Quanto si assomigliano i dibattiti sulla Max-Joseph-Platz di Monaco e sulla Michaelerplatz di Vienna: queste piazze centrali e sottoposte a tutela monumentale dovrebbero essere riqualificate e rese così più sostenibili dal punto di vista climatico. Da una parte c’è chi lo definisce un importante contributo alla protezione del clima, dall’altra chi teme un intervento troppo invasivo e la distruzione dell’aspetto dei rispettivi complessi architettonici.
Città come Monaco e Vienna soffrono in estate a causa delle temperature elevate e, con loro, anche i residenti. Una cosa è chiara a tutti: non si può andare avanti così! Un rimedio efficace per ridurre il surriscaldamento delle città è la deimpermeabilizzazione – in altre parole, le pietre grigie devono lasciare spazio alle piante verdi. Per ottenere più spazi verdi, le piazze nelle città sono aree ideali, poiché sono per lo più ampie e spesso almeno a traffico limitato. Allo stesso tempo, le piazze rinverdiate non solo possono influire positivamente sul clima urbano, ma offrono anche uno spazio per la vita all’aperto – «migliore qualità della vita all’aperto» è qui la parola d’ordine più ricorrente. Tutti concordano sul fatto che ci sia bisogno di piazze di questo tipo. Tuttavia, la scelta delle piazze incontra talvolta resistenze – come ad esempio a Monaco e a Vienna. In entrambe le città, gli esperti criticano il fatto che la tutela dei monumenti storici venga messa in secondo piano rispetto alle misure volte a migliorare la protezione del clima. Entrambe le amministrazioni comunali hanno quindi rivisto i propri piani, ma le piazze verranno comunque modificate.
Situazione attuale a Monaco
La Max-Joseph-Platz di Monaco si trova all’estremità della Maximilianstraße ed è stata progettata dall’architetto di corte Leo von Klenze (1784–1864), che si ispirò alla Piazza del Campidoglio a Roma. La piazza è circondata da edifici di grande rilievo. Nel 1811, in questo luogo, fu costruito il Teatro Nazionale da Karl von Fischer (1782–1820), che prese a modello l’Odeon di Parigi. Tra il 1825 e il 1842, durante il regno di re Ludovico I (1786–1868), sul lato nord della piazza sorse l’ala reale della Residenza. L’architetto responsabile fu Leo von Klenze, che progettò l’edificio in stile classicista ispirandosi ai palazzi fiorentini Palazzo Pitti e Palazzo Rucellai; questi edifici caratterizzano ancora oggi la piazza Max-Joseph. Di fronte al Königsbau si trova il Palazzo Toerring-Jettenbach, costruito tra il 1747 e il 1754 in stile rococò da Ignaz Anton Gunetzrhainer (1698–1764). Klenze adattò l’edificio, integrandolo così nel complesso architettonico, ispirandosi all’Ospedale degli Innocenti di Firenze.
Al centro della piazza si erge un monumento dedicato a Massimiliano I Giuseppe di Baviera (1756–1825). Il monumento a Massimiliano Giuseppe, che raffigura il re in posizione seduta, fu realizzato dallo scultore Christian Daniel Rauch (1777–1857) in collaborazione con Leo von Klenze e il fonditore Johann Baptist Stiglmaier (1791–1844) tra il 1826 e il 1835. Il monumento è circondato da una pavimentazione costituita da grossi ciottoli dell’Isar. Per offrire ai cittadini di Monaco un’alternativa all’area verde del Marienhof, che verrà meno per diversi anni a causa dell’ampliamento della seconda linea principale della S-Bahn, la piazza dovrà essere riorganizzata. Inizialmente si pensava di sostituire questa pavimentazione con arbusti, erbe e fiori selvatici. Dopo il rifiuto del progetto da parte dell’Ufficio regionale per la tutela dei monumenti, il piano è stato modificato. Matthias Pfeil, direttore dell’Ufficio bavarese per la tutela dei monumenti, ha criticato i piani in un’intervista alla Süddeutsche Zeitung. In primo luogo, ha criticato il fatto che i progetti fossero troppo semplicistici e non facessero alcun riferimento alla storia della piazza Max-Joseph-Platz. La piazza meriterebbe che ci si impegnasse di più. Allo stesso tempo, però, ha anche mostrato comprensione per l’intenzione di trasformare la piazza, definendola «strumentalizzata» dal fatto di essere utilizzata semplicemente come area di transito. Un ulteriore elemento di degrado della piazza è infatti rappresentato da un parcheggio sotterraneo, costruito in quel luogo negli anni ’60.
A seguito delle critiche mosse dall’Ufficio per la tutela dei monumenti, i progetti sono stati modificati. Ci si è ispirati ai progetti del 1825 rinvenuti nell’Archivio di Stato. Ora, una rotonda erbosa, attraversata da sentieri di ghiaia, circonderà il monumento e renderà più verde la piazza Max-Joseph-Platz. I sentieri dovranno convergere verso il monumento a raggiera e secondo uno schema rigorosamente geometrico. Inoltre, la piazza sarà fiancheggiata da arbusti piantati in vasi. Secondo la volontà dell’Ufficio per la tutela dei monumenti, si tratterà tuttavia di una soluzione provvisoria. Secondo quanto riportato dalla «Süddeutsche Zeitung», è previsto anche che l’ingresso del parcheggio sotterraneo verso la Maximilianstraße venga ridotto. Se dipenderà dai conservatori dei monumenti, in futuro il parcheggio sotterraneo verrà addirittura eliminato.
Resistenza a Vienna
A differenza di quanto previsto per la Max-Joseph-Platz, la sistemazione verde della Michaelerplatz a Vienna non è concepita come soluzione provvisoria. La piazza, circondata dall’Hofburg, dalla Michaelerkirche e dalla Looshaus, dovrebbe diventare più attraente grazie alla piantumazione di vegetazione, secondo quanto affermato dal Comune di Vienna. I conservatori dei monumenti e gli storici dell’arte, sia austriaci che stranieri, criticano questo progetto in una lettera aperta. Nella lettera, consultabile sul sito web della Società Austriaca di Architettura, si legge tra l’altro che a nessuno verrebbe in mente di piantare alberi in Piazza Navona a Roma, nella Grand-Place a Bruxelles o nella piazza del Duomo a Salisburgo. Gli autori della lettera sottolineano che in Michaelerplatz si potrebbero rivivere, da un lato, le fasi più importanti della storia urbana di Vienna, dall’antichità, passando per il Medioevo e il Barocco, fino alla modernità. Inoltre, sulla piazza si trovano anche icone della storia dell’architettura: oltre all’edificio di Adolf Loos (1870–1933), c’è anche il Michaelertrakt, progettato da Joseph Emanuel Fischer von Erlach (1693–1742). La progettazione complessiva della piazza è opera di Hans Hollein (1934–2014), risale agli anni ’90 ed è sottoposta a tutela monumentale. Inoltre, nella sua configurazione attuale, la piazza fa parte del patrimonio mondiale dell’UNESCO.
Il primo progetto prevedeva aiuole rialzate, alberi e giochi d’acqua. Inoltre, i piani prevedevano la rimozione dei cubetti di pietra. Questa decisione è stata accolta con favore soprattutto dai ciclisti. L’Ufficio federale per la tutela dei monumenti aveva inizialmente approvato i piani, ma anche all’interno delle proprie file sono emerse critiche. Anche il Comitato consultivo austriaco per la tutela dei monumenti ha espresso perplessità riguardo ai progetti. L’idea di piantare alberi di campanula blu ha suscitato particolari critiche. Questi alberi a crescita rapida hanno un apparato radicale aggressivo che metterebbe a rischio soprattutto gli scavi storici presenti nella piazza e visitabili in loco. Non è tuttavia ancora chiaro se i responsabili procederanno comunque alla piantumazione di questa specie arborea o se si opterà per altre varietà. Da parte della politica sono già state apportate alcune modifiche. Le aiuole rialzate hanno lasciato il posto ad aiuole piane, mentre i giochi d’acqua previsti davanti alla Loos-Haus sembrano essere stati completamente cancellati. I firmatari della lettera aperta sottolineano espressamente di accogliere con favore gli sforzi della città di Vienna per l’adattamento climatico, ma evidenziano anche che in questo punto verrebbe distrutto l’«effetto dell’insieme storico». Propongono inoltre che una soluzione migliore sarebbe quella di impermeabilizzare definitivamente la Heldenplatz o anche di realizzare spazi verdi nei quartieri, a beneficio dei residenti.
In generale, ci si può anche chiedere se la rinverdimento della Michaelerplatz sia davvero necessario. Non lontano dalla piazza, infatti, sia il Burggarten che il Volksgarten sono raggiungibili con una passeggiata di cinque minuti. Anche a Monaco di Baviera questa domanda è legittima. L’Hofgarten, infatti, si trova a due passi dalla Max-Joseph-Platz. Da lì si può raggiungere rapidamente anche il Giardino Inglese.
Per saperne di più sull’argomento, leggete l’intervista al conservatore generale Mathias Pfeil dell’Ufficio Bavarese per la Tutela dei Monumenti nel prossimo numero di Restauro.




















