann, Maria appare come simbolo di spiritualità riflessa – tra luce, colore e trascendenza.

I simboli più importanti di Maria sono

– Giglio: simbolo di purezza

– Le vesti blu e rosse: colore del cielo (fede) e dell’amore (sofferenza).

– Stella e mezzaluna: riferimento al suo ruolo cosmico e apocalittico (cfr. Ap 12, 1).

– Rose: In particolare nel contesto di Maria nel Rosario o della preghiera del Rosario.

In termini di scene, l’iconografia mariana è una delle più complete dell’arte cristiana: dall’Annunciazione alla Natività, dalla Pietà all’Incoronazione di Maria. Ogni rappresentazione accentua il suo duplice carattere, umano e simbolico allo stesso tempo.

Nelle rappresentazioni della Sacra Famiglia, Maria costituisce spesso il centro emotivo, mentre Giuseppe è raffigurato come un compagno protettivo. Soprattutto nella pittura tedesca e olandese del XVI-XVII secolo – ad esempio in Rembrandt o Correggio in Italia – emerge una rappresentazione a più livelli della vicinanza familiare e della vocazione divina.

All’interno dell’anno ecclesiastico, feste come l’Annunciazione (25 marzo), l’Assunzione (15 agosto), la Natività (8 settembre) e la Solennità dell’Immacolata Concezione (8 dicembre) sono punti fermi. Nelle regioni cattoliche dell’Europa centrale si sono sviluppati grandi centri di pellegrinaggio: Altötting, Mariazell, Birnau e Einsiedeln. Qui l’immagine – sia essa scultura, immagine votiva o affresco – svolge un ruolo centrale nell’esperienza religiosa e nell’identità.

Anche gli artisti contemporanei riprendono la figura di Maria – tra tradizione sacra e commento sociale. Kiki Smith, Marina Abramović e Rosemarie Trockel la interpretano come simbolo dell’autodeterminazione femminile. Nell’arte sacra moderna, le rappresentazioni di Maria rimangono espressione di una continua ricerca di conforto, ideali e spiritualità in un mondo secolare.
La rappresentazione della Vergine Maria subisce uno sviluppo iconografico ed emotivo unico: da sovrana divina a madre compassionevole. Questa trasformazione si riflette in modo particolarmente evidente nell’arte del mondo di lingua tedesca: dalla delicatezza gotica di Riemenschneider allo splendore barocco delle chiese Asam. La sua storia rimane aperta all’interpretazione – e proprio per questo rimane una delle figure più durature e allo stesso tempo più mutevoli della storia culturale europea e mondiale.